VMware Integrated OpenStack 5, virtuoso anche “in a box” per l’edge computing

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VMware Integrated OpenStack 5 si propone anche nella Carrier Edition con la possibilità per i Cloud Service Provider di sfruttare le funzionalità in chiave NFV. Possibile l’implementazione “in a box” per l’edge computing

Integrated OpenStack è la proposta di VMware che permette di eseguire con semplicità un cloud OpenStack di classe enterprise sulle tecnologie di virtualizzazione di VMware, si tratta a tutti gli effetti di una distribuzione OpenStack con il plus di un accesso semplificato, standard e indipendente alle API OpenStack per l’infrastruttura VMware.

Così è possibile eseguire i container sulla piattaforma “Integrated” nell’ambiente di produzione, semplificando la vita al dipartimento IT, che ha a disposizione uno strumento di provisioning programmabile delle risorse infrastrutturali attraverso API standard.

L’ultima versione sarà tra le prime distribuzioni OpenStack conformi alle linee guida di interoperabilità 2018.02 della Foundation e offrirà cloud OpenStack ottimizzati per l’NFV di VMware e il SD Data Center, con VMware Integrated OpenStackCarrier Edition con tutti i  requisiti specifici dei CSP che implementano servizi di rete basati su NFV e comprendono una serie di casi di utilizzo attuali e compatibili con 5G su core e edge.

L’ultima versione permetterà ai Cloud Service Provider di sfruttare le funzionalità chiave in ambito NFV (Network Function Virtualization) tra cui isolamento delle risorse in modo che non possa essere consumato un determinato pool di risorse se non si è titolari della quota assegnata.
E’ previsto così  il ridimensionamento delle risorse elastiche consentendo ai CSP di aggiungere nuove risorse dinamicamente tra diversi cluster vSphere per adattarsi alle condizioni del traffico o passare dalla fase pilota alla produzione in atto.

VMware Integrated OpenStack 5

Ora è supportato inoltre lo switch distribuito virtuale gestito da NSX in modalità Enhanced Data Path e DPDK, nonché tecniche ad hoc per i piani dati in VMware vSphere. Ancora più interessante la possibilità di sfruttare la nuova proposta per il 5G e l’edge computing, in una sorta di OpenStack  In a Box. Si guadagna il pieno controllo negli scenari micro data center mediante orchestrazione automatizzata basata su API e gestione del ciclo di vita.

Per esempio per le aziende come le utility, sulle piattaforme di perforazione di petrolio e gas, nelle applicazioni di punto vendita, o per le videocamere di sicurezza e impianti di produzione e i casi d’uso orientati alla Telco come Multi-Access Edge Computing (MEC), distribuzioni VNF di sensibilità alla latenza e sistemi di supporto operativo (OSS).

Le nuove funzionalità specifiche di Integrated OpenStack 5, prevedono scalabilità fino a 500 host, per 15mila macchine virtuali, in ogni region, possibilità di istantanee, cloni e backup di volumi collegati, possibilità di distribuire ed eseguire sia i carichi di lavoro di VM che di container su un singolo gestore dell’infrastruttura virtualizzata (VIM) e con un singolo fabric di rete basato su VMware NSX-T Data Center.

Per la sicurezza sono disponibili nuovi livelli con crittografia del traffico API interno, e la federazione Keystone to Keystone e il supporto per i principali provider di gestione delle identità, incluso VMware Identity Manager.
Infine per quanto riguarda la standardizzazione dei servizi DNS, i clienti possono registrare automaticamente qualsiasi VM o Virtual Network Function (VNF) su un server DNS approvato aziendale invece di doverlo fare manualmente per ogni host fornito tramite Designate.