Cisco, forte spinta verso il cloud ibrido

Enterprise
Robert Lloyd, Cisco president development & sales di Cisco

La trasferibilità del cloud rimane il punto focale dell’annuncio Cisco InterCloud, una soluzione di cloud ibrido indirizzata alle aziende per realizzare cloud personalizzati. Robert Lloyd, Cisco president of development & sales, presenta nel corso di Cisco Live 2014 il nuovo portafoglio e allerta i partner a prepararsi sul mondo applicativo

“Simple, smart, secure”.  Queste le caratteristiche che la nuova IT deve avere in  un mondo che sta cambiando velocemente, in cui le trasformazioni tecnologiche ed economiche hanno forti implicazioni sulla capacità di fare business nelle aziende. E’ il punto di partenza dell’analisi di Robert Lloyd, Cisco president of development & sales, dal palco del Cisco Live 2014 tenutosi negli scorsi giorni a Milano, per presentare un nuovo portafoglio prodotti in ambito cloud che sappia gestire quello che sta accadendo nel mondo, dall’esplosione del numero di device connessi, al fenomeno dei big data, all’importanza degli analytics. “Questi fenomeni generano nuovi modelli di business, aspettative da parte degli utenti  e la necessità di operare in sicurezza e in conformità alle leggi, tutti driver per l’adozione del cloud nell’era dell’Internet of Everything. Se oggi l’80% dei budget sono dedicati all’IT operation, e solo il 20% all’abilitare nuova innovazione, questo non potrà essere tale nell’era del Internet of Everything” esordisce Lloyd.

Robert Lloyd, Cisco president development & sales di Cisco
Robert Lloyd, Cisco president development & sales di Cisco

Se da una parte l’imperativo dei Cio è gestire una IT che risponda in modo veloce alle richieste del mercato (e qui entra il gioco il concetto di Fast IT) dall’altra i Ceo vogliono portare l’innovazione anche nel mondo enterprise e cogliere nuove opportunità, avvalendosi di servizi as a service accanto anche a quelli più tradizionali on premise. In questa ottica Cisco ha annunciato l’estensione del portafoglio prodotti in ambito cloud con una spinta molto forte verso il cloud ibrido, dopo che già alcuni mesi fa aveva introdotto il concetto di Cisco One Platform, per semplificare i layer sui quali costruire un progetto cloud.  “Dai sette layer tradizionali – precia Lloyd – si è passati ai tre layer che prevendono l’infrastruttura, nel mezzo una piattaforma unificata fino al livello delle applicazioni. Cisco One Platfom garantisce gli elementi di gestione del cloud, sia in termini di infrastruttura, di sicurezza ma anche di policy.”

All’interno di Cisco One Platform, si cala  l’annuncio di Cisco InterCloud, una soluzione di cloud ibrido indirizzata alle aziende per realizzare proprie soluzioni di cloud, personalizzate in modo dinamico, utilizzando sia servizi pubblici, privati o ibridi. “E’ una soluzione di workload mobility – precisa il manager – che permette di spostare i workload in modo dinamico secondo le proprie esigenze”.  

cisco liveSi parla di trasferibilità del cloud che rimane punto focale sia per i cloud provider sia per i clienti, che possono muoversi in modalità diversa all’interno di uno spazio cloud aperto, combinando in modo diverso i workload sia attraverso cloud pubblici sia privati, in modo sicuro. In questo modo le aziende creeranno un ambiente cloud ibrido, con applicazioni on premise e in modalità as a service con la possibilità di trasferire i workload IT in modo dinamico. “L’approccio open standard di Cisco si avvale di un ampio ecosistema di partner dando al cliente flessibilità  di utilizzare tecnologie e provider diversi” precisa Lloyd.  Cisco ha già il supporto di partner tecnologici quali Emc, Citrix, Microsoft, NetApp, Vce, e di cloud provider quali  BT, Csc, CenturyLink e Vitustream. Tra i cloud pubblici Amazon Web Services e Windows Azure.

Nell’arco della giornata Cisco ha presentato anche Cisco Intelligent Automation for Cloud (IAC) 4.0, una soluzione software di cloud management per le aziende e i service provider per l’implementazione di cloud privati, pubblici o ibridi, ed ha esteso le funzionalità della soluzione Application Centric Infrastructure (ACI) dal data center fino alle reti Wan  con l’ampliamento dell’Enterprise Module della soluzioni APIC (Application Policy Infrastructure Controller).  Questa permette di vedere la rete come una unica entità, rendendola meno complessa e più efficiente, in modo che i Cio possano essere alleggeriti da attività quali la configurazione dei dispositivi di rete o la modifica delle policy su ciascun dispositivo.

I prodotti saranno disponibilità fra qualche mese, nel frattempo l’impegno sarà quello di sviluppate skill tecnici tra i partner, anche commerciali. L’annuncio  di nuove certificazioni e di nuovi training vanno nella direzione di creare una community di sviluppatori software in grado di gestire gli annunci di Cisco all’interno delle loro offerte di soluzioni, creando apps innovative. Il nuovo programma DevNet, dedicato agli sviluppatori, rientra tra questi.

Alberto Degradi, Cisco
Alberto Degradi, Cisco 

A margine degli annunci Alberto Degradi, Infrastructure Architecture Leader Borderless Network e Data Center di Cisco, commenta:  “Quello che dobbiamo portarci a casa da questo Cisco Live in materia di annunci è che abbiamo rilasciato un collante tra Data Center e Wan, che estende le funzionalità di orchestrazione del Data Center alle Wan per creare soluzioni end to end. La Fast IT arriva dal data center alle singole risorse. L’ottica è quella di creare una forte automazione del servizio applicativo, perché vengano spese meno risorse nella gestione della rete e si auspicano maggiori risorse nella innovazione. Con gli ultimi annunci riusciamo a ottimizzare la rete con un solo tool, abbattendo i costi di operation e dando flessibilità alla rete.  Anche in Italia sono pronti al via nuovi processi di certificazione per preparare i partner,  sia che lavorino sulla parte di infrastruttura, di piattaforma o applicativa, con una forte attenzione alla realizzazione di servizi orientati alle applicazioni per i nostri clienti”.

Sia InterCloud sia APIC nascono in ambienti di virtualizzazione spinta di tutti i device
. Inizialmente le soluzioni sono pensate per i grandi data center ma seguirà una spinta verso il basso, una volta che la tecnologia verrà digerita anche dai partner, il cui livello di servizio rimane strategico soprattutto per creare molti cloud distribuiti. “Un fog computing” lo definisce Degradi, nel quale creare progetti più sostenibili ai tempi di Internet of Everything.

Leggi anche su ChannelBiz  l’intervista a Giuliano Di Vitantonio, Vice President Data Centre and Cloud Marketing Cisco: Cisco prepara i partner su InterCloud

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