Dell potrebbe vendere gran parte delle proprie fabbriche

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La decisione sarebbe una conseguenza dei recenti risultati deludenti e della crescente competizione

Secondo il Wall Street Journal, Dell sarebbe sul punto di vendere la maggior parte dei propri impianti di produzione. Dando un seguito alla decisione dello scorso aprile di chiudere lo stabilimento di Austin (Texas), l’azienda potrebbe intraprendere questa strada come reazione ai recenti risultati deludenti di bilancio. Il quotidiano economico aggiunge che, secondo fonti interne, l’azienda avrebbe contattato, negli ultimi mesi, alcuni fabbricanti di prodotti elettronici attenti al “build-to-order”, per trattare l’operazione.
Al momento, il costruttote texano conta ancora su stabilimenti negli Stati Uniti, ma anche in Brasile, Cina, India, Irlanda, Malesia e Polonia. La vendita di questi siti rappresenterebbe un vero e proprio cambiamento epocale, per un vendor che ha costruito la propria immagine anche sulla capacità di produrre pc personalizzati e on demand, venduti in modo diretto alla clientela.
È vero, però, che il mercato si sta sempre più orientando verso i portatili, più complessi da personalizzare. La concorrenza si sta già orientando sugli ultranotebook, fabbricati a basso costo da società taiwanesi, come Asustek o Micro-Star e anche Dell si è adeguata con il recente Inspiron Mini 9.
Non sarà comunque facile trovare un acquirente per il “pacchetto” di unità di produzione. I potenziali interessati potrebbero essere frenati dalla presenza di paesi dove il costo del lavoro è più elevato (gli Usa, per esempio), senza contare che stabilimenti, come quelli del North Carolina hanno ricevuto aiuti per parecchi milioni di dollari, a condizione che venga utilizzata forza-lavoro locale e ci siano reinvestimenti sul territorio.

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Autore: Silicon
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