Teradata, novità tra appliance e servizi cloud

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Teradata accelera sulla diversificazione presentando un’appliance per il data warehousing ma anche l’ampliamento del suo volto cloud

Teradata prosegue sulla strada che si era data dopo lo scossone dei risultati finanziari di due trimestri fa. Alla Universe Conference di Amburgo ha presentato alcune novità che riguardano il suo approccio Hybrid Cloud, ossia la combinazione di risorse on-premise e in cloud (pubblico e privato) che sempre più dovrebbe implementare le sue soluzioni di analisi dei dati. Ampliare il ventaglio delle modalità attraverso cui usufruire delle competenze e delle funzioni di Teradata era proprio uno degli obiettivi posti dal CEO Mike Koehler.

La prima novità riguarda la parte on-premise e segue il tradizionale “modello appliance” della società. Il nuovo Teradata IntelliFlex è un sistema integrato per il data warehousing in elaborazione parallela massiva, progettato in modo che sia possibile potenziare la parte di elaborazione e quella di storage in maniera indipendente fra loro. Dal punto di vista hardware può ospitare sino a sei nodi con doppio processore Intel Xeon connessi fra loro e allo storage attraverso una rete InfiniBand a 40 Gbps. IntelliFlex gestisce sino a 66 terabyte di dati non compressi e ha una memoria RAM di 3 TB per dare modo di usare anche elaborazione in-memory dei dati.

L'appliance Teradata per Hadoop
L’appliance Teradata per Hadoop

La seconda novità è nettamente cloud ed è in effetti la concretizzazione di un annuncio già fatto: la disponibilità del database Teradata su Amazon Web Services (AWS). Il servizio è già disponibile sull’AWS Marketplace e prevede varie opzioni self-service con pagamenti ad abbonamento che vanno dalla periodicità annuale a quella per singola ora di utilizzo. AWS è la prima piattaforma di cloud pubblico a cui approda Teradata Database ma non sarà certo l’ultima: Teradata ne prevede altre nei mesi a venire e la prossima dovrebbe essere Microsoft Azure.

Teradata ha inoltre annunciato l’estensione fisica del “suo” cloud, ossia il Teradata Managed Cloud, in Europa. Segue così l’esempio di diverse altre aziende che hanno deciso di avere una vera presenza europea dopo che si è fatto evidente che per molte imprese utenti del Vecchio Continente non è possibile (o preferibile) avere i dati localizzati fuori dall’Unione Europea. La società non ha delineato come e in che tempi si concretizzerà questa presenza europea, ha solo indicato che l’espansione avverrà nella seconda metà del 2016.

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Autore: Silicon
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