Cloudera e Hortonworks: nel 2019 la piattaforma di nuova generazione

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Romain Picard, Regional Vice President di Cloudera, South Emea, ha confermato il via per il 2019 della nuova realtà, confermando il via al grande player che fornirà cloud dati di classe enterprise

Cloudera e Hortonworks saranno un’unica società a partire dal 2019. Per il 28 di questo mese è previsto il via libera da parte dell’assemblea degli azionisti e per il prossimo anno, come anticipato da Silicon a novembre scorso, si aprirà una nuova era per un grande player che fornirà cloud dati di classe enterprise. Ceo sarà probabilmente Tom Reilly, attuale ceo di Cloudera e, con ogni probabilità, il nome della nuova realtà sarà Cloudera. Lo ha confermato Romain Picard, Regional Vice President di Cloudera, South Emea, durante un incontro a Milano, dove ha specificato che Hortonworks è una realtà che in Italia ha una decina di clienti.

A seguito del completamento della transazione, l’attuale Chief Operating Officer di Hortonworks, Scott Davidson e il Chief Product Officer, Arun C. Murthy, di HortonWorks e l’attuale Chief Financial Officer di Cloudera, Jim Frankola, manterrano i loro incarichi nella nuova azienda. Rob Bearden, Chief Executive Officer di Hortonworks entrerà a far parte del consiglio di amministrazione. Il membro del consiglio di Cloudera, Marty Cole, assumerà il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione della nuova azienda includerà inizialmente nove dirigenti. Quattro amministratori, tra cui Rob Bearden, provengono dall’esistente consiglio di amministrazione di Hortonworks mentre gli altri cinque, tra cui Tom Reilly, provengono da Cloudera. Un decimo amministratore sarà selezionato dal nuovo consiglio combinato.

Romain Picard, Regional Vice President di Cloudera, South Emea

Il modello di machine learning attraverso un cloud ibrido è forte grazie ad accordi in ambito public cloud con realtà come Amazon. Secondo i termini dell’accordo, gli azionisti di Cloudera controlleranno circa il 60% del capitale della società combinata, mentre quelli di Hortonworks circa il 40%, ha spiegato Picard, e il merge porterà a un’accelerazione dell’Innovation superior platform e al supporto verso una piattaforma più forte, una piattaforma dati di nuova generazione.

Combinando gli investimenti di Hortonworks nella gestione dei dati end-to-end con quelli di Cloudera in data warehousing e machine learning, la nuova realtà sarà in grado di fornire un cloud dati per il settore enterprise per sfruttare le più moderne tecnologie, dall’Edge Computing all’intelligenza artificiale. Per i prossimi mesi le due società indipendenti lavoreranno per fornire le loro tabelle di marcia preesistenti e pianificare il futuro condiviso. Dopo la fusione, si prevede di creare una versione unitaria che combini elementi di CDH 6 e HDP 3.

I clienti supportati possono eseguire l’aggiornamento a questa versione unitaria a loro discrezione oppure continuare a utilizzare i prodotti acquistati per un periodo impegnativo. Nel tempo, la società renderà questa piattaforma unificata un’integrazione funzionale di tutte le versioni passate di CDH e HDP. Ove possibile, la nuova realtà prevede di incrociare componenti e funzionalità di valore in tutte le due piattaforme per facilitare la transizione alla piattaforma di nuova generazione. L’open source resterà un elemento centrale del futuro condiviso e, la nuova realtà, continuerà a fornire una piattaforma open source supportata al 100% ed equivalente alle offerte HDP e HDF. Infine, ognuno dei clienti avrà l’opportunità di estendere la propria piattaforma di dati da Edge ad AI, sfruttando le risorse della nuova realtà. Insomma, una svolta importante per un’azienda che in Italia è presente da circa quattro anni.

Michele Guglielmo, Regional Sales Director di Cloudera

Michele Guglielmo, Regional Sales Director di Cloudera, ha ricordato i quattro pillar su cui poggia la strategia della società: machine learning, data warehousing, platform e cloud. Se sul machine learning si parla di successo grazie a strumenti, costi e infrastruttura che si declinano con l’intelligenza artificiale, il data warehousing sta avendo una seconda giovinezza, non più legata a un mondo strutturato perché oggi si ha bisogno di un data warehouse elastico, spiega Guglielmo. Sul cloud prevale l’idea di ibrido. “Il disaccoppiamento tra la parte storage con il workflow computazionale ha dato vita a SDX, share data experience: la gestione dei servizi comuni in ambito storage”, spiega.

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