Capgemini: blockchain e smart contract fanno bene a banche e assicurazioni

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L’utilizzo degli smart contract gestibili con sistemi blockchain porterebbe più efficienza e risparmi a banche e assicurazioni, con ricadute anche sui clienti finali

Secondo uno studio Capgemini dedicato all’utilizzo delle tecnologie blockchain in campo finanziario, l’adozione degli “smart contract” codificati nei ledger distribuiti porta numerosi vantaggi in vari ambiti applicativi, in particolare riduce i rischi, taglia i costi e migliora l’efficienza operativa nella gestione della contrattualistica. Dal punto di vista dei consumatori ci si aspetta una ricaduta economica positiva e una gestione più semplice di molti processi finanziari.

Gli “smart contract” sono una componente essenziale abilitata dalle tecnologie blockchain. Come i normali contratti scritti, sono accordi con validità legale basati su un insieme concordato di termini e condizioni. Sono però codificati elettronicamente e basati sui ledger distribuiti, cosa permette di attivare automaticamente determinate azioni previste dagli accordi non appena vengono riscontrate le condizioni concordate e senza la necessità di verifiche indipendenti o procedure manuali.

Secondo Capgemini ci sono tre aree principali nelle quali ci sarà un impatto significativo degli smart contract: retail banking, assicurazioni e gestione degli investimenti.

Il ciclo di vita degli smart contract
Il ciclo di vita degli smart contract

Nel retail banking gli smart contract possono aiutare a eliminare le procedure di valutazione e documentazione basate su carta e abbreviare i processi. Nel caso dei mutui, ad esempio, questo potrebbe tradursi in un risparmio compreso tra 480 e 960 dollari per pratica, ovvero tra l’11 e il 22 percento degli attuali costi. Si calcola quindi che le banche potrebbero risparmiare fra 3 e 11 miliardi di dollari l’anno abbattendo i costi delle procedure solamente negli Stati Uniti e in Europa.

In campo assicurativo gli smart contract velocizzeranno le pratiche di rimborso per le polizze. Un sistema di smart contract riunirebbe su un’unica piattaforma tutte le componenti della catena assicurativa: consumatori, compagnie, periti e fornitori terzi. Questo porterebbe a procedure di rimborso danni rapide e trasparenti grazie alla riduzione della documentazione, alla minor dipendenza da controlli manuali e alla velocizzazione della liquidazione dei fornitori. Il risparmio previsto da Capgemini è di 21 miliardi di dollari l’anno per tutto il settore.

Per l’investment banking gli smart contract potrebbero ridurre i ritardi in tutto il lavoro che viene attualmente svolto dal personale di back-office e middle-office. Capgemini stima che – oltre a maggiori guadagni e minori costi operativi per le banche – questa maggiore velocità nella gestione delle transazioni porterebbe una maggiore richiesta da parte dei clienti, quantificata in un “forchetta” da 2 a 7 miliardi di dollari.

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Autore: Silicon
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