StorageCraft: conta più il recovery del backup

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StorageCraft, dopo la riorganizzazione di inizio anno, spinge per lo sviluppo del mercato business continuity in tutte le nazioni in cui è presente, puntando sulla piattaforma ShadowProtect

Un passato lungo alle spalle, perché l’azienda è nata nel 2003, ma una sostanziale ridefinizione a gennaio di quest’anno con l’investimento nella società per 187 milioni di dollari da parte di TA Associates e l’ingresso di diversi manager provenienti da SonicWall, a partire dal CEO Matt Medeiros. È la storia recente di StorageCraft Technology, che sulla scia di queste novità ha avviato una strategia di crescita rapida ed espansione dei servizi, tra l’altro con una propria presenza in tutti i Paesi in cui ha clienti, tra cui anche l’Italia.

Matteo Nemeth, Channel Manager per l'Italia di StorageCraft
Matteo Nemeth, Channel Manager per l’Italia di StorageCraft

Il tema tecnologico portante di StorageCraft è quello della protezione dei dati e in particolare della business continuity, con una particolare attenzione al recupero delle informazioni. Perché il backup in sé non è un problema – basta volerlo fare – e il vero punto critico sta in quanto i backup risulti efficace e performante nel momento in cui deve dimostrarsi uno strumento davvero utile, ossia quando un evento, non necessariamente catastrofico, ci fa perdere i dati principali e dobbiamo recuperare velocemente quelli che sono stati salvati altrove.

Questo punto critico, secondo StorageCraft, si affronta sviluppando una piattaforma di backup e recovery che sia efficace, informi l’utente sullo stato dei backup, sia semplice da usare e offra varie opzioni di ripristino per riportarci il più velocemente possibile all’operatività. StorageCraft ShadowProtect SPX è stata sviluppata seguendo queste linee guida. È una suite che ha diversi componenti legati al backup vero e proprio, alla verifica della qualità dei backup, alla replica offsite dei dati, alla gestione con funzioni di reportistica e ovviamente al recovery da e verso una vasta gamma di piattaforme.

Lato backup ShadowProtect prevede varie tipologie di salvataggio dei dati, quella suggerita è incrementale ogni 15 minuti. Le immagini di backup dei singoli sistemi (Windows e Linux) vengono realizzate grazie all’installazione di un agente e comprendono non solo i volumi con i dati ma che sistema operativo, applicazioni, servizi e configurazioni. Si possono avere policy di backup specifiche per ambiente e dispositivo e le funzioni offerte per i nodi fisici sono disponibili anche per le macchine virtuali.

La console di ShadowProtect SPX
La console di ShadowProtect SPX

Una componente della suite – ImageManager – è dedicata in modo specifico alla gestione ottimizzata delle immagini di backup, che sono centralizzate e possono (dovrebbero) essere anche replicate in siti remoti o sul cloud. Le immagini dei backup incrementali di una giornata sono consolidate automaticamente in un unico file giornaliero, poi settimanale e poi mensile a seconda delle necessità di contenere l’occupazione dello spazio. La replica in remoto può avvenire da storage a storage e da storage a cloud (non necessariamente StorageCraft). Nel primo caso il protocollo proprietario ShadowStream velocizza le comunicazioni se si usano collegamenti Internet pubblici a banda non garantita.

Varie, come accennato, le opzioni di recovery, che può essere “bare metal” e anche indipendente dall’hardware attraverso l’uso di driver virtuali che permettono il ripristino della configurazione su computer diversi da quello di partenza. Si può eseguire anche il failover di nodi fisici su macchine virtuali. Per alcune piattaforme Microsoft come Exchange è possibile il recupero granulare delle informazioni.

Lato cloud StorageCraft offre servizi di protezione, anche attraverso due datacenter europei, suddivisi su tre livelli di protezione. Il più semplice (Cloud Basic) prevede l’invio di un drive con i backup, l’intermedio (Cloud+) offre anche il recovery specifico di file e cartelle, il migliore (Cloud Premium) anche il failover immediato su una macchina virtuale del cloud StorageCraft. In ambito cloud sono da poco offerte anche funzioni di backup cloud-to-cloud per il backup sul cloud StorageCraft dei dati già custoditi in cloud da servizi come Office 365, Google Apps, Salesforce e Box.

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