Come la sharing e l’on demand economy rivoluzioneranno il settore della logistica

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Il mondo internazionale dei trasporti sta evolvendo verso l’Internet of Things e la Blockchain, organizzandosi a livello globale per queste innovazioni. Il parere di Andrea Cosentino, analista del settore dei trasporti presso ERA Expense Reduction Analysts

Il mondo globalizzato ha incassato ‘diplomaticamente’ il colpo inferto dalla ventata di nuovo protezionismo soffiata da oltreoceano per riequilibrare i rapporti commerciali con alcuni giganti economici mondiali. Una strategia che finora ha inciso relativamente sulle dinamiche che governano gli interscambi internazionali di beni e servizi e che, con qualche apprensione, è stata arginata da una serie di negoziati che sembra possano ricondurre le parti in causa a più miti consigli. In questo contesto l’economia italiana gioca ancora un ruolo di primo piano, identificando proprio nell’export il principale punto di forza. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, e nonostante la flessione del PIL degli ultimi mesi, le esportazioni italiane, nel periodo gennaio-novembre 2018, hanno registrato una crescita del 3,8%, rispetto allo stesso periodo del 2017. Il saldo commerciale rimane fortemente positivo anche se in diminuzione rispetto al 2017, rispettivamente 32,939 miliardi di euro, contro i 38,765 miliardi di euro. In aumento, nello stesso arco di tempo, il traffico di veicoli pesanti sulla rete autostradale italiana che ha registrato una crescita del 2,6%, mentre risulta in diminuzione del 2,4%, rispetto al 2017, il movimento container nei principali porti italiani (10,284 milioni di Teu in totale), nonostante le performance in ripresa di alcuni grandi scali come Trieste (+17,7%) e Napoli (+13,0%). Per quanto riguarda le aree di destinazione dei nostri prodotti, risulta in forte crescita l’export verso l’Asia Centrale (+17,4%).

In conseguenza di questo incremento, secondo quanto riporta l‘Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, il settore della logistica, in Italia, ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 82 miliardi, in rialzo dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quinto risultato positivo consecutivo, anche se quello del 2018 è il tasso di crescita più basso del quinquennio, che ha registrato il suo picco nel 2016 con una percentuale dell’1,7%. Secondo lo stesso osservatorio, tra gli elementi che avrebbero sostenuto l’andamento positivo del comparto figurerebbero, come detto, l’incremento delle esportazioni e l’aumento del traffico merci. La crescita non interessa solo il fatturato delle imprese del settore ma anche il numero degli addetti, che ha superato le 97mila unità, con un aumento che riguarda soprattutto corrieri e corrieri espresso (+11,6%) e gestori di magazzino (+3,4%). Nel biennio 2017-2018, secondo quanto censito dallo stesso Politecnico, si sarebbero portate a termine quaranta operazioni di fusione e acquisizione, con il conseguente aumento della quota dell’outsourcing delle attività logistiche, che in Italia ha raggiunto il 40,5%, per un valore di mercato di 45,2 miliardi (+8,3% in termini reali rispetto al 2009), su un valore complessivo del comparto logistico di 111,8 miliardi.

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Il 2018, secondo tutti gli istituti di ricerca e previsione, e anche secondo fonti di governo, si presenta come un anno di ripiegamento del tasso di crescita del PIL (dall’1,5% del 2017 a meno dell’1%) e le previsioni per il 2019 non sono delle più incoraggianti (+0,2%). L’internazionalizzazione dell’economia italiana – sotto tutti i profili – richiede un maggiore intervento del settore trasporti, il cui profilo dinamico mostra, però, un logico rallentamento. Tra difficoltà economico-finanziarie e i recuperi di efficienza rispetto, ad esempio, alla dimensione delle imprese di autotrasporto e al loro numero complessivo, continua ad aumentare la quota delle imprese organizzate in forme più evolute (società di capitali), dal 19% del 2016 al 22,3% del III trimestre del 2018.

Il tema al centro del dibattito interno al paese e al contesto imprenditoriale rimane comunque legato alla possibilità di individuare che cosa può essere migliorato nel processo logistico se, ancora oggi, fino al 40% dei mezzi viaggia vuoto o a mezzo carico, con impatti non solo sui costi delle imprese, ma anche sull’ambiente. Basta riflettere su alcuni dati emblematici diffusi di recente da un gruppo di studio dall’Università di Castellanza e dal Politecnico di Milano. Spesso la tara del legno è pari al peso dei colli trasportati, e considerando che ogni anno viaggiano, in media, 2,9 miliardi di colli dal produttore al distributore, si comprende facilmente quale incidenza possono avere, in termini di costi, la voce del trasporto delle merci sui bilanci delle aziende.

Andrea Cosentino, analista del settore dei trasporti presso ERA (Expense Reduction Analysts)

Come spiega Andrea Cosentino, analista del settore dei trasporti presso ERA Expense Reduction Analystsgli economic outlook della Federazione italiana delle Spedizioni illustrano con chiarezza alcune delle cause che hanno inciso sull’incremento dei costi aziendali di trasferimento delle merci: da un lato il consistente aumento del prezzo dei carburanti che gli operatori dei trasporti riversano sulla merce per recuperare il margine perso, dall’altra parte le normative ambientali internazionali che, ad esempio, impongono l’obbligo per tutte le compagnie di navigazione di utilizzare carburanti più puliti per ridurre l’incidenza dello zolfo, con conseguenti ricadute in termini di bilanci per le compagnie stesse e per le loro prestazioni di trasporto”. Società come ERA intervengono proprio per favorire una razionalizzazione e un contenimento dei costi aziendali, attivando tutte le possibili opportunità di risparmio e ottimizzazione che nello specifico, non sono poche a fronte della forte competitività del settore trasporti.

Gli operatori sono molti – specifica Cosentino – e in tale scenario c’è chi, a fronte delle incertezze economiche internazionali, tende ad aumentare i prezzi ma c’è anche chi, al contrario, trova economie di scala o sacrifica parte della marginalità pur di mantenere o ampliare quote di mercato. In un frangente simile si può svolgere una selezione dei fornitori ottenendo forti margini di risparmio mantenendo la qualità del servizio”. C’è da considerare, inoltre, che la rivoluzione digitale e tecnologica sta sempre più penetrando il comparto. Il mondo internazionale dei trasporti sta evolvendo verso l’Internet of Things e la Blockchain, organizzandosi a livello globale per queste innovazioni. In particolare la sharing e l’on demand economy sono destinate a rivoluzionare sempre di più il settore della logistica. Parliamo nello specifico di quell’ecosistema costruito sulla base della condivisione di risorse umane, fisiche e intellettuali, abilitato attraverso la tecnologia, in grado di unire la produzione, il commercio e il consumo di beni e servizi. Passi avanti che sicuramente contribuiranno a velocizzare processi e controlli, a tutto vantaggio di efficienza, rapidità e, sicuramente, contenimento dei costi.

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