I trend dello storage per il 2019

Data storage

Nel 2019 il 90 percento della capacità, per applicazioni tipiche di cloud computing, sarà realizzata con hard disk e in alcune eventualità con nastro magnetico. Solo il 10 percento verrà implementato con SSD

Toshiba Electronics Europe ha tracciato i trend per il 2019 sulle soluzioni di archiviazione con un focus specifico relativo all’importanza di progettare unità sempre più capienti sia per gli utenti finali, sia per le aziende.

Oltre alla crescita incrementale del volume globale dei dati, bisogna tenere conto che per ogni set di dati vengono approntate una o più copie di backup, soprattutto nei contesti enterprise. Pensiamo ai data center come alle applicazioni in cloud, e tutto tende a moltiplicare lo spazio di memoria necessario per l’archiviazione.

A supporto del salvataggio dei dati è già vero come spesso si sente dire che il futuro più prossimo è tutto a vantaggio delle tecnologie SSD, quanto pesa questo mercato sul totale?

Storage SSD sempre e comunque? Non proprio

Con la crescita della percentuale di dati memorizzati su flash e SSD, ci si sarebbe potuti aspettare una diminuzione della quantità di dati memorizzati su hard disk e nastri magnetici. Non è successo così. Oggi, tutte e tre le tecnologie continuano a crescere data la quantità di materiale da memorizzare.

Nel 2019, secondo Toshiba, il 90 percento della capacità, per applicazioni tipiche di cloud computing, sarà realizzata con hard disk e in alcune eventualità con nastro magnetico e che solo il 10 percento verrà implementato con SSD. Gli SSD di classe Enterprise però costano fino a dieci volte di più degli HDD per unità di capacità, e quindi l’investimento finanziario sarà bilanciato con circa il 50 percento speso per gli HDD e lo stesso investito in SSD.

Questi sistemi di storage coprono l’intera gamma di applicazioni, dalle appliance “all-flash”, ai modelli ibridi con flash per cache o dati a cui si accede più frequentemente (“hot data”) e HDD per dati meno utilizzati, fino ai server di archiviazione basati solo su hard disk.

I vantaggi dei dischi fissi all’elio

Rainer W. Kaese – Senior Manager Business Development Storage Products Toshiba Electronics Europe

Alte capacità di storage hanno evidenziato i benefici degli HDD riempiti con l’elio. Parliamo di capacità disco da 16 Terabyte. Secondo i trend evidenziati da Toshiba nei prossimi anni si prevede un aumento della capacità dei dischi tradizionali di circa 2 TB all’anno. Quindi all’inizio del prossimo decennio dovrebbero essere disponibili dischi fissi da 20 TB.

È probabile che queste unità vengano ottimizzate per offrire un’elevata capacità ad un prezzo inferiore. Con l’introduzione dell’elio il consumo di energia viene sostanzialmente ridotto ridotto.

I dati dicono che mentre gli HDD da 3.5″, con velocità di rotazione 7200rpm riempiti ad aria consumano, sotto carico, 11W di potenza in maniera relativamente costante e indipendentemente dalla capacità, il consumo energetico degli HDD riempiti ad elio si aggira intorno ai 6-7W. I benefici derivano dagli attriti praticamente quasi annullati.

L’introduzione dell’elio sta contribuendo a far fronte alla sfida della riduzione del consumo di energia nei data center. Ogni Watt di potenza risparmiato comporta meno energia richiesta da un data center e meno calore dissipato, rendendo così più economico anche il raffreddamento.

La riduzione della temperatura e la maggiore affidabilità complessiva si traducono anche in un minor numero di malfunzionamenti e una maggiore durata del prodotto. Inoltre, sono in corso studi per aumentare ulteriormente la densità di archiviazione, con tecnologie come la registrazione magnetica assistita da microonde (MAMR) da integrare nelle testine di scrittura del disco rigido.

Le richieste di AI e Blockchain

Come evolvono invece le richieste di storage a seconda della tipologia delle applicazioni per cui verrà utilizzato? Non è facile rispondere se ci si limita all’analisi delle ‘tecnologie’ di storage e alla loro evoluzione poiché non si sa ancora abbastanza sulle applicazioni e su come verranno implementate. Si prevede, di sicuro, che queste tecnologie possano generare molti più dati e richiedano l’accesso a soluzioni di archiviazione.

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