Database: passato, presente e futuro, nell’era dei Big Data

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Nella storia dei database non c’è spazio solo per il modello relazionale, anzi. Il futuro sembra andare in un’altra direzione. Siete esperti? Conoscete il mondo NoSql? Mettetevi alla prova, rispondete al nostro quiz

Probabilmente quando si pensa al mondo dei database la prima immagine che viene in mente sono righe e colonne infinite, e poi tabelle, relazioni, record. Sì perchè questa è l’immagine classica dei database relazionali. Semplici database sono anche le tabelle di Excel, le tabelle grafiche di FileMaker di anni e anni fa. Perché una base di dati, è questa espressione la più corretta traduzione della parola DB, è in verità persino la vostra rubrica del telefono in fondo a qualsiasi calepino. Quando i dati sono strutturati, si può parlare sempre di DB, e oggi stiamo imparando che il vero tesoro dei dati in verità risiede nella capacità di avere chiavi e algoritmi di lettura anche per le realtà che non possono essere rappresentate come basi dati strutturati.

Eleviamoci di uno step. A livello professionale i database più conosciuti per anni sono stati: DB2, Oracle se si parla di classe enterprise, e a livello anche di client FileMaker e Access, solo quest’ultimo per tante versioni di tipo chiaramente relazionale. In verità esistono database di ogni tipo: relazionali (i più diffusi), reticolari, gerarchici (quasi non più utilizzati), a oggetti (molto funzionali per la programmazione a oggetti). L’importante è ovvio, sarà poterli interrogare, altrimenti non servono proprio a niente. Le interrogazioni si definiscono query, a volte possono essere effettuate solo attraverso linguaggi complessi, altre volte il programmatore ha semplificato moltissimo all’utente la forma dell’interrogazione e si procede in una manciata di clic.

Oracle Database 12c, architettura multitenant, per le sue caratteristiche è anche conosciuto come database Pluggable
Oracle Database 12c, architettura multitenant, per le sue caratteristiche è anche conosciuto come database Pluggable

Spesso siamo abituati a confondere il database, con la parte di esso che sta in prima linea, ovvero DataBase Management System (DBMS), veri sistemi di gestione dati utili per poterli visualizzare già in una forma concettuale più familiare piuttosto che non agendo direttamente su di essi.

Siamo pronti per un altro passaggio: oggi i database più conosciuti nel mondo open source sono MySQL, FireBird SQL e PostGre, mentre Oracle, DB2 e SQL Server con Sybase sono i database cosiddetti ‘commerciali’. Questa visione però è davvero molto limitata. E del tutto insufficiente per riuscire a farvi rispondere correttamente alle domande del nostro quiz. Scommettiamo infatti che pochi di voi conoscono il nome del primo database relazionale apparso sul mercato, e puntiamo ancora di più sul fatto che non saprete che fine ha fatto l’ingegnoso team che sviluppò MySql prima della sua acquisizione.

Il mondo dei database relazionali è quindi solo una fetta delle realtà esistenti e il futuro non è più in mano a questo modello, non solo. Ci piace per esempio citare tutta la sfera NoSQL, la cui sigla non ha il significato di voler cancellare l’importanza del mondo SQL, ma semplicemente sottolineare che non c’è solo quel mondo (Not Only SQL). Con MarkLogic , un altro esempio, entriamo ancora di più davvero nel campo dei big data, a tutti gli effetti. Ma gli esempi di DB NoSQL sono davvero molto, molto numerosi. E le industries ci stanno investendo tantissimo. Non ve lo diciamo, ma tra questi DB NoSQL c’è anche chi è riuscito a portarsi via finanziamenti per 150 milioni di dollari a svantaggio di DB molto più blasonati. Beh, di spunti ne abbiamo dati a sufficienza. Ora mettetevi alla prova, provate a rispondere al nostro quiz

 

 

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