Bonfanti e Nulli (Pure Storage), il nostro all-flash genera valore e permette al dato di diventare servizio

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Le scelte in ambito storage fanno la differenza quando l’obiettivo finale è la valorizzazione del dato per innescare lo sviluppo di nuovi servizi profittevoli. La strategia e il valore della proposta all-flash Pure Storage

Pure Storage si distingue nel panorama dei vendor fornitori di soluzioni storage per la proposta  di un sistema all-flash con un’architettura incentrata sui dati, prima ancora che sulla ‘fisicità’ dello storage in modo da riportare al centro il valore dell’informazione e offrire così un reale valore competitivo.

L’azienda è presente in Italia da ottobre del 2014, prossima a compiere quattro anni di crescita consecutiva sempre a doppia cifra, in termini di acquisizione di nuovi clienti, di fatturato, e con un parco clienti oggi che abbraccia tutti i verticali e le dimensioni aziendali.

Pure Storage vanta clienti infatti nella più ampia varietà di aziende: da quelle che producono semplicemente condizionatori alle più grandi banche (il finance rappresenta una fascia consistente dei clienti Pure) e alle telco, in una conta complessiva e indicativa per decine e decine di clienti, solo in Italia.

Sono clienti grandi aziende, piccoli imprenditori, provider di servizi cloud, ma anche chi ha bisogno di una struttura dati on premise e vuole dialogare con i più importanti provider (AWS, Google, Microsoft), in modo che il cliente possa anche provare il cloud, e testare in cloud, come anche tornare ‘indietro’.

Mauro Bonfanti – Country Manager Pure Storage Italia

Parliamo di tecnologie e strategie con Mauro Bonfanti, Regional Director di Pure Storage Italia, e Alfredo Nulli, Emea Cloud Architect. E ne parliamo proprio iniziando a sfatare un mito che più trito non si può, esordisce così Bonfanti: “Le soluzioni all-flash non è vero che siano adatte o dedicate solo ad alcuni specifici ambiti altamente prestazionali e non è certo questa la strategia di Pure che propone storage all-flash in modalità orizzontale per tutte le applicazioni del data center”.

La soddisfazione dei clienti, proprio nell’utilizzo di Pure, il passaparola e le conferme dei clienti mantenuti anno dopo anno sembrano confermare la bontà dell’assioma (Pure Storage vanta un Net Promoter Score 86.6 ed è per il quinto anno consecutivo in alto a destra nel quadrante magico di Gartner). L’azienda adotta un modello di approccio ai clienti del tutto indiretto a doppio livello (distributori e Var, o rivenditori di prossimità); Pure non ha clienti diretti ma nella fascia enterprise l’azione di qualifica è fatta con personale di vendita e prevendita Pure Storage, ma con transazione indiretta. I partner pertanto partecipano dalla fase iniziale alla qualifica di opportunità.

Una bella sfida, perché comunque nell’era multicloud e dei sistemi integrati, entrare in azienda con una proposta ‘pura’ di solo storage non è banale. Non si tratta, è vero, di poggiare semplicemente i dati aziendali, si tratta piuttosto di sfruttare bene una leva critica dell’infrastruttura; questo perché il valore specifico delle aziende spesso dipende proprio dalla capacità di fornire servizi e dall’aggregazione del valore applicativo, con ambiti applicativi nuovi per cui lo storage stesso – resiliente e facile da utilizzare nei nuovi ambienti di sviluppo – può fare la differenza e valorizzare ulteriormente il dato.

Si tratta insomma di lavorare non sullo storage ma sul data hub, ovvero dati strutturati, e non, provenienti da diverse applicazioni e subito disponibili all’analisi per l’utilizzo con nuovi servizi di business, dati pronti a muoversi e fluidi rispetto alla localizzazione.

Alfredo Nulli – Principal Systems Engineer Emea Pure Storage

Ce ne parla Alfredo Nulli che esordisce: “Siamo un’azienda prestazionale e per questo abbiamo partnership con fornitori di infrastrutture di rete, soprattutto locale, per cui si possa beneficiare al meglio dell’evoluzione portata da Pure Storage. Siamo anche l’unica azienda che ha sempre creduto al flash non come a una proposta ‘confinata’ ma di riferimento e lo abbiamo fatto in pratica svincolandoci dal media. L’Intelligenza è software, è Purity, il software di gestione indipendente rispetto alla localizzazione del dato”.

Purity rende l’hardware indipendente dal media sottostante, ma non per questo è indipendente dal punto di vista commerciale. Per ora quindi si può utilizzare solo sulle macchine Pure Storage.

L’all-flash di Pure Storage, e torniamo a un tassello chiave, nella proposta, ha stravolto il concetto di tiering, ed eliminato l’idea di legare l’infrastruttura all’obsolescenza del dato. Pure Storage offre infrastruttura orizzontale al DC enterprise con un’economicità di gestione tale da non sortire il bisogno di acquistare infrastrutture dati differenti in relazione al ciclo di vita dell’informazione.

Chiosa Bonfanti: “Pure Storage lavora intensamente sul TCO dell’IT manager, e grazie a Purity il sistema Pure di suo risulta più economico da gestire, con un’evidenza sui sei anni addirittura lampante”. Non solo, l’all-flash di Pure Storage abilita scenari in cui anche lo storage che ospita il backup permette al dato di rimanere vivo, con i relativi vantaggi. Un trend apprezzato dalle aziende, possibile perché la proposta Pure Storage è cloud equivalent come ama dire Nulli: “Chi compra storage in cloud sceglie TB, tipologia e IOPS, lo stesso si fa sui nostri sistemi, senza doversi preoccupare di come portarvi l’affidabilità”. Questo  realizza l’idea di utilizzare il dato secondo il valore per le applicazioni, non in quanto occupa spazio.

Lo ha capito bene per esempio BPS, la Banca Popolare di Sondrio, sull’esperienza della quale possiamo modellizzare un approccio replicabile e virtuoso per una concreta messa a terra di trasformazione digitale in questo ambito.

Pure Storage
porta le proprie soluzioni attraverso Proof Of Concept, permette quindi ai clienti prima di tutto di sperimentare la proposta su carichi di lavoro a scelta del cliente, già qui con un’efficacia su tre test di oltre due test a livello mondiale. In ambito enterprise spesso l’acquisto è diretto su piccole superfici di aree di business, per un ampliamento poi dell’infrastruttura Pure anche nelle aree più mission critical. Con BPS è accaduto così.

E ora utilizza Pure Storage in tutti gli ambienti di lavoro: Internet Banking, Sportelli, Credito con la successiva e progressiva sostituzione dei sistemi legacy, con tutte le applicazioni business e critiche gestite da Flash Array.

Il target iniziale su BPS è stato tutto l’ambiente virtualizzato, ma in un momento in cui le proposte ‘integrate’ sembrano risolvere parte delle complessità, la proposta Pure Storage fa breccia perché il preciso grado di indipendenza di quanto proposto rispetto al resto abilita l’esatto valore del cloud ovvero la possibilità di utilizzare componenti assolutamente su misura per quello che si vuole fare, un’opportunità non sempre scontata, possibile disaccoppiando le scelte infrastrutturali.

Pure Storage Data Hub

Agevola l’apprezzamento il modello di business: il cliente acquista ovviamente in un rapporto diretto molto semplice prezzo/capacità (non raw ma disponibile effettivamente alle applicazioni) e tutti i clienti con un installato supportato ricevono sempre tutti gli update di Purity (siamo alla 5.1) anche quando si parla di major release e di miglioramenti importanti come per esempio Active Cluster.

Pure Storage inoltre garantisce la predicibilità dei costi, facendo leva sul modello ever green collegabile non solo al dato. E’ la tecnologia ad abilitare il modello. Viene venduto sì un sistema iniziale, ma non si fa leva sul costo di manutenzione incrementale per incentivare l’acquisto del sistema nuovo. Pure Storage vende un sistema, ma il sistema stesso a distanza di anni incrementa le sue possibilità capacitive e di performance senza bisogno di dover migrare capacità e riacquistare la stessa capacità già acquisita.

L’innovazione inclusa è tra i fattori più apprezzati (anche da BPS) e in uno scenario di cloud ibrido pensiamo che dovrebbe proprio essere sempre di serie: è in fondo il modello vincente quando si parla di Saas ed è un modello abilitante anche quando il cliente appartiene alla Pubblica Amministrazione ora nel mirino strategico di Pure Storage.

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