Samsung V-Nand SSD 970 EVO, alte prestazioni non solo in ambito consumer

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IN PROVA – Solo il prezzo potrebbe sconsigliare l’utilizzo di Samsung SSD 970 EVO NVMe M.2. Le prestazioni in lettura sono paragonabili addirittura a quanto offre lo stesso taglio di memoria Samsung SSD 960 nella versione PRO

Le porte sono oramai spalancate per le soluzioni SSD NVMe. Disponibili per gli utenti consumer dal 2015, ora queste unità disco a tutti gli effetti sono in mainstream.
NVMe è il protocollo di comunicazione sviluppata proprio per gli SSD da un consorzio di aziende tra cui appunto Samsung – che ci ha fornito la memoria V-Nand SSD 970 EVO NVMe M.2  in prova – ma anche Intel, Dell, Sandisk e Seagate.

Nate per superare i limiti di SATA/AHCI le memorie NVMe grazie al form factor standard M.2, già conosciuto come Next Generation Form Factor (NGFF), guadagnano una serie di ulteriori vantaggi. Infatti il form factor  M.2, 2280 S3  permette non solo di rimpiazzare mSATA, prevalentemente usato su dispositivi mobile, ma assicura minor spazio occupato, con dimensioni più allungate e la possibilità di popolamento di entrambi i lati del circuito stampato, con una maggiore flessibilità di specifiche.

Samsung V-Nand SSD 970 EVO 500 Gbyte

A completamento della spiegazione del nome intero della memoria in prova è giusto fare riferimento anche a V-Nand, nome dietro cui si cela la spiegazione della modalità di costruzione di Samsung.

Spiega il vendor come la tecnologia V-NAND si presenti con un design esclusivo che impila 48 strati uno sopra l’altro, anziché lavorare sulla riduzione degli spazi tra le celle in orizzontale. Per farlo Samsung utilizza la Tecnologia Channel Hole ( CHT ) per permettere alle stesse di collegarsi verticalmente attraverso un canale cilindrico che le attraversa.

Nel caso specifico Samsung Electronics ha annunciato a fine aprile sia la versione 970 Pro, sia la versione EVO che proviamo. Siamo alla terza generazione della proposta che si qualifica anche per una maggiore ampiezza di banda che torna utile per i carichi di lavoro più impegnativi sia su PC sia su workstation, con interfaccia PCIe 3.0.

I dati di targa delle memorie EVO presentano questa proposta con il controller di memoria Samsung Phoenix, e cache fino a 2 Gbyte, per il taglio top da 2 Gbyte, mentre questa memoria in prova si offre con 512 Mbyte di cache LPDDR 4 (a crescere il taglio da 1 TB dispone invece di 1 Gbyte di Dram). Phoenix lavora sfruttando cinque core di cui uno specificatamente dedicato alla comunicazione con l’host tramite NVMe 1.3.

Samsung V-Nand SSD 970 EVO – La confezione

La memoria consente una velocità di lettura sequenziali fino a 3500 MB/s e in scrittura fino a 2500 MB/s quest’ultima di poco inferiore a quella della versione PRO. La differenza di velocità di scrittura sequenziale è proporzionale a quella casuale fino a 480mila IOPS, mentre quella di lettura sequenziale è pari tra le proposte e fino a 500mila IOPS.

Le memorie supportano crittografia AES 256, ma anche la meno diffusa  TCG/Opal v 2.0 e MS eDrive (IEEE1667).

Il software di gestione è confermato in Samsung Magician Software, di cui abbiamo già parlato e giudico come vero plus affidabile nella proposta di memorie Samsung.

Le memorie sono ora disponibili sul mercato, a partire da 125,29 euro per la proposta EVO nel taglio più piccolo con la memoria oggetto della nostra prova che costa intorno ai 200 euro, con un mercato degli SSD non certo al ribasso, al momento.

La proposta sfrutta al meglio anche la tecnologia Intelligent TurboWrite che entra in funzione in modo autonomo quando si spostano file di grandi dimensioni. In questi casi il buffer, se trova spazio sul disco si espande in base alla capacità del disco in dotazione, agevolando lo spostamento degli stessi.

Samsung V-Nand SSD 970 – In prova

I test Atto e i Cristaldisk con cui abbiamo messo alla prova le memorie su un laptop gaming hanno evidenziato sostanzialmente alcune macro evidenze. Samsung 970 EVO si è rivelato storage on a chip di elevate prestazioni, più che paragonabili a quelle delle memorie Samsung 960 PRO della stessa capacità.

Questo soprattutto per quanto riguarda le capacità in lettura sequenziale. Abbiamo ripetutamente ottenute velocità in grado di sfiorare i 3,2 Gbyte al secondo, e fino a 2,5 Gbyte in scrittura, su carichi di lavoro adeguati a quelli cui vengono poi adibiti i computer mobile consumer, e tra le applicazioni di test ovviamente anche World of Warcraft.

Appena più elevate le velocità di scrittura casuale rispetto a quanto riusciva a fare secondo i test ufficiali il predecessore. Per fare un esempio, il trasferimento di un file da 10 Gbyte è trasferibile in poco più della metà di tempo necessaria rispetto a quello richiesto dalla generazione precedente, prestazioni che salgono ulteriormente nel caso non di un unico file di tali dimensioni ma di un insieme di directory equivalenti.

Resta invece marcata la differenza per quanto riguarda l’ampiezza di banda sfruttata per le applicazioni. In questo caso Samsung 970 EVO nei test si è fermato a circa 500 MB/S, rispetto alla proposta Samsung 960 Pro, e questa resta la differenza più marcata, mentre chiaramente il confronto a parità di classe (970 EVO, contro 960 EVO) risulta a favore dell’ultima proposta anche se in alcuni comparti non in valori particolarmente eclatanti, per esempio nei test di velocità in risposta.

Come è noto i “nuovi” PC Mark 8 Expanded Storage, si sono rivelati anche in questo caso test di benchmarking decisamente più lunghi da eseguire ma anche più stressanti, perché in questo lasso di tempo vengono eseguite sessioni ad hoc per “ingannare” lo storage che viene inoltre riempito completamente nella sua capacità per due volte, e si susseguono test anche di incessante trasferimento di dati casuali. Ecco, anche in questi test le somiglianze prestazionali rispetto a Samsung 960 Pro sono state del tutto confermate. Ricordiamo a parziale spiegazione di questi risultati che il silicio delle versioni Pro ed Evo è sostanzialmente assimilabile.

Nel complesso quindi queste memorie sono a nostro avviso evidente evoluzione della proposta precedente, e assolutamente una scelta di pregio in ambito consumer, da valutare a seconda dei carichi cui le si sottoporrà anche in ambito professionale dove possono rappresentare una valida alternativa ad una scelta PRO, per le applicazioni non necessariamente mission critical.

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