HPE e Harpa parlano di Data Driven Society all’intergruppo Innovazione Tecnologica

Big DataData storage

Partendo dall’importanza che assume oggi l’analisi e la gestione dei dati Venturi ha illustrato come le soluzioni possano portare beneficio al tessuto economico e produttivo italiano, accompagnando il Paese verso un modello di Data Driven Society

Stefano Venturi, Presidente e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia (HPE) e Fabrizio Facello, Amministratore Delegato di Harpa Italia, hanno incontrato lunedì scorso una delegazione di parlamentari dell’Intergruppo per l’Innovazione Tecnologica, per illustrare come le moderne tecnologie digitali possano rappresentare un potente motore di sviluppo per il nostro Paese.

Partendo dall’importanza che assume oggi l’analisi e la gestione dei dati – l’oro nero del XXI secolo, una nuova fondamentale variabile di produttività e di competitività – Venturi ha illustrato come le soluzioni possano portare beneficio al tessuto economico e produttivo italiano, accompagnando il Paese verso un modello di Data Driven Society.

“Secondo stime HPE, entro il 2025 ci saranno nel mondo più di 50 miliardi di dispositivi smart. Possiamo immaginarli come innumerevoli sensori che leggono la realtà e la trasformano in dati, un’enorme mole di dati”, ha illustrato Venturi. “È necessario trasformare questi dati in informazioni che ci permettano di prendere decisioni, di innovare il nostro modo di fare business, di assicurare servizi nuovi e più efficienti alle persone. Le nostre tecnologie sono oggi tra le più avanzate in questo campo e continuiamo a lavorare per portare l’innovazione a tutti i livelli, a supporto dei nostri clienti e del sistema Paese”.

Stefano Venturi, Corporate Vp e amministratore delegato gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia
Stefano Venturi, Corporate Vp e amministratore delegato gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia

A seguito dell’intervento di Venturi, Facello ha illustrato in maniera più approfondita le soluzioni innovative sviluppate congiuntamente dalle due aziende, anche nel quadro degli Innovation Lab, un progetto tutto italiano che è diventato una best case a livello globale. Presenti e radicati sul territorio, sono luoghi nati dalla collaborazione tra HPE e i propri partner, e offrono innovazione “a chilometro zero”, facendo testare e sperimentare la potenza delle nuove soluzioni. In un contesto particolare come quello italiano, fatto di Pmi e tante specificità locali, HPE collabora strettamente con i propri partner, anello di congiunzione indispensabile per portare l’innovazione e la cultura dell’innovazione sul territorio, in modo capillare e puntuale rispetto alle necessità.

L’incontro è stato anche l’occasione per illustrare le diverse attività nelle quali HPE è impegnata in Italia, finalizzate alla diffusione della cultura digitale, elemento fondamentale per agganciare il treno dell’innovazione come forza propulsiva per la crescita economica e sociale.

Hewlett Packard Enterprise ha infatti collaborato nel recente passato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), sviluppando molteplici progetti per la diffusione dell’utilizzo consapevole delle tecnologie. Tra questi, attraverso CoderDojo, attività di promozione del pensiero computazionale tra i ragazzi dagli 8 ai 14 anni, con eventi formativi gratuiti volti all’insegnamento della programmazione. Con il medesimo spirito, sono stati creati i FabLab@HPE, “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”, volti a promuovere cultura e competenze digitali nell’ambito scolastico per ragazzi e docenti.