Degli Innocenti (Ibm): I dati non vanno contati, vanno gestiti

Enterprise

Paolo Degli Innocenti, Vice President Software di Ibm Italia, ritorna sui trend che impattano il mercato del software: big data, cloud, social e mobility. Per spiegare che la tecnologia è differenziante, non abilitante. Ma non c’è tempo da perdere

Non è un caso che davanti alle 1.500 persone raccolte per l’evento Ibm BusinessConnect 2013 al palazzo del Ghiaggio di Milano, Paolo Degli Innocenti, Vice President Software di Ibm, abbia ribadito che parlare di software oggi significhi parlare di enormi moli di dati da gestire, significhi calarsi nel mondo dei big data, del cloud, del mobile e del social nework.
Tutti ambiti fra loro correlati e complementari, già messi in luce nei tempi in cui Ibm parlava di smarter planet (cinque anni fa) e che oggi non possono prescindere dagli strumenti per la loro gestione. “I dati creano valore nelle aziende, non è importante  saperli contare ma saperli gestire” sostiene il manager.  Altrimenti perdono valore.

Paolo Degli Innocenti, Vice President Software, Ibm Italia
Paolo Degli Innocenti, Vice President Software, Ibm Italia

La gestione dei dati per Ibm passa dagli investimenti fatti sull’offerta di Analitycs (Ibm conta 9.000 professionisti e consulenti dedicati), dalle acquisizioni degli ultimi anni (33 miliardi di dollari spesi dal 2000 a oggi), dai brevetti depositati anche in ambito mobility (270 solo lo scorso anno). “Un investimento in ricerca e sviluppo continuo che spinge a ripensare la tecnologia – precisa Degli Innocenti -: la tecnologia non è abilitante ma è differenziate”.

Dal punto di vista delle aziende sapere gestire la mole di dati che arriva dai social network significa entrare in contatto con potenziali nuovi clienti, collaborare con i dipendenti in modo più efficiente, condividere esperienze. Una ricerca di Ibm mostra come il 70% dei Ceo intervistati consideri la tecnologia il fattore di più grande impatto nel modello dell’impresa. Così come la mobilità è una grande spinta verso il cambiamento: “la proposta di mobilità crea nuovi potenziali clienti che gradiscono questo tipo di interazione con la propria forza vendita o con il proprio pubblico”. Perché, sostiene Degli Innocenti, “big data, social, mobility creano una tempesta di forze perfetta  che possono trarre vantaggio competitivo, alle quali si aggiunge l’ultima forza rappresentata dal cloud computing  che è parte integrante di questo progetto”.

Ma che il mondo si stia trasformando è ormai un dato di fatto, preso in considerazione da tutti i vendor. “Quello che preme a noi – precisa Degli Innocenti – è vivere questa trasformazioni in modo veloce”, senza perdere treni o aspettare che il dato invecchi. L’investimento più significativo rimane nel mondo delle competenze per portare la progettualità in casa del  cliente: i 9.000 consulenti sono un passo significativo in questa direzione così come la strategia Sales, che spinge perché le aziende cambino il modello di business.  “Non è importante la dimensione dell’azienda cliente ma la propensione verso il cambiamento che questa ha. Il non fare per le aziende è una scelta penalizzante  –  precisa in una intervista Roberto Zardinoni, Vice President Sales di Ibm Italia -. Obiettivo di Ibm è differenziare e anticipare le mosse”. La gestione dei dati rimane l’ambito in cui trarre i benefici, senza aspettare che il dato invecchi.

 

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