La svolta di NetApp in Italia: spazio al cloud, alle memorie flash e all’iperconvergenza

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Durante la Partner Academy 2018, i vertici NetApp Italia hanno ripercorso le fasi del cambiamento della società, partendo dai nuovi segmenti e dagli accordi con gli Hyperscaler

NetApp Italia è cambiata nel corso degli ultimi due anni. La società, anche attraverso accordi con Microsoft Azure, Amazon Web Services e da ultimo in ordine temporale con Google Cloud Platform sta sposando una strategia di vendita e di business differente rispetto a soli due anni fa. Il country sales director di NetApp Italia, Marco Pozzoni, non ci sta più a definire la società completamente storage oriented, ma apre le braccia al mondo San e per questo, durante la Partner Academy 2018 svoltasi presso lo Spazio Mil a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, sottolinea ai partner presenti che è tempo di cambiare interlocutore presso i clienti. “Gli storage administrator con cui siete molto intimi non sono più sufficienti per dialogare secondo questa nuova prospettiva”, dice. “Quando parliamo di cloud e di iperconvergenza ci servono nuovi interlocutori. Potrebbero celarsi dietro il direttore delle risorse umane? ” Si domanda Pozzoni. Forse si, sta di fatto però che la digital transformation in atto tocca tutte le persone all’interno dell’azienda di un cliente.

Massimo Mondiani, Territory sales representative NetApp in Italia, spiega “NetApp si pone come azienda che dà la possibilità ai clienti di creare un cloud su misura, non solo public cloud, ma anche un taglio su misura su come gestire il servizio e le prestazioni dei sistemi: oggi parliamo di servizi a consumo cloud style. Come approcciamo questo? Come prima soluzione pensiamo all’iperconvergenza: vale sei miliardi di dollari il mercato su cui NetApp ha una soluzione di seconda generazione che porta un’esperienza enterprise e know how da cloud provider a livello di servizi garantiti e, allo stesso tempo. Porta una forte integrazione con i partner di public cloud con sui ci interfacciamo”, spiega Mondiani.

Cloud, Hci e Flash

Oggi, per NetApp i nuovi imperativi sono cloud, Hci Opty (tecnologie iperconvergenti) e memorie Flash. “Queste ultime – spiega Pozzoni – stanno facendo il 30% del fatturato che realizziamo. Numeri importanti perché siamo riusciti a far cambiare opinione ai clienti che consideravano costose le memorie Flash”. Insomma, il nuovo credo è scovare nuovi clienti e nuovi interlocutori. E i numeri, da qualche tempo a questa parte stanno dando ragione al pensiero di Pozzoni. Andrea Fumagalli, channel e alliance manager di NetApp Italia, snocciola dati italiani in linea con quelli della corporation: più 17% di crescita di fatturato sui prodotti grazie alle nuove tecnologie.

Andrea Fumagalli

Ma il mantra, anche per Fumagalli, è fare nuovi nominativi e sottolinea che a oggi l’8% delle revenue è fatto su nuovi nominativi e i partner sembrano seguire la nuova filosofia di NetApp, dato che sono aumentati del 10% i partner che hanno deciso di sposare la strategia di NetApp. “La macchina HCI Opty, in ambito iperconvergenza– spiega Fumagalli – è in disponibilità dallo scorso ottobre e ha generato più di 70 opportunità. Arriviamo dopo altri competitor, è vero, ma abbiamo molte nuove opportunità e con questo prodotto realizziamo il 100% delle vendite via canale”. Fumagalli, arrivato lo scorso anno in NetApp Italia, racconta di aver trovato “un canale molto skillato e che concentrava il fatturato su un certo numero di partner. La contribuzione al fatturato del canale era elevata, ho continuato su questa linea con loro, che definisco core, ma ho deciso di allargare le competenze sulle nuove tematiche Flash, cloud e iperconvergenza andando a cercare nuovi partner su nuove aree, come per esempio il deep learning e l’intelligenza artificiale e ogni anno vorrei che crescessero, a livello numerico, del 10%”.

In ambito soluzioni HCI, Mondiani spiega che questa “permette di consolidare le soluzioni tradizionali, anche in ambito test e sviluppo, su target corretto di iperconvergenza: abbiamo inserito condizione nativa nel data fabric con la possibilità di parlare per soluzioni iperconvergenti. Si tratta di una piattaforma che si sposa bene per lanciare nuovi servizi come per esempio sistemi di DevOps o Deep learning”. Le aziende, in particolare, si aspettano dalla prossima generazione di infrastrutture iperconvergenti la possibilità di fare crescere le componenti storage e computing in maniera graduale e indipendente l’una dall’altra, una maggiore apertura e integrazione con il cloud, una maggiore integrazione applicativa e maggiori garanzie in termini di performance delle applicazioni.

E’ il caso di Veritas, presentato da Stefano Nironi, Responsabile dei Sistemi Informativi. Veritas ha intrapreso un cammino verso l’iperconvergenza per ottenere maggiore semplicità, riduzione dei costi del data center, garanzia di performance alle singole applicazioni e continuità del servizio.
Partendo da un progetto di IoT nell’area della raccolta dei rifiuti definito “Cassonetto intelligente” l’IT di Gruppo Veritas ha saputo sfruttare i benefici del decreto Industria 4.0, inserendo apparati di comunicazione e sensori all’interno di oltre 5mila cassonetti in un territorio di 51 comuni, si sta parlando del territorio intorno a Venezia, ridefinendo anche l’infrastruttura dati dedicata e optando per la soluzione NetApp HCI.

Gli accordi con gli Hyperscaler

Nuove competenze che necessariamente sono arrivate in NetApp grazie agli accordi con i cosiddetti Hyperscaler che, di fatto, sono andati a modificare l’assetto strategico del canale distributivo. “Ai partner – spiega Fumagalli – chiediamo di valutare questo nuovo approccio. Ci sono tipologie di partner più Hyperscaler oriented con i quali è più semplice dialogare, altri come il cloud service provider è un po’ più restio e rischia di vedere questi grandi Hyperscaler come degli ostacoli. Oggi, quello che sta cambiando, – spiega Fumagalli – è la chiarezza sia sulla value proposition degli Hyperscaler sia sul posizionamento dell’offerta tradizionale: la cloud strategy oggi offerta con la cloud volumes si sposa perfettamente con il tessuto della Pmi italiana”.

NetApp – Strategia

NetApp ha proposto sul mercato soluzioni cutting-edge di ultima generazione che sono state presentate anche da Stefano Rendina, IT Manager di Ducati Corse che ha raccontato come Ducati – partendo proprio dalle corse – sta lavorando a un percorso di Digital transformation che passa dal rinnovamento del Datacenter con le tecnologie flash di NetApp, all’adozione di cluster di calcolo per il reparto corse e le simulazioni, fino a soluzioni per la sicurezza, il backup e il DR presso Cloud Service provider locali realizzando già oggi il proprio Data Fabric.

Infine, come riconoscimento per aver realizzato progetti specifici – come quello di Gruppo Veritas – e per gli ottimi risultati raggiunti nelle aree strategiche dell’offerta NetApp e per una crescita nelle vendite NetApp sono stati premiati i partner Gruppo Project, Elmec Informatica ed Ergon.

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