Compuware, gli utenti al centro della strategia APM

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Veronique Mondollot, a capo della divisione APM europea di Compuware, mette al centro l’utente per la definizione delle nuove tecnologie. Perché soprattutto nell’era del cloud e della mobility, le richieste degli utenti per migliore la performance delle loro applicazioni è il punto di partenza di ogni analisi

Veronique Mondollot è a capo della attività europee della divisione APM di Compuware dallo scorso settembre, per gestire un momento di profonda trasformazione del mercato APM (application perfomance management), che deve fronteggiare le sfide dettate da cloud e mobility che rendono più articolata la gestione dei big data in ambito web, basti pensare a tutto ciò che è ecommerce  o ebanking .  “Una complessità che ha portato ad accrescere la competitività nel mercato APM in rapida evoluzione  – ha dichiarato Mondollot  in visita a Milano  – e che vede Compuware ben posizionata per tecnologie e innovazione. Oramai, l’esperienza ci porta a constatare che non si verificano più rivoluzioni tecnologici, ma si deve parlare di una evoluzione permanente della tecnologia, che deve fare i conti con le dinamiche del mercato e le richieste degli utenti. L’IT serve a costruire applicazioni utili agli utenti, un concetto che noi sosteniamo da tempo. APM viene spesso considerato dagli uomini di business solo da un punto di vista tecnologico, in realtà si tratta di software performanti che risolvono esigenze di business degli utenti”.

Veronique Mondollot, Compuware
Veronique Mondollot, a capo delle attività APM di Compuware Emea

Da 25 anni in azienda, oggi Mondollot gestisce un team di 190 persone in tutta Europa, Medio Oriente e Africa che “si focalizza sulle aspettative degli utenti più che sulla tecnologia” afferma. Un business, quello APM, responsabile di un terzo del fatturato complessivo di Compuware che si avvicina al miliardo di dollari, con un giro d’affari derivante dal mondo APM in crescita: era pari a 272 milioni di dollari nel 2012 con un market share del 12,3%, in crescita di circa il 20% sull’anno precedente.
“La precedente generazione di IT lavorava per silos, oggi questo è un approccio superato – precisa Mondollot -. Noi dobbiamo chiedere all’IT le cose giuste, perché ogni applicazione è un mix di tecnologia e di richieste da parte degli utenti: non esistono tecnologie che risolvono tutti i problemi. Le tecnologie devono essere elastiche e dinamiche per gestire le necessità di business, facendo risparmiare agli utenti tempo nella identificazione dei problemi. Questo approccio farà crescere il nostro fatturato”.

Se qualche anno fa il business di Compuware era legato principalmente alle aziende enterprise (nel mondo finance in primo luogo) che venivano approcciate in modo diretto, dopo le recenti acquisizioni Compuware si è focalizzata sulle medie aziende e ha modificato la propria strategia di vendita, avvalendosi anche di partner commerciali.

Oggi per Emanuele Cagnola, APM Sales Director di Compuware Italia, il target da interessare è rappresentato dalle medie aziende italiane, “un parco potenziale di 500 clienti in Italia” che andrebbero ad aggiungersi ai 100 clienti attuali, coinvolti per il 50% direttamente e per il restante tramite i partner.

“Lo scorso anno abbiano aumentato le licenze APM del 29% in Italia, rispettando l’obiettivo di chiusura dettato dalla corporate di crescere del 10%” precisa Cagnola. Oggi, a fronte dell’ampliamento dell’offerta anche nel digital marketing, è attiva la ricerca di nuovi partner per supportare il nuovo ambito di business.

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