IBM DeepFlash 150: lo storage flash pensato per i Big Data

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Con il DeepFlash 150 si concretizza l’alleanza definita con SanDisk e IBM propone un sistema all-flash per vari tipi di applicazioni in ambienti software-defined

I dati da analizzare per le aziende crescono sempre di più in volumi, velocità e varietà (sono le “tre v” dei Big Data) e i sistemi di storage tradizionali a disco non riescono a seguire adeguatamente questa crescita. IBM è partita da questo punto di vista per progettare un nuovo membro della sua linea di array all-flash: il DeepFlash 150.

DeepFlash 150 è anche il frutto della collaborazione che IBM ha definito con SanDisk qualche tempo fa. La parte hardware è quella di SanDisk mentre Big Blue si è dedicata alla componente software. Lato hardware non usa SSD convenzionali ma sino a 64 “flash card” progettate ad hoc, la connettività verso l’esterno è in SAS fino a un massimo di otto host esterni.

Una unità SanDisk InfiniFlash
Una unità SanDisk InfiniFlash

Idealmente il nuovo array dovrebbe essere usato insieme alla piattaforma IBM Spectrum Scale per il software-defined storage. Non è indispensabile ma scelte diverse sarebbero strane data la natura del prodotto. In un ambiente SDS il DeepFlash 150 viene indicato per applicazioni che spaziano da SAP Hana ad Hadoop, da Spark a OpenStack, dal backup ad alta velocità alla gestione massiva di contenuti multimediali in rete.

Uno degli obiettivi della nuova unità è combinare la capacità con un buon rapporto prezzo-prestazioni, cosa che secondo IBM è riuscita: il DeepFlash 150 arriva a 512 terabyte per unità (o 6 PB per rack) con un prezzo “molto competitivo” di meno di un dollaro per gigabyte nella versione base. Il che dovrebbe renderlo un prodotto appetibile per le aziende che devono sì gestire molti dati ma non hanno budget altrettanto estesi.

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