FileMaker 15 punta su mobility e versatilità

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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La nuova versione di FileMaker cerca di sfruttare tutte le funzioni dei device iOS e si migliora in molte altre componenti, licensing compreso

FileMaker è la piattaforma database di riferimento per il mondo Apple e ha conquistato un posto di rilievo nel mondo Windows, in entrambi i casi grazie anche al suo posizionamento. Come database si pone tra quelli enterprise complessi da gestire e quelli open source che hanno meno esigenze ma sono anche meno amichevoli, come piattaforma di sviluppo ha lo stesso vantaggio: unire la ricchezza di funzioni con un approccio improntato a una relativa semplicità. Ma i tempi cambiano e anche FileMaker deve farlo, cercando di recepire le novità del mercato. Lo fa con la versione 15, che non è uno stravolgimento ma una collezione di miglioramenti in vari ambiti.

Il primo è certamente quello della mobilità, tenuto conto di quanto ormai si acceda ai dati aziendali con smartphone e tablet. Per questo FileMaker 15, nel suo ruolo di piattaforma per lo sviluppo di app mobili, cerca di sfruttare al massimo le funzioni offerte dai device iOS più recenti: Touch ID, le estensioni di iOS, iBeacon, 3D Touch. Touch ID può essere usato come sistema per identificarsi a un’applicazione FileMaker, mentre le estensioni permettono di passare documenti conservati nel database ad altre app presenti sul medesimo dispositivo, il che più in generale porta una maggiore integrazione delle applicazioni sviluppate con FileMaker verso le altre. Il supporto a iBeacon permette di ottenere dati in base alla propria posizione localizzata con i beacon Bluetooth, ad esempio all’interno di un punto vendita, il 3D Touch serve all’avvio diretto di determinate applicazioni.

In campo mobilità vanno segnalati anche i miglioramenti alla parte WebDirect, in pratica alla possibilità di usare un semplice browser mobile per accedere alle applicazioni server pur avendo un’interfaccia con le stesse funzionalità, o quasi, dell’app client FileMaker Go.

FileMaker 15
FileMaker 15

Per quanto riguarda il “dietro le quinte” di FileMaker 15 aumenta il tipo di sorgenti dati a cui la piattaforma può accedere. Chi vuole “mobilizzare” dati legacy può sfruttare il connettore per IBM DB2, l’altra aggiunta di rilievo è PostgreSQL, che si aggiunge a Oracle, SQL Server e MySQL. Passi avanti anche per la sicurezza, con avvisi in caso di collegamenti a host e siti con un certificato di sicurezza non valido (o in generale connessioni non protette) e il supporto a un campo con digitazione “nascosta” per i dati sensibili come le password.

È stata migliorata l’interfaccia utente, più chiara, e le prestazioni della piattaforma sono state incrementate per evitare inutili tempi di attesa agli utenti, specie quelli con dispositivi mobili. Cambia anche la procedura di aggiornamento delle installazioni, che non richiede più di scaricare un installer ma avviene direttamente dall’interno del prodotto ed è quindi molto più semplice.

Piccole novità anche per i modelli di licenza per i team di sviluppo, con una nuova opzione per cinque utenti al prezzo di 918 euro l’anno. Il licensing ora è basato sul numero di utenti e non conta cosa stiano usando questi utenti. Non guasta nemmeno che FileMaker abbia deciso di incrementare la frequenza degli aggiornamenti: non più 18 mesi ma un anno, una frequenza che permette di tenere la piattaforma aggiornata alle evoluzioni tecnologiche ed evita agli sviluppatori di dover digerire una quantità eccessiva di novità in un colpo solo.

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