IBM : arrivano le appliance di storage FlashSystem e partono investimenti da un miliardo di dollari

Data storage

Un’iniziativa importante di IBM sulla tecnologia flash. I nuovi FlashSystem beneficiano dell’acquisizione di Texas Memory Systems

Lo storage su memorie flash è una tecnologia calda per Ibm , ma è anche un trend di mercato di lungo periodo e irreversibile in attesa di una biforcazione tecnologica: prima nastri, poi hard disk e ora memorie flash . E Ibm fa le dovute distinzioni tra dischi SSD ( ancora nel filone tradizionale della capacità con poca intelligenza e controllo a bordo ) e sistemi o vere e proprie appliance in attesa di macinare la applicazioni aziendali mission critical ( affidabilità nel ciclo di vita dei chip di memoria) oppure quelle business critical (e qui gli esempi Ibm sono big data e analytics). Secondo Ibm, gli economics e le prestazioni delle memorie flash sono a un punto di svolta che può avere un impatto rivoluzionario per le organizzazioni che utilizzano applicazioni ad alto tasso di transazioni, al confine tra rapido accesso e alta visibilità sulla informazioni. Per alta efficienza in scrittura e riscrivibilità le memorie flash possono attuare un passaggio dai milllisecondi ai microsecondi nei tempi di risposta dei sistemi con in più affidabilità , durata e efficienza energetica superiore anche agli hard disk ad alte prestazioni. La strada percorsa da Ibm dall’acquisizione di Texas Memory Systems fino a un nuovo investimento annunciato per un miliardo di dollari in tecnologia flash è durato solo pochi mesi: il tempo per presentare al mercato una roadmap di integrazione della tecnologia acquisita sia in nuovi sistemi ( per i quali Ibm si è appropriata tout court del termine Flash) sia di aggiunte selettive – e pensiamo più in linea con le esigenze a breve della clientela- nei sistemi di storage tradizionali su hard disk e della linea Storwize.

 

 

 

 

 

 

 

Così se nell’annuncio mondiale newyorkese l’accento è stato posto sulle attese tecnologiche rese possibili con i nuovi e futuri FlashSystem, , nel nostro paese i responsabili dello storage di Ibm Italia hanno messo l’accento sul ragionevolezza dei costi secondo alcuni parametri delle nuove tecnologie. In più si sono accorti di un certo grado di penetrazione della tecnologia ancora targata Texas presso clientela in ambiente Oracle ( particolare piccante per l’offensiva di Oracle anche nell’hardware per le applicazioni pesanti di analisi dei dati). Così se HP rinnova sulle CPU con i sistemi Moonshot, Ibm rilancia con lo storage. Obiettivo comune forse EMC e gli altri vendor che potrebbero far pagare ai clienti il passaggio alle tecnologie flash con un’onerosa sostituzione di architetture precedenti orientate agli hard disk di alta capacità.

L’investimento miliardario di Ibm in tecnologia andrà in R&D per progettare , creare e integrare le nuove soluzioni flash ( siamo già vicini a una nuova generazione di chip di memoria) nell’intero portfolio di soluzioni server, storage e middleware. Di più, è prevista l’istituzione a livello mondiale di 12 centri di competenza specifici ( in Europa: Gran Bretagna , Francia e Germania).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A livello di prodotto Ibm ha annunciato la linea FlashSystem di appliance di storage totalmente flash che si basano sulle tecnologie di gestione e controllo dei chip di memoria che Ibm ha acquisito lo scorso anno insieme a Texas Memory Systems. Il principale esponente della gamma attuale – FlashSystem 820 – si presenta nel tradizionale formato pizzabox , viaggia 20 volte più veloce di un analogo sistema su hard disk e arriva a contenere fino a 24 Tera di dati. Anche se in Ibm non piace usare questo parametro , il costo dello storage si avvicina ai 10 dollari per Giga ( contro 30 per storage più tradizionale) con una prospettiva di 5 Gbps di vleocità. I nuovi FlashSystem si accompagnano a una serie di soluzioni ibride ( disco – stato solido) che comprendono Storwize V7000, i System Storage DS8870 e XIV Storage System.

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Autore: Silicon
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