Aziende estese, quando il GDPR dà del filo da torcere

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Con TAS Group si è cercato di capire l’impatto del GDPR sulle aziende cosiddette estese che hanno bisogno di scambiarsi in velocità dati e informazioni in ambienti condivisi e a distanza

Qual è l’impatto del GDPR sulle aziende cosiddette estese? Quelle cioè che hanno confini perimetrali sempre più allargati, non solo in termini geografici, e per le quali diventa stringente una gestione compliant delle informazioni condivise lungo tutta la supply chain.

Da varie analisi si può evincere che il GDPR avrà un impatto maggiore per queste realtà imprenditoriali. Dal 25 maggio 2018 il GDPR ha portato questa ventata di novità a livello mondiale ed europeo in particolare. Perché particolare? Perché il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati semplifica e unificare il contesto normativo in materia di trattamento dei dati personali dei cittadini europei, affrontando anche il tema dell’esportazione dei dati personali al di fuori dell’Ue. Aziende, enti pubblici, organizzazioni no profit e organizzazioni di altro tipo che offrono beni e servizi alle persone all’interno dell’Unione Europea dovranno sottostare a regole più severe sulla raccolta e uso dei dati personali relativi a persone residenti nell’Ue, a prescindere da dove si trovino nel mondo. Il GDPR limita infatti la raccolta, l’archiviazione e il trattamento dei dati personali a scopi e tempi specifici e dà la possibilità ai singoli individui di correggere i propri dati personali o richiederne l’eliminazione.

Giuseppe Franzini

Giuseppe Franzini, direttore della nuova divisione 2ESolutions di TAS Group, ha raccontato cosa sia l’azienda estesa, le compliance e le soluzioni oggi disponibili, con, dedicata al design dei sistemi gestionali, che è stata rinominata TAS Extended Enterprise Solutions (2ESolutions) proprio per mettere l’accento su quel concetto di azienda estesa che oggi garantisce l’efficacia sul mercato.

Già da qualche anno la linea di separazione tra sistemi gestionali e di business intelligence è sfumata: le aziende vedono questi sistemi in una logica di processo continuo, superando i silos applicativi – sottolinea Franzini – Il nuovo nome alla nostra Business Unit rispecchia non solo il superamento dei concetti tradizionali di gestionale Erp, ma anche, nel numero 2, la moltiplicazione delle potenzialità dell’impresa nel momento in cui ridisegna i propri processi in un’ottica di collaborazione senza confini”.

L’azienda estesa ha infatti la necessità di scambiare informazioni con le proprie controparti produttive e commerciali in tempo reale, in un ambiente sicuro e condiviso: grazie al cloud dall’Erp esteso si abilitata un’ulteriore evoluzione che approda all’extended enterprise. Sul cloud, tutti gli attori interessati dialogano con l’ecosistema azienda, dal dipendente che ha necessità di caricare le note spese al fornitore che desidera proporre un’offerta di servizi fino alle funzioni di governance che effettuano il monitoraggio ed il controllo dei processi. Pensiamo ancora ai processi di accreditamento e partecipazione alle gare o alla semplice fatturazione elettronica. La Social business collaboration diventa un sistema facile e condiviso come un social network o una chat per aziende, ma in perfetta sicurezza.

L’extended enterprise ha un forte elemento innovativo o, come si suol dire, disruptive, che porta le aziende a diventare un insieme di relazioni tra attori interni ed esterni diversi” – continua Franzini – “Dove comincia e finisce l’azienda se, per esempio, la sua distribuzione fa capo a un magazzino in cui agisce un partner? Il confine tra azienda ed ecosistema con cui si relaziona è sempre più leggero perché i processi sono sempre più integrati. Nel processo gestionale e produttivo entrano molteplici attori e se questi hanno strumenti in grado di dialogare e interagire real-time gli obiettivi di business si raggiungono più velocemente e facilmente”.

La produzione parcellizzata, in cui si assemblano anche parti prodotte da terzi, non è certo una novità per l’industria, ma – conclude Franzini di TAS Group – con la globalizzazione il modello di azienda è cambiato: anche gli strumenti devono cambiare. E’ un ostacolo se occorre far parlare gestionali diversi anziché lavorare con un sistema interoperabile”.

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