Teradata chiude in rosso e cambia CEO

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Trimestre in perdita per Teradata, che sostituisce Mike Koehler e cerca di recuperare il ritardo nei confronti del mondo cloud

Tempi sempre più duri per i CEO delle aziende che non mostrano i tassi di crescita tanto apprezzati dagli azionisti: anche Teradata dopo un trimestre negativo ha deciso di cambiare guida sostituendo Mike Koehler con Victor Lund, manager che faceva già parte del consiglio di amministrazione della società ma non con un ruolo operativo. Lund peraltro non ha una storia professionale marcatamente IT: la parte principale (22 anni) della sua carriera si è svolta in American Stores, una catena di negozi e supermercati degli Stati Uniti.

Victor Lund
Victor Lund

Lund appare quindi più un CEO di transizione che una guida a lungo termine e le sue prime dichiarazioni agli analisti finanziari non smentiscono questa impressione. Lund ha indicato che si focalizzerà su tre punti principali nel prossimo futuro: accelerare la trasformazione della società, migliorare la parte operativa e “cambiare la nostra cultura per instillare un senso di criticità e responsabilità”.

La sostituzione del CEO avviene sulla scia dei risultati del primo trimestre fiscale 2016, tutt’altro che incoraggianti. I ricavi sono stati di 545 milioni di dollari per una flessione del 6 percento anno su anno, percentuale che non varia anche escludendo i ricavi generati dalla parte di applicazioni marketing (ormai minima, 34 milioni) che Teradata intende dismettere entro il secondo trimestre. Più che nei ricavi il problema sta negli utili: la società ha dichiarato una perdita di 46 milioni di dollari che si confrontano con l’utile di 22 di un anno prima ma anche con quello di 41 milioni dell’ultimo trimestre 2015.

L'appliance Teradata per Hadoop
L’appliance Teradata per Hadoop

La flessione del business è legata a un calo significativo (-20 percento a 194 milioni di dollari) nelle vendite di prodotti, mentre la parte servizi ha avuto un andamento positivo ma che non ha compensato la parte prodotti. Nei servizi è cresciuta sia la parte di consulenza (179 milioni, +4 percento) sia la manutenzione (172 milioni, +2 percento).

La flessione dei prodotti si spiega con l’evoluzione del cloud: le aziende utenti sono più interessate ai servizi di cui usufruire in cloud e meno ai prodotti da installare nel proprio datacenter e da questo punto di vista Teradata è in ritardo, dato che il recente lancio dei servizi su AWS può essere considerato solo come un primo passo.

Su cosa Teradata punta nel prossimo futuro lo ha spiegato brevemente Oliver Ratzesberger, Senior Vice President Software di Teradata. Secondo il manager il debutto su AWS “è solo la punta dell’iceberg” e sarà seguito entro fine anno da una versione MPP di Teradata sempre su cloud pubblico, mentre per la parte on-premise la carta più importante da giocare è il sistema IntelliFlex per il data warehousing, che secondo Ratzesberger porta in locale gli stessi vantaggi di flessibilità del cloud. Nella parte servizi i temi chiave sono la consulenza in campo Big Data e quella legata all’utilizzo di Apache Spark.

 

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