IT Life: 4ward, in viaggio verso il cloud ibrido

Enterprise
hristian Parmigiani con John Roskill, capo mondiale dei partner Microsoft

Christian Parmigiani, Executive Director di 4ward, è un partner di Microsoft nel campo del cloud ibrido. Consapevole che non tutti i business e non tutti i workload sono fatti per il cloud, sostiene che la possibilità di spostare le risorse da provider a provider e da cloud a on premises sarà la vera scelta che il mercato premierà. Il suo eroe tecnologico è chi ha inventato il Commodore 64…

Il quattro, nel logo di 4ward, sottolinea i quattro punti cardine della strategia di questa azienda che ha nello sviluppo software e nell’offerta di servizi il prorpio core business: essere Agili, Competenti, Innovativi ed Efficaci. Quattro punti che Christian Parmigiani,  Executive Director di 4ward, racconta essere stati importanti per diventare  Gold Partner Microsoft, “per garantire ai nostri clienti esclusivamente una qualità elevata ed un servizio sempre aggiornato”.
Grazie a un team di 40 esperti suddivisi tra Milano, Bolzano e Verona, Parmigiani cerca di instaurare un rapporto di fiducia con i propri clienti, aziende di medie e grandi dimensione, “proponendo soluzioni innovative che portino al business un ritorno tangibile”.  Per questo ha accolto con interesse l’avvento del cloud, ma anche con pragmatismo senza agire ad occhi chiusi. Amante della fotografa e del sub, trova gli spazi per praticare entrambi le passioni…. 

 1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
Essendo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ed innovativo, direi che il progetto più bello sarà quello che farò.
Scherzi a parte oggi stiamo progettando un device in grado di semplificare l’adozione di strumenti di hybrid cloud per rompere le barriere che oggi impediscono a molte aziende di accedere a questa tecnologia che è li già pronta: budget, know how, sicurezza. Il sistema nasconde la complessità implementativa degli strumenti, una guida wizard che automatizza l’implementazione dei servizi on premises e quelli forniti in cloud da alcuni vendor, il tutto con la massima flessibilità del cliente di scegliere cosa mettere in cloud e cosa in casa , con pochi click. Dal punto di vista della sfida tecnologia e di innovazione è il progetto che mi appassiona di più.

Christian Parmigliani, 4ward
Christian Parmigiani, executive director di 4ward 
2- Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Con  la mia azienda stiamo aiutando le aziende ad approcciare i nuovi paradigmi di hybrid cloud, ovvero usare il cloud dove e quando serve. E’ un percorso nel quale le aziende sono ancora timorose e la cosa che più gratifica è riuscire a costruire un rapporto duraturo ed una visione comune di innovazione, non è un progetto ma un cambio di filosofia perché si interviene radicalmente nell’azienda dalla tecnologia, ai processi, alle persone.
3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
Dieci anni fa usavo un navigatore satellitare, uno smartphone, un laptop. Oggi ho “solo” più device, più potenti ma soprattutto molta più banda a disposizione: quello ha davvero cambiato le regole del gioco; una volta si era abituati a fare molte cose anche sconnessi, oggi è molto più difficile lavorare senza connettività, anche perché ora i miei dati sono in cloud.
4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Nell’ottica di Internet of Things credo che vedremo molti più oggetti “consumer” di uso comune, connessi al proprio corpo per rilevare dati e fare analisi: come dormiamo, come mangiamo, come stiamo, quali elementi esterni ci influenzano (temperatura umidità). Immagino tessuti, indumenti e sensori in vestiti e scarpe, sedie e poltrone, auto che verificano la nostra postura, ect. Ultimo ma non meno importante lo stesso concetto lo vedo applicato alle  Smart Cities e al settore automotive dove il margine di innovazione è enorme.
hristian Parmigiani con John Roskill, capo mondiale dei partner Microsoft</p>
Christian Parmigiani con John Roskill, capo mondiale dei partner Microsoft

5 – Qual è il suo eroe tecnologico e qual è invece il suo personaggio negativo (se lo ha)?
Il mio eroe tecnologico è Jack Tramiel, inventore del commodore 64, che ebbe l’idea di fare un pc realmente alla portata economica di tutti. Grazie a lui anche io riuscii ad avvicinarmi da piccolo al mondo dell’informatica, che iniziò per gioco e poi..

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Mi piace molto l’innovazione introdotta dalla tecnologia mobile in generale, tablet e smartphone, ma anche quella dei marketplace. Le possibilità di domanda e offerta sono innumerevoli e hanno radicalmente cambiato in molti settori il modo con cui si faceva business, oltre al comportamento dei consumatori.7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Microsoft
è l’azienda che più di tutti in questo momento è in grado di interpretare al meglio le dinamiche del segmento nella quale fa da padrone ovvero l’enterprise con uno stack tecnologico sia on premises che in cloud che ha pochi rivali, oggi.
8- Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
La velocità con la quale i cambiamenti tecnologici stanno influenzando il comportamento degli utenti mette in serie difficoltà i reparti IT che vengono paragonati a service provider ma a tutti gli effetti, poche aziende sono così illuminate per investire in tecnologia e know how in questa direzione. La spasmodica ricerca del cost savig di questi anni ha portato ad una irrazionale compressione di investimenti in innovazione senza una ragione razionale. Va bene spendere meno ma soprattutto l’obiettivo dovrebbe essere spendere meglio: essere in grado di introdurre tecnologia che automatizza processi e che aumenta la produttività delle persone è vero cost saving che produce anche valore in azienda.
9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Favorevolissimo ma non in maniera radicale. Non tutti i business e non t..utti i workload sono fatti per il cloud e la vera sfida sarà fra quei player che riusciranno a porre meno barriere di ingresso ma soprattutto d’uscita. La possibilità di spostare le risorse da provider a provider e da cloud a on premises sarà la vera scelta che il mercato premierà
10 -Cosa voleva fare da bambino?
Ho sempre avuto passione per l’informatica, a sei anni i miei genitori mi regalarono il primo PC. Ero combattuto fra lavorare in questo campo e il fotografo… Oggi lavoro nell’informatica e faccio video e foto subacquee per hobby, in qualche ho realizzato entrambi i sogni

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