VMworld 2014: Cloud ibrido e sofware motore del cambiamento

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Pat Gelsinger, ceo di VMware

Barcellona – A WMworld 2014, il ceo di VMware, Pat Gelsinger, esorta la platea europea ad avere il coraggio di cambiare per rispondere alle esigenze di business che un mondo in perenne trasformazione (un mondo liquido) richiede. Continuità sui tre pilastri della strategia: software defined datacenter, cloud ibrido e end-user computing

Maurizio Carli, Corporate Senior Vice President Emea di VMware, apre ufficialmente il VMworld 2014 Europe qui a Barcellona, davanti a un platea di 9.000 partecipanti dai principali paesi europei, un evento in continuità con l’edizione americana e gli annunci dello scorso agosto a San Francisco ma che, nel contempo, cerca di rispondere alle ultime sfide che i contesti europei stanno dettando, anche in scenari di cambiamenti significativi per l’industria e l’economia. “Non ci sono più limiti per quanto riguarda le opportunità da cogliere e dobbiamo spingere perché si esplorino insieme nuove ambiti di crescita, di espansione, mettendo a fattore comune esperienze e tecnologie. Noi, voi e i partner”.

Maurizio Carli, Vmware
Maurizio Carli, Vmware

No limits è proprio il claim di questo VMworld europeo, che si declina su tre priorità ribadite nel corso dei keynote, non solo nelle parole del Ceo Pat Gelsinger, ma anche dei vari vicepresident via via sul palco: Software-defined data center, hybrid cloud e end-user computing & mobile. O meglio: accelerare il viaggio verso un mondo con il software al centro senza compromessi, costruire un futuro basato sul cloud ibrido, connettere gli utenti attraverso tutti i device per un workplace a misura di persona, non di device.

Non sono le uniche parole usate come mantra: anche Liquid e Brave ritornano, perché un’economia sempre più frenetica e in continuo cambiamento richiede scelte coraggiose in ambito IT. “Pensiamo all’acqua, fluida, adattabile, in costante movimento, bene primario per il pianeta – esordisce Gelsinger -. Dobbiamo creare un’infrastruttura software necessaria che sia così fluida, in grado di adattarsi alle richieste di utenti, aziende, istituzioni. Dobbiamo passare da un business rigido a un business dinamico senza perpetuare lo status quo. I coraggiosi ce la faranno: più velocemente si muovono verso il nuovo modello meglio sarà per loro e le loro aziende”. Essere coraggiosi significa prendente decisioni in tempo di incertezza e costruire nuove opportunità, così come hanno fatto i business decision maker di realtà come Lego, il Cern, Herts, tra le referenze citate dal palco.

Il modello software-centrico di VMware cambia il modo di operare spostando tutta l’intelligenza dall’hardware al software. E’ il software che definisce datacenter, networking, storage, sicurezza, management. Un data center, composto da soli Cpu e memoria e che gestisce tutto il resto via software, è nella concezione di Vmware un data center liquido, veloce e dinamico che può essere rimodellato da mattina a sera per rispondere alle necessità del business, contrariamente a un data center definito dall’hardware, che rimane un’infrastruttura chiusa,  con alti costi di gestione e limitata agilità. “Grazie alle tecnologie software-defined, le aziende possono ora agire a una velocità senza precedenti, con a disposizione un’architettura aperta e agile, nello stesso tempo sicura e efficace” conclude Gelsinger prima di passare la parola ai vice president che si calano sugli annunci di prodotto: Bill Fathers, l’uomo del cloud ibrido (Executive Vice President and General Manager Hybrid Cloud Services Business Unit), Sanjay Poonem, l’uomo che guarda a mobility, end user e Byo nell’accezione più ampa di Bring your own (Executive Vice President e General Manager End-User Computing), Ramin Sayar, l’uomo che spinge l’idea di strumenti unificati per gestire con agilità il business (Senior Vice President e General Manager Management).

Pat Gelsinger, VMware
Pat Gelsinger, VMware

Per quanto riguarda la spinta verso il cloud ibrido, l’annuncio più significativo riguarda la piattaforma VMware vCloud Air (così chiamata dopo il rebranding da vCloud Hybrid Service), che vede nuovi servizi per l’Europa, che verranno erogati da un nuovo data center operativo dai primi mesi del 2015 in Germania, dopo quello già attivo di Londra. Sale così a otto il numero di datacenter di VMware (non di proprietà ma in partnership con service provider) che allarga l’offerta di cloud ibrido dagli Stati uniti, all’Europa, fino all’Asia (atraverso il data center in Giappone), ma che vede prossimi business anche in Cina, grazie alla partnership siglata con China Telecom per un servizio di cloud ibrido a Pechino. Otto datacenter che, essendo di prossimità nelle rispetto della conformità alle normative dei vari paesi (quelle europee più stringenti), spingono l’adozione del cloud as a service nelle aziende. In particolare motivando quelle europee dal palco di Barcellona, che potranno chiedere soluzioni on demand rilasciate dall’Inghilterra o dalla Germania. “Vogliamo che VMware vCloud Air diventi la piattaforma per il cloud ibrido leader di mercato, per creare, scalare e gestire le applicazioni mobile-cloud di prossima generazione – dichiara Fathers -. Abbiamo 3.900 partner a livello mondiale che lavorano in questo ecosistema e una copertura senza pari in più di 100 mercati”.

In ambito Software-defined Data Center, l’accento va sulla federazione di soluzioni pensate per ottimizzare il datacenter con VMware vRealize Suite, che combina le capacità esistenti delle soluzioni VMware di cloud automation, cloud operation e cloud business management in una singola offerta, offrendo così uno stack software completo per gestire il software-defined data center e i servizi per infrastruttura di cloud pubblico.
Di peso gli annunci della famiglia Vmware Evo: Rail che allarga le partnership attuali (tra cui Dell, Emc e Fujitsu) anche Hp e Hitachi Data Systems e l’apertura al mondo Openstack, con VMware Integrated OpenStack per realizzare velocemente un cloud OpenStack.
Seguono gli annunci di VMware NSX 6.1 con capacità avanzate di micro segmentazione del network e migliorata connessione con il cloud ibrido; la beta di VMware vRealize™ Air Automation, una offerta di cloud management as a Service; VMware vCloud Suite 5.8 per implementare e gestire cloud privati sulla base di una architettura di software-defined data center, con migliorate capacità di provisioning e servizi per le risorse computazionali, il network, lo storage, la sicurezza e la beta di Vsphere 6.0.

In ambito end user computing l’annuncio riguarda il lancio di VMware Workspace Suite basato sulla piattaforma AirWatch Enterprise Mobility Management, oltre a VMware Horizon FLEX che consentirà alle aziende di gestire e mettere in sicurezza centralmente i desktop virtuali per rispondere all’onda di Byo in azienda,  come Sanjay Poonen sottolinea: “Cerchiamo di trasformare i sistemi legacy in un ambiente di lavoro moderno in grado di far fronte alle attuali sfide di ogni giorno”. La mobility è la principale e l’acquisizione di Airwatch, di inizio anno, va a completare tutta la parte di mobility enterprise che chiude il cerchio dal data center all’utente, passando per soluzioni di cloud ibrido.

Più di 400 sezioni di lavoro sono in corso in questi giorni con 125 partner espositori al Solution Exchange. La scelta” senza compromessi”  proposta da Gelsinger e soci sprona chi a coraggio a intraprendere un viaggio che porta il software a definire tutto il business, nel modello completo di software-defined enterprise. Tutto l’enterprise.

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