Passato, presente e futuro dei Big Data

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QUIZ – MapReduce e Hadoop, zettabyte di dati da considerare in tempo reale, ontologia e statistica inferenziale… Tutto quello che bisogna conoscere per appassionarsi al mondo dei Big Data

Solo fino a un paio di anni fa si diceva: “Un tempo c’erano i database relazionali, milioni di tabelle e record collegati da relazioni di tipo uno a uno, uno a molti, molti a molti, poi arrivò l’era dei big data”. Oggi è quel momento e i Big Data vengono già utilizzati per trovare correlazioni tra le informazioni che si riescono a raccogliere in forme sempre più svariate e da ogni tipo di risorsa (oggetti o eventi), e la probabilità o la certezza che si possano determinare, o almeno considerare, altri eventi utili per guidare strategie decisionali e analisi o previsioni di ogni tipo.

I Big Data, arriveranno a stravolgere i modelli di business in ogni industry, solo per fare un esempio sono già stati utilizzati anche in diverse campagne elettorali, soprattutto negli Usa, per esempio per determinare nicchie di elettorato ancora non schierate in modo certo, da conquistare. Perché a volte può essere più utile un comizio mirato per pochi elettori, che radunare un gran numero di elettori che però comprende anche persone che non si convincerà mai a votare per il proprio candidato, oppure già simpatizzanti. E’ solo un esempio.

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Big Data, Zettabyte di informazioni da raccogliere ed elaborare, per delineare possibili scenari per la nostra vita futura, anche quella di tutti i giorni

Per arrivare a un risultato di questo tipo bisogna saper leggere non solo dati strutturati ma anche aggregazioni di dati eterogenei, come per esempio le foto, le segnalazioni gps, semplici flussi di comunicazione testuale e vocale. Non siamo più né nel campo della statistica descrittiva, né dell’analisi, ma nella sfera delle inferenze. Con i Big Data acquistano importanza centrale la capacità di identificare precise ontologie di analisi. Non sono sufficienti modelli di database Sql, ma servono modelli rappresentativi, sfruttabili, a partire da piattaforme come Hadoop (open source).

Gli esperti sostengono che ad oggi si sfruttano in modo utile solo il 3 percento dei dati generati da ogni individuo, da ogni evento, perché per arrivare a un modello ontologico valido è necessario poter ‘etichettare’ la valenza di un dato, che non porta frutto se è analizzato nella sua ‘solitudine’, ma acquisisce valore solo se viene ‘correlato’ secondo una lettura possibile solo interpretando la nuvola dei dati che vengono avvicinati.

Secondo Gartner – come abbiamo già commentato su TechWeek –  la confusione sui big data fino al 2016 creerà un effetto restrittivo sulla spesa e sulla crescita del mercato che non raggiungerà una crescita a due cifre. Nonostante il vasto interesse per le tecniche di BI la confusione sui big data farà da effetto frenante sul mercato. Ma se ogni evento lascia una traccia, ogni traccia disegna uno scenario che può portare conoscenza e modificare anche gli scenari futuri. Questa è in sintesi la base. E allora è forse il tempo di approfondire l’argomento. Provate a rispondere al nostro quiz, è solo un primo passo, ma da ogni domanda potrete capire se avete gli strumenti per conoscere sempre meglio questo mondo. E allora… Mettetevi alla prova.

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