Cisco, svolta Saas e business in crescita non risparmiano dai licenziamenti

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Chuck Robbins, prossimo Ceo di Cisco

L’accelerazione impressa dal Ceo Chuck Robbins per trasformare e incrementare l’offerta Saas di Cisco ha chiesto ulteriori sacrifici al personale (negli Usa). E così a fronte di una trimestrale più che buona arrivano altri licenziamenti dopo quelli tra il 2016 e il 2017

I risultati del primo trimestre fiscale dell’anno 2019 per Cisco sono stati tutt’altro che negativi. 13,1 miliardi di dollari di ricavi (+8 percento anno su anno), con i ricavi sui prodotti in crescita del 9 percento e quelli sui servizi però del 3 percento.

Tra l’altro, dal punto di vista geografico, molto bene si è comportata l’area Emea (+11 percento). Nei diversi comparti benissimo sono cresciuti quello applicativo (+18 percento), della sicurezza (+11 percento), e bene le piattaforme infrastrutturali (+9 percento).

L’utile netto del trimestre ha toccato i 3,5 miliardi, un aumento del 48 percento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Ora si prevede un aumento delle entrate tra il 5 e il 7 percento anno su anno nel secondo trimestre fiscale.

Sempre nel primo trimestre fiscale Cisco ha chiuso l’acquisizione di Duo Security, un’azienda non quotata in borsa che fornisce soluzioni di autenticazione a più fattori in cloud, e di July Systems, anch’essa non quotata, con soluzioni a livello enterprise di location analytics (per esempio in grado di fornire informazioni rilevanti a seconda delle posizione delle persone in un edificio)  e un modello di business, appunto, Saas in cloud.

Chuck Robbins, prossimo Ceo di Cisco
Chuck Robbins, Ceo di Cisco

Intanto l’azienda  ha venduto l’attività SPVSS e per il prossimo secondo trimestre dell’anno fiscale 2019 si prepara a normalizzare le previsioni sui ricavi proprio a seguito della cessione di questo business.

In ogni caso, la trimestrale nel complesso è stata positiva, e tuttavia Chuck Robbins, il Ceo di Cisco, ha di recente comunicato come ‘necessario’ un ulteriore round di licenziamenti per accelerare la svolta come azienda che offre Software As A Service in abbonamento. Un’accelerazione a conferma – come pensiamo – di un ritardo nella proposizione Saas, per cui ora è necessario suonare la carica.

Sono stati licenziati durante il mese di novembre nella sede di San Jose circa 460 dipendenti, per Robbins come mossa per un deciso miglioramento della Customer Experience, ma fonti autorevoli oltreoceano sottolineano anche come Cisco abbia sostenuto una campagna acquisti ‘importante’ con l’arrivo di un manager come Martinez (ex Salesforce, bonus da 13 milioni di dollari, stipendio da 675mila) in primavera e che i tagli siano attribuibili alla nuova strategia da lei voluta.

E’ vero inoltre che a fronte di questi tagli definiti ‘mirati’ dal management, non sembra essere questo un giro di licenziamenti come quelli cui abbiamo già assistito, vere e proprie cure dimagranti: 5500 unità nell’agosto del 2016, 1100 unità a maggio del 2017 e altre 310 persone a settembre dello scorso anno. Cisco d’altra parte è una realtà con circa 70mila dipendenti nel mondo e gli ultimi tagli sono forse i meno dolorosi.

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