Emc e il progetto Nilo, per realizzare cloud elastici

Data storage

Il lancio mondiale delle nuove tecnologie di unified storage di Emc a Milano, complice il team Lotus e la Formula 1 convocata a Monza, ha visto nuove soluzioni Emc Vnx, miglioramenti all’architettura Vspex, nuove funzionalità alla piattaforma ViPR Software Defined Storage attesa per fine mese, e il progetto Nilo per il cloud private “elastico”

Tornato silenzioso l’autodromo di  Monza, anche i motori del team Lotus scaldati all’evento mondiale di Emc, tenutosi qui a Milano durante i giorni del Gran Premio di Formula 1, rientrano ai box. Un’occasione per lanciare a livello mondiale, in una “non stop live di 24 ore” battezzata Emc Speed2Lead, le nuove tecnologie di Emc pensate per accelerare il processo di IT Trasformation delle aziende, tema che Emc ormai cavalca da anni.
EMC Team Marketing MilanoE’ David Goulden, presidente e Ceo di Emc, ad aprire i lavori sottolineando quanto siano gli stessi clienti che chiedano maggiori prestazioni ai data center e pretendano il massimo dell’efficienza, “garantita dalle tecnologie sulle quali Emc fa leva, che annoverano processori Intel MultiCore, la virtualizzazione e le memorie flash, strumenti che garantiscono la flessibilità necessaria per essere competitivi sul mercato” esordisce Goulden. Un insieme di tecnologie che sposano chiaramente i trend di mercato, dai chip di Intel ottimizzati per i data center,  ai minori costi per le tecnologie flash, fino alla diffusione crescente dei server virtuali a scapito di quelli fisici, superati ormai  in unità vendute.

Gli annunci – presentati da Rich Napolitano, presidente della Unified Storage Division di Emc – riguardano una nuova offerta di storage unificato, pensata in particolare modo per le aziende di media dimensione per rispondere alla richiesta di gestire dati in crescita su base mensile, con attenzione ai costi e alla virtualizzazione del data  center. Si snodano su quattro filoni: la nuova gamma di soluzioni Emc VNX che offre un rapporto prezzo/prestazioni a un terzo delle versioni precedenti; le nuove funzionalità dell’infrastruttura Emc VSpex Proven Infrastructure (ad oggi adottata da 3.000 clienti e veicolata da 1.500 partner);  la disponibilità a fine settembre di Emc ViPR ampiamente preannunciato a Emc World a Las Vegas lo scorso maggio ma integrato da nuove funzionalità; e, ultimo, ma non per l’interesse da parte di vendor e partner, il “progetto Nilo”, una infrastruttura per data center completa, scalabile via web  che permette di realizzare “cloud elastici” in ambito private cloud, rispondendo alle richieste diversificate da parte dei clienti e che mette i partner in condizioni di creare progetti ad hoc. “Perché Nilo è a tutti gli effetti configurabile sullo Store Emc scegliendo lo storage per oggetti, per blocchi e per file , definendo performance, capacità, tempi” ha precisato Napolitano.

Emc Project NileMa andiamo per gradi. La nuova famiglia di sistemi Unified Storage VNX esclusivamente basati su storage flash (sono sette  VNX5200, VNX5400 anche in Limited Edition nei colori della scuderia Lotus, VNX5600, VNX5800, VNX7600, VNX8000 e VNX-F) integra un nuovo software MCx di ottimizzazione multi-core che aumenta fino a 4 volte le performance della applicazioni e la potenza delle tecnologia flash. Su questi sistemi si basa la nuova infrastruttura VSpex (18 miglioramenti e 4 nuove configurazioni)  che supporta il doppio delle macchine virtuali allo stesso prezzo e permette di scegliere più workload. “Perché se è assodato che lo storage è il componente più importare del sistema, non è comunque l’unico che permette di  accelerare il passaggio al cloud dei clienti per rispondere alle infrastrutture richieste” ha sottolineato  Jeremy Burton, EVP Product Operations & Marketing di Emc, non solo facendo riferimento al software appena annunciato ma anche alle partnership, in particolare quelle con Cisco e VMware che rendono l’infrastruttura VSpex semplice, efficienti e flessibile.

Riguardo alla piattaforma ViPR Software Defined Storage (qui i dettagli un uno slideshow) disponibile da fine settembre, presentate le due nuove funzionalità ViPR Controller e ViPR Object Data Services che annullano la latenza e che permettono di vedere gli oggetti come se fossero file. “I clienti possono gestire le infrastrutture storage già esistenti mediante ViPR Controller, sia i dati che risiedono all’interno di esse grazie al ViPR Data Services, in questo modo i clienti possono costruire data ceter web-scale senza la necessità di assumere esperti tecnici per costruire un ambiente molto automatizzato” ha specificato Goulden.

Ora toccherà ai partner italiani prendere confidenza con i nuovi sistemi, che rappresentano in ambito mid-range l’annuncio più grosso dopo quello dei 41 server di Londra. Era il 2011.

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