Alternative Data, cosa sono e come valorizzarli

Big DataData storage

3rdPLACE ha realizzato alcuni progetti specifici in cui ha applicato la sua metodologia di raccolta, sintesi e analisi degli Alternative Data. Ecco cosa sono, a cosa servono e dove offrono i maggiori vantaggi

Entro il 2020 le aziende americane investiranno oltre sette miliardi di dollari in Alternative Data. Un binomio che ancora viene utilizzato troppo poco e valorizzato ancora meno, spesso non se ne conosce nemmeno il significato.

Con questo termine si intende indicare la gran mole di dati, spesso non strutturati e comunque non sensibili, che provengono da social, blog, forum, ma anche da mappe e piattaforme di e-commerce.

Si tratta di dati complessi il cui utilizzo dovrebbe richiedere grandi competenze algoritmiche considerato per esempio come spesso i testi richiedano in questi casi di essere convertiti in numeri.

Questi dati sono valorizzabili attraverso tecniche di AI, e portano frutto inseriti in applicazionni coese e coesive, il loro potenziale è notevole nell’identificazione dei trend a patto di riuscire ad identificare ed eliminare fonti fake, rumore e bias.

In questo ambito opera 3rdPlace ha messo la firma su una serie di progetti in cui ha applicato la sua metodologia di raccolta, sintesi e analisi.

L’azienda usando tecnologie proprietarie di Intelligenza Artificiale, raccoglie, analizza e traduce dati relativi a clienti/utenti in insight di business utili a migliorare decisioni, azioni e risultati operativi. Lo fa con un team di oltre 30 persone tra Software Architect, Data Scientist & Analyst, Experience Designer e Digital Evangelist, distribuiti tra le sedi di Milano, Roma e Cagliari.

L’obiettivo è sempre quello di fornire gli indicatori più opportuni per permettere alle aziende di adeguare in tempo reale le attività di marketing e l’offerta commerciale.

Fabrizio Milano – Cofondatore e Ceo di 3rdPlace

Spiega Fabrizio Milano d’Aragona, cofondatore e CEO di 3rdPLACE: “Quando si parla di “tempo reale” lo si fa con cognizione di causa, perché la nuova sfida degli strumenti di raccolta degli Alternative Data riguarda proprio la capacità di analizzarli e di fornire le informazioni utili in brevissimo tempo in modo che l’azienda, se preparata a reagire, possa intervenire immediatamente per trasformare in opportunità l’esigenza di un cluster specifico. Per esempio, un gruppo di consumatori che in un certo momento, o in un certo luogo, ha fornito segnali forti o deboli di interesse per un certo prodotto”.

In relazione al lancio di nuovi prodotti 3rdPLACE ha sviluppato un progetto con l’obiettivo di aiutare l’espansione oltreoceano di un’azienda del settore Beni di consumo.

In particolare, lavorando in ottica predittiva all’individuazione delle aree geografiche e dei punti distributivi più interessanti per una specifica tipologia di prodotto, oppure, in ambito finanziario, 3rdPLACE ha investito nella startup FinScience e evidenziato come gli Alternative Data insieme ai dati tradizionali permettano ad Asset Management, Consulenza finanziaria, Family Office, Investor Relations, ESG Management di migliorare modelli, strategie e contenuti di investimento.

Gli Alternative Data nel settore del credito

3rdPLACE ha illustrato un lavoro realizzato per un’azienda di Business Information & Credit Management. Sulla richiesta del cliente di affinare la tradizionale misurazione del rischio di default di aziende non quotate con dimensione molto variegata, comprese piccolissime, 3rdPLACE ha applicato i suoi algoritmi di machine learning ai dati finanziari tradizionali storici provenienti dalle Camere di Commercio – come i bilanci, spesso aggiornati parecchi mesi prima dell’analisi.

Questa attività ha elevato immediatamente da 15 a 1400 il numero di variabili considerate, scoprendo relazioni che anche l’uomo più esperto da solo non avrebbe potuto individuare. Da evidenziare, tra l’altro, che il coefficiente geografico legato alla sede dell’azienda, non viene più considerato su base regionale, rischiando di etichettare come “bad” intere regioni, ma calcolato sullo specifico codice di avviamento postale.

Infine, l’azienda ha lavorato sugli Alternative Data per realizzare una carta di identità digitale aggiornata in tempo reale delle aziende e/o del management basato su tipologia e caratteristiche di presenza web, ranking sui motori di ricerca, social reputation, customer reviews, aggiornamento tecnologico, aggiornamento contenuti.

Le variabili tradizionali e alternative sono state poi unite, registrando un miglioramento di ben 13 punti percentuali di affidabilità del modello (dall’80 percento al 93 percento).

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