Gli Open Data sono un mercato da 265 miliardi di euro l’anno

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La Commissione Europea e Capgemini stimano che il riutilizzo di Open Data creerà un mercato da quasi 300 miliardi di euro nel 2020, con circa 20 mila nuovi posti di lavoro ogni anno da qui ad allora

La Commissione Europea ha commissionato a Capgemini uno studio sull’impatto che gli Open Data possono avere a livello economico, ossia quali risparmi e nuove opportunità di business si possono generare grazie al riuso di dati resi pubblici in un formato immediatamente utilizzabile da applicazioni e middleware. Lo studio ha considerato con particolare attenzione – ma non esclusivamente – gli Open Data generati e messi a disposizione dal settore pubblico, un ambito in cui l’Italia viene posizionata tra i “trend setter” a livello UE. Per la precisione, l’analisi prende in esame i 28 Paesi UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

La catena del valore degli Open Data
La catena del valore degli Open Data

Secondo lo studio, e anche secondo le precedenti analisi portate avanti nell’ambito degli Open Data, la disponibilità di informazioni pronte all’uso attrae soprattutto piccole-medie imprese che riescono a “estrarre” valore dati dati combinandoli con idee innovative e che sfruttano l’inadeguatezza di altri servizi già esistenti. Il valore quindi non sta tanto nei dati stessi e questo complica la loro valutazione economica: è difficile separare il contributo dato dall’innovazione nella reinterpretazione dei dati grezzi e per molti approcci non si riesce a dare una netta separazione tra Open Data e più genericamente Big Data (quindi anche dati non resi disponibili pubblicamente).

Complessivamente il mercato degli Open Data viene valutato, per le stime più conservative e considerando il mercato diretto e anche quello indiretto, in 193 miliardi di euro nel 2017, una cifra che sale progressivamente negli anni successivi e tocca i 265 miliardi di euro nel 2020. Non tutti i settori si muoveranno allo stesso modo e alla Pubblica Amministrazione sarà comunque legata la fetta maggiore del mercato, seguita dai settori commercio/trasporto, industria, immobiliare e servizi professionali.

Il mercato degli Open Data per i principali settori verticali
Il mercato degli Open Data per i principali settori verticali

Accanto al mercato, lo studio ha cercato di stimare anche il numero di nuovi posti di lavoro che gli Open Data potrebbero portare nei prossimi anni. La stima è di 15-20 mila posti già nel 2016 ed è anche questa in crescita, tanto che nel 2020 arriva a 21-26 mila posti di lavoro. Complessivamente, tra il 2016 e il 2020 si prevede che circa 100 mila persone in più avranno un lavoro collegato agli Open Data. Inoltre, lo studio indica che le PA nazionali dell’Unione Europea risparmieranno complessivamente circa 1,7 miliardi di euro utilizzando gli Open Data.

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