I sei principi di sviluppo dell’AI secondo Satya Nadella

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Satya Nadella, ceo di Microsoft

Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, delinea i principi che dovrebbe seguire l’evoluzione del machine learning e delle AI: non è solo questione di tecnologia ma anche di etica ed empatia

Cortana, Siri e Alexa sono solo tre esempi di come lo sviluppo tecnologico nel campo del machine learning e dell’intelligenza artificiale si stia muovendo, almeno in questa fase, verso sistemi che non vogliono sostituire l’uomo ma cercare di affiancarlo in maniera trasparente. L’altro lato dello sviluppo dell’AI è sviluppare sistemi che permettando di “tirare fuori” l’intelligenza collettiva delle persone combinando la loro conoscenza in modi per noi impossibili.

Uno dei problemi in tutto questo è che non esistono linee guida su come andare avanti. Ci si muove in un campo nuovo di cui gli utenti accettano volentieri i vantaggi ma non hanno nemmeno considerato i possibili lati negativi o comunque potenzialmente delicati. Ed è logico che in questa fase siano più le software house a pensare a quello che potrebbe succedere quando le AI avranno un evidente impatto sociale e culturale.

In un articolo su Slate il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha tra l’altro delineato sei principi che lo sviluppo delle intelligenze artificiali dovrebbe seguire. Il primo, per il quale non manca un riferimento alle Leggi della Robotica di Isaac Asimov, è che le AI devono essere progettate per aiutare l’umanità, ad esempio svolgendo i lavori pericolosi.

Nadella, CEO Microsoft e Weiner Ceo Linkedin
Nadella, CEO Microsoft e Weiner Ceo Linkedin

Le AI poi devono essere trasparenti. L’utente umano deve cioè sapere come funziona la tecnologia che lo sta aiutando e quali regole segue, come vede e analizza il mondo. Terzo requisito: l’efficienza rapportata alla dignità umana. Non dev’essere chi sviluppa la tecnologia a dettare i valori che varranno nel futuro, proprio in nome dell’efficienza: questo però richiede un maggiore coinvolgimento delle persone nello sviluppo delle AI.

Le altre tre caratteristiche delle AI sono il rispetto della privacy, la responsabilità (accountability) e la non-discriminazione delle persone nel loro funzionamento. Non sono concetti legati alla “antropomorflizzazione” delle future AI ma ai principi che devono seguire coloro che lavorano al loro sviluppo. Un compito non facile, ammette Nadella, anche perché “il prossimo passo più importante (…) è raggiungere un accordo su un framework etico ed empatico per il loro design“.

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Autore: Silicon
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