HPE compra Nimble Storage, non solo per l’hardware flash

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Con Nimble Storage, HPE prende sì array flash, ma soprattutto tecnologie legate alla gestione e al multicloud

Le dimensioni, alla fine, contano. Sta un po’ qui il senso dell’acquisizione di Nimble Storage da parte di HPE, un’operazione valutata circa 1,2 miliardi di dollari e che mette insieme l’esigenza di entrambe le parti di raggiungere una certa massa critica, in generale per Nimble Storage e in maniera mirata per HPE, che le sue dimensioni in assoluto ce le ha già.

HPE spiega che la chiave dell’acquisizione sta nelle tecnologie flash sviluppate da Nimble Storage e questo è sicuramente un elemento importante. Non perché la casa di Meg Whitman non abbia un’offerta storage in tal senso – ci sono i sistemi 3PAR – ma perché la crescita del mercato storage flash impone di avere anche prodotti di fascia più bassa. Invece di svilupparli si fa prima ad acquisirli e i sistemi All Flash Array di Nimble, destinati alla fascia entry-midrange, sono una buona scelta.

L'array AF1000 di Nimble Storage
L’array AF1000 di Nimble Storage

Se per HPE il punto però fosse semplicemente avere una maggiore massa critica nell’offerta di array l’acquisizione sarebbe piuttosto costosa. In realtà la gran parte degli osservatori di mercato concorda sul fatto che il “gioiello della corona” di Nimble non sta tanto nei prodotti hardware ma nella piattaforma di analytics e gestione in cloud InfoSight. Si tratta in sintesi di un sistema che esamina a intervalli regolari la configurazione e il funzionamento delle unità di storage, raccoglie dati e li analizza in maniera predittiva per evitare malfunzionamenti e per dare indicazioni su come ottimizzare i sistemi. Le possibili integrazioni con le funzioni di SimpliVity sono evidenti.

Altro plus di Nimble Storage è l’approccio multicloud di Nimble Cloud Volumes, un servizio di cloud storage – per ora ancora in versione beta – basato su sistemi flash che mette a disposizione i dati conservati alle applicazioni ospitate in cloud pubblico presso Azure o AWS. HPE non vuole fare il cloud provider, ma NCV è un servizio specifico che potrebbe seguire logiche diverse.

Un report di InfoSight
Un esempio di report di InfoSight

Anche per Nimble Sorage l’acquisizione è una questione di massa critica, ma qui è tutto più ovvio. Il mercato in questi anni ha visto la nascita di molte aziende focalizzate sullo storage flash e sulle applicazioni dello storage software-defined. Nimble è una di quelle che è andata avanti meglio, con crescite di fatturato importanti ma anche senza mai raggiungere un utile. Entrare in HPE è un modo per porre termine a questa fase accidentata. E poter investire meglio su nuove tecnologie, come quelle per i sistemi convergenti che per ora hanno visto collaborazioni con Cisco e Lenovo.

L’acquisizione è anche un segnale non trascurabile per il mercato. Indica che va bene essere focalizzati (è la filosofia di HPE) ma comunque serve un’offerta completa e integrata per giocare sui tavoli più importanti (vedi gli hyperscaler, fondamentali) ed essere credibili. La strada dei “pure player” resta sempre quella più accidentata.

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