Dell verso Wall Street, confermate le voci di fusione (o reverse merger) con VMware

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Michael Dell conferma le voci di operazioni di mercato con l’ipotesi di una fusione con VMware o una possibile operazione di reverse merger con VMware che ingloba Dell. Problemi di liquidità e il debito accumulato spingono l’operazione

I silenzi del management Dell riguardo possibili operazioni per tornare sul mercato (Silicon.it ne ha parlato non pochi giorni prima della fine di gennaio) sono resistiti poco più di una settimana. Ora è ufficiale. Dell potrebbe davvero tornare a Wall Street, ma più per necessità che per un’effettiva scelta strategica, tanto che le modalità del ritorno restano ancora sostanzialmente da delineare. 

Michael Dell, ceo di Dell
Michael Dell, ceo di Dell Technologies

Michael Dell è “capitano” d’azienda non di primo pelo in queste operazioni. Chi conosce la storia di Dell (privata-pubblica-privata) lo sa bene. Ora i motivi della nuova mossa sono chiari: il debito contratto per l’acquisizione di EMC (complessivamente Dell soffre per 50 mld di dollari) è difficile da ripianare e serve fare cassa, in un mercato – quello dello storage (e dello storage pubblico) – che è critico e difficile, anche per le sfide portate da Amazon e Google

Non mancano gioielli di famiglia e “quasi” di famiglia per riuscire a risolvere i problemi, ma bisogna fare bene anche per continuare a operare a mani sciolte, che è la cosa che Michael Dell, per la sua storia, ama fare di più. In borsa Dell quindi potrebbe andarci da sola, ma VMware potrebbe essere funzionale sullo scacchiere e in questo momento la punta di diamante è proprio quest’ultima.

Dell potrebbe quindi prima completare la fusione con l’azienda di virtualizzazione di cui detiene l’80 percento (per questo è “quasi” un gioiello di famiglia), ma potrebbe anche accadere il contrario e cioè sarebbe VMware ad acquisire Dell (questa è l’operazione di reverse merger). In caso di fusione Dell risolverebbe in modo snello il problema di cassa, grazie alla liquidità immediata disponibile in VMware per oltre 10 miliardi di dollari, mentre lo scetticismo degli analisti sull’ipotesi di fusione inversa – con VMware quindi che prende Dell – incontra invece anche il nostro.

Per una serie di motivi. Il primo è storico, proprio considerato il carattere di Michael Dell come imprenditore, certamente spregiudicato, ma al punto di “lasciarsi comprare” la propria azienda? Non lo crediamo. Il secondo è funzionale: una fusione naturale Dell VMware porterebbe a una proposizione complessivamente ineguagliata nello scenario cloud/software/storage.

Pat Gelsinger, Ceo VMware

In ogni caso l’operazione non sarebbe priva di rischi considerata la natura “autonoma” e agnostica rispetto ai vendor di cloud e storage nel DNA di VMware. VMware che è comunque sotto osservazione per il suo andamento in borsa che necessariamente ha risentito delle voci che la riguardavano. Si sa, le incertezze sul mercato a volte si pagano molto più delle notizie negative o positive che siano ma almeno definitive. 

In ogni caso è chiaro che Dell in questo momento sia soggetto a una serie di pressioni, Silver Lake che preme per poter uscire non è l’ultima, la cifra di 10 miliardi di debito già rimborsata, vantata da Michael Dell non è comunque sufficiente, mentre è vero che la nuova creatura Dell Technologies sta lavorando benissimo sul canale. Le premesse per fare bene restano tutte. E’ la convinzione del capitano ed è certo che per ora ancora tutte le vie sono aperte.