Blackberry, salta la vendita e cambia il Ceo. A valore i servizi

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Fallito il piano di vendita di Blackberry che però incassa un miliardo di dollari di investimenti con una forte partecipazione di Fairfax. Heins non è più Ceo, tonfo in borsa

Blackberry non ha pace, e non c’è tregua per l’azienda canadese, mai come quest’anno nell’occhio del ciclone, prima per i risultati sotto le aspettative dei nuovi device (Blackberry Z10 e R10), poi per le voci di vendita, e da oggi per l’ennesima rivoluzione: salta la vendita, cambia il Ceo, si punta tutto sui servizi e intanto si registra il tonfo delle quotazioni con un -19 percento nel pre-mercato a Wall Street.

La prima notizia ha in pratica determinato in cascata gli eventi. E’ fallita la cessione completa dell’azienda; il fondo Fairfax non è riuscito a racimolare finanziamenti sufficienti per l’operazione da oltre 4,7 miliardi di dollari, ecco che allora è scattato il piano alternativo con la decadenza dell’amministratore delegato Thorsten Heins (e di David Kerr), l’emissione di bond fino a un miliardo di dollari; Fairfax che comunque rafforza la posizione (e ne sottoscrive subito 250 milioni),  e intanto John S. Chen che assumerà a chiusura della transazione il ruolo di Executive Chair e di Ceo. Saranno Chen (ex Ceo di Sybase) e Prem Watsa (Ceo di Fairfax) a determinare il programma strategico di quello che sarà Blackberry nel futuro.

Heins e i BB 10
Thorsten Heins non è più Ceo di Blackberry.

 

Il destino di Blackberry sembra sempre più legato alla valorizzazione dei propri asset di servizi e software, piuttosto che nella valorizzazione del mercato dei device, oramai superati (per quanto riguarda il market share) anche da Windows Phone.

La previsione di quasi un miliardo di dollari di perdite operative nette nel secondo trimestre 2014, i licenziamenti (circa 4500 dipendenti), il silenzio di Lenovo, l’ombra di Qualcomm che comunque non si è esposta,  da un lato sembrano segnali pesanti di una crisi senza fine, ma è indubbio che le mosse di Fairfax con gli investimenti diretti e la volontà di impegnarsi in prima persona da parte del Ceo Watsa potrebbero ancora una volta offrire una chance per non disperdere un patrimonio di valore. Tanto che Barbara Stymiest, presidente del consiglio di BlackBerry ha commentato: “L’annuncio di oggi rappresenta un significativo voto di fiducia in BlackBerry ed il suo futuro da questo gruppo di investitori, preminente a lungo termine”.

Certo ne esce sconfitta su tutta la linea la strategia di Heins, ex Siemens e ora ex Ceo Blackberry, che aveva deciso di provare a rilanciare l’azienda canadese anche come produttore di telefonini. Una lezione per tutti si ripete: nel mercato della mobilità per salire alle stelle e precipitare negli abissi possono bastare un paio d’anni. L’ha imparato Microsoft con Windows Mobile che ha assaggiato quanto risalire la china sia duro, l’ha sperimentato Blackberry che solo pochi anni fa sfiorava il 50 percento. Chi è il prossimo?

 

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