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Il mercato PC nel primo trimestre 2018. Bene Emea, frenano Asia e Usa

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Gartner fotografa la crescita di Dell e i buoni risultati di HP nel mercato PC per il primo trimestre 2018. Emea sostiene il mercato trascinato verso il basso dall’area Asia/Pacifico e dagli Usa. Male Asus e Acer. La nostra analisi

Solo pochi giorni fa abbiamo riportato i risultati di mercato dei device digitali nel loro complesso (certo, compresi anche i sistemi di computing): risultati positivi nell’insieme, ed allo stesso tempo con luci e ombre. Gartner ha ora puntato i fari proprio sulle zone d’ombra che continuano ad essere i Pc (desktop e laptop). Le previsioni del 2017 per quest’anno avevano lasciato presagire che anche il 2018 non avrebbe rappresentato un anno di svolta. I risultati preliminari del primo trimestre lo confermano. Entriamo nei dettagli.

I dati

Nel primo trimestre sono state consegnate 61,7 milioni di unità. Le spedizioni di PC sono diminuite dell’1,4 percento, con la precisa indicazione geografica per cui sono i mercati Asia/Pacifico e Usa ad avere abbassato le performance. 1Q 2018 sarà quindi il 14esimo trimestre consecutivo in calo. Bisogna quindi tornare indietro fino al 2012 per ritrovare il segno più. In altre regioni, certo, si è riscontrata una piccola crescita, troppo poco però per riassestare il mercato complessivo. Asia/Pacifico ha marcato un netto -3,9 percento sul primo trimestre 2017, mentre gli Usa -2,9 percento.

In Emea le spedizioni sono state di 18,6 milioni di unità, quindi +1,7 percento rispetto al 2017. Hanno contribuito la maggiore attenzione per la sicurezza e anche l’avvento del GDPR. Soprattutto è cresciuta la zona Eurasia (Russia, Ucraina, Kazakistan).

Forte il calo nel mercato Cinese (-5,7 percento) dove le aziende statali e le grandi imprese hanno rinviato il momento degli acquisti in attesa delle nuove indicazioni dopo il Congresso del Partito. Un altro elemento che può avere contribuito ai risultati non proprio entusiasmanti è l’attesa per l’arrivo dei nuovi processori di ottava generazione – compresi i nuovi  Core i9 di Intel – anche se a nostro avviso considerata l’offerta già sul mercato è difficile valutare in quale misura.

Dati preliminari di vendita per il comparto PC: le stime di consegna dei pezzi per 1Q18 (in migliaia)

Company

1Q18 Shipments

1Q18 Market Share (%)

1Q17 Shipments

1Q17 Market Share (%)

1Q18_1Q17 Growth(%)

HP Inc.

12,856

20.8

12,505

20.0

2.8

Lenovo

12,346

20.0

12,305

19.7

0.3

Dell

9,883

16.0

9,277

14.8

6.5

Apple

4,264

6.9

4,199

6.7

1.5

Asus

3,900

6.3

4,458

7.1

-12.5

Acer Group

3,828

6.2

4,189

6.7

-8.6

Others

14,609

23.7

15,637

25.0

6.6

Total

61,686

100.0

62,569

100.0

-1.4

Fonte: Gartner, Aprile 2018

I vendor

Per quanto riguarda i vendor abbiamo assistito a un’ulteriore piccola crescita nella concentrazione del mercato sui primi tre vendor (HP, Lenovo e Dell) che coprono il 56,9 percento nel primo trimestre 2018, mentre era il 54,5 percento l’anno scorso. A crescere più di tutti è Dell, che marca +6,5 percento e cresce in tutte le regioni (esclusa l’area Asia/Pacifico) un risultato decisamente importante anche perché maturato sia in ambito consumer, sia in area business. Dell negli Usa è il primo vendor assoluto.

HP è cresciuta del 2,8 percento a livello globale e addirittura a doppia cifra in Emea, compensando le performance negative nel mercato Usa. Lenovo sostanzialmente non è cresciuta a livello globale (e ha perso -4 percento nell’area Asia e Pacifico) ma lo ha fatto invece bene in Emea (+6 percento), mentre a pagare la crescita degli altri sono Asus e Acer con performance decisamente negative, a segnalare anche a scapito di chi avvenga la concentrazione di mercato.

L’analisi

Avevamo concluso il 2017 con un mercato alimentato dai PC di valore per il mercato consumer e i giocatori. Si confermano per il primo trimestre 2018 alcuni trend interessanti, per esempio salgono ancora i prezzi, per l’aumento di prezzo di alcuni componenti, con le aziende comunque caute, non pronte ad assecondare i normali ritmi di sostituzione delle macchine.

I produttori ovviamente, con l’aumento dei prezzi dei componenti non hanno scelto la via di una proposta con meno memorie (Ram e Storage), ma hanno semplicemente trasferito l’aumento dei costi sui clienti, per un profitto immediato sicuro e il massimo margine possibile, sdoganando il prezzo comunque elevato dei dispositivi come esperienza top per gli utenti finali.

Da un lato, quindi si assiste all’attestazione nel mercato consumer complessivamente su prodotti di fascia più alta e più costosi, ma il prezzo maggiore non corrisponde al valore, che è accresciuto dalla valutazione momentanea di alcune componenti per la carenza di scorte sul mercato. Questo si riverbera quindi sulle configurazioni con più Ram e Storage SSD che sono molto più costose rispetto alle altre, pur con contenuti tecnologici equivalenti e form factor non necessariamente top.

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