VMware e la versatilità di Workspace ONE

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Soluzioni vecchie e nuove di VMware sono combinate per abilitare funzioni di distribuzione delle applicazioni e degli ambienti desktop

VMware ha chiuso il cerchio del suo percorso di avvicinamento a una piattaforma per la distribuzione delle applicazioni, anzi di quelli che definisce come “workspace digitali” e che possono essere veicolati verso vari tipi di sistemi client, compresi quelli mobili in logica BYOD. La società ha infatti presentato una nuova piattaforma denominata Workspace ONE che si occupa anche – ed è questo uno dei punti distintivi – della gestione della sicurezza dell’accesso ed estende le sue funzioni anche alle applicazioni in cloud.

Le “anime” di VMware Workspace ONE sono essenzialmente tre: gestione dei dispositivi, application delivery e gestione delle identità. La parte più innovativa per VMware è questa e permette ora di abilitare procedure di Single Sign-On anche attraverso l’uso di token per una maggiore sicurezza. Una volta autenticati, spiega VMware, i dipendenti otterranno l’accesso immediato a un “app store” aziendale personalizzato da cui accedere a qualsiasi applicazione mobile (iOS e Android), cloud o Windows.

I dispositivi mobili possono anche essere di proprietà dell’utente e non pre-configurati dallo staff IT aziendale. Workspace ONE comprende una parte di gestione che configura automaticamente i singoli device. Nella nuova piattaforma ci sono poi evidenti tracce di Project A2 per quanto riguarda la distribuzione degli “ambienti” Windows: la nuova piattaforma è studiata per “automatizzare la distribuzione delle applicazioni e fornire aggiornamenti in tempo reale e gli utenti possono accedere alle applicazioni Windows su tutti i dispositivi”.

Il modello degli App Volumes, usato nella distribuzione delle applicazioni
Il modello degli App Volumes, usato nella distribuzione delle applicazioni

Lato software, Workspace ONE comprende una serie di applicazioni di produttività (e-mail, calendario, contatti…) integrabili con altre applicazioni web come Evernote e Gmail e con applicazioni SaaS di terze parti.

C’è ovviamente una ampia parte di Workspace ONE incentrata sulla sicurezza. La gestione delle identità della fase di SSO viene combinata con un controllo di conformità dei dispositivi che chiedono di accedere ad applicazioni e risorse aziendali. Tra i parametri chiave ci sono ad esempio la posizione GPS del dispositivo ed elenchi (whitelist e blacklist) di applicazioni autorizzate o meno. Il sistema dialoga poi con AirWatch e con i moduli di terze parti nell’ambito della AirWatch Mobile Security Alliance.

Che Workspace ONE sia il completamento di un percorso più che un prodotto unico è testimoniato non solo dal fatto che si compone di elementi che in parte già esistevano, ma anche dal confluire con altri progetti che VMware ha portato avanti nel tempo. Tra questi anche Horizon e Project Enzo, che adesso prende il nome ufficiale di VMware Horizon Air with Hybrid-Mode. L’integrazione serve a fornire a chi si occupa della distribuzione di workspace un sistema in cloud per controllare in maniera unificata l’erogazione di ambienti e applicazioni sia virtuali in cloud sia localizzate nella propria infrastruttura IT.

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