Cina: sciopero contro l’acquisizione di Lenovo

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La vendita dei server X86 da IBM alla cinese Lenovo non passa in Cina. Sono in sciopero più di mille dipendenti della fabbrica di IBM Shenzhen che devono passare alle dipendenze di Lenovo. Condizioni economiche insoddisfacenti

La vendita delle attività server X86 da parte di IBM al gruppo Lenovo non è piaciuta a tutti in Cina. Più di mille operai di una fabbrica appartenente a IBM a Shenzhen , nel sud est della Cina, che passerà poi all’industria cinese, sono in sciopero contro le condizioni loro proposte per il trasferimento alla nuova società.

Il mantenimento dello stipendio viene proposto ai dipendenti di International Systems Technology Company (ISTC), filiale al 100 per cento di IBM , che continueranno a lavorare per Lenovo sul sito produttivo di Shenzhen. Quelli che vogliono andarsene si vedranno proporre un compenso di 6 mila yuan pari a 706 euro. Gli scioperanti giudicano la somma troppo bassa e dubitano degli impegni finanziari di Lenovo.

La società cinese ha annunciato lo scorso gennaio di acquisire i server X86 di IBM per 2,3 miliardi di dollari, dopo averne acquisito i PC nel 2005. Mentre gli operai delle fabbriche di Shenzhen dichiarano all’agenzia Reuters che né governo né azienda hanno dato seguito alle loro rivendicazioni che sono diventate in partica un blocco della produzione , fonti aziendali IBM assicurano che le condizioni offerte ai lavoratori sono del tutto confrontabili con quelle di cui beneficiano al momento. IBM ha dichiarato si sperare che i lavoratori di ISTC decidano di lavorare anche per Lenovo.

Ma anche Nokia e Foxconn…

Sono ormai numerose le multinazionali che devono confrontarsi con le proteste degli operai cinesi. Nello scorso novembre centinaia di dipendenti di una fabbrica Nokia basata a Dongguan hanno denunciato le loro condizioni di lavoro dopo l’annuncio della vendita della divisione dei terminali e dei servizi mobili a Microsoft da parte del gruppo finlandese.

Altro esempio è il moltiplicarsi delle proteste nelle fabbriche cinesi del gruppo taiwanese Foxconn, grande appaltatore di commesse da parte di grandi gruppi internazionali dell’hi tech, Apple in testa. Nell’ottobre del 2012 diverse centinaia di dipendenti incaricati del controllo di qualità degli iPhone 5 entrati in sciopero a Zhengzhou, capitale della provincia cinese di Henan.

La fronda degli operai di IBM Shenzhen non è dunque che l’ultimo episodio di una lunga serie. Secondo China Labor Bulletin, organizzazione non governativa basata a Hong Kong, 1171 scioperi e proteste di lavoratori si sono svolti in Cina dalla primavera del 2011 alle fine del 2013.

 

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Autore: Silicon
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