VMware Horizon 6 , una soluzione VDI che va nella direzione di semplificare le esigenze aziendali in merito al trend BYOD

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VMware lancia la versione 6 di Horizon : il software per il desktop virtuale si arricchisce di strumenti di gestione delle applicazioni orientati al data center aziendale

VMware rilascerà entro l’estate una nuova versione – la sesta- della sua soluzione Horizon  di VDI (virtual desktop infrastructure) particolarmente orientata a permettere agli amministratori dell’IT aziendale di gestire in maniera unificata le rappresentazioni del desktop dei posti di lavoro ( workspace) al servizio dell’utenza . Una vera e propria soluzione per i desktop virtuali su ogni client che si basa sul completamento delgi strumenti di supporto messi a disposizione a livello di data center. La tecnica VDI è quella di incapsulare l’intero OS a disposizione di un utente e l’ambiente desktop all’interno di una macchina virtuale a cui è possibile accedere direttamnte oppure può essere scaricata dal data center aziendale.

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Alla completezza dell’offerta di End User Computing di VMware “manca “ la parte di integrazione mobile che dovrebbe arrivare dal completamento di quella con la tecnologia Airwatch. E’ inoltre operativo l’accordo con Google per fornire alle aziende accesso sicuro e via cloud alle applicazioni Windows , ai dati e ai desktop sui Chromebook e in ambiente Chrome OS.

Con l’offerta Horizon 6 ( che sarà proposta in diverse edizioni a partire da un VDI semplice) ) VMware sembra dunque pronta alla sfida con Citrix per la virtualizzazione del desktop. Nelle versioni avanzate di Horizon 6 sono particolarmente curate le parti di gestione a supporto dell’IT aziendale che gestisce il data center: gestione delle immagini software, gestione delle applicazioni servite su desktop virtuali e tradizionali. Le applicazioni possono girare sui server dei data center , mentre altre che richiedono un accesso locale stanno sulla macchina dell’utente. Da segnalare tra gli aggiornamenti dei quella che diventa una soluzione unificata di gestione del desktop un’interfaccia via browser – Workspace – che permette agli utenti di accedere a tutte le loro applicazioni, che siano erogate da un servizio cloud esterno, da uno interno o siano disponibili sul desktop. Una soluzione che va nella direzione di semplificare le esigenze aziendali in merito al trend BYOD.

 

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Nelle versioni avanzate si arriva fino a preconfigurare un portale che permette agli utenti di accedere alle applicazioni in modalità self service. Nel corso della presentazione gli esperti di VMware hanno messo l’accento sull’ottimizzazione raggiunta da Horizon 6 per quello che viene definito come Software defined Data Center. Infatti la soluzione consente l’integrazione con il software Virtual SAN che mette in pool lo storage a disposizione di diversi server. La mossa permette di abbaiare drasticamnte i costi legati allo storage delle messa in produzione di molteplici desktop virtuali.

Il client di Horizon 6 si collega senza soluzione di continuità a desktop virtuali e applicazioni in esecuzione sia sul cloud on premises sia su cloud esterni di service provider partner di VMware , ma anche attraverso vCloud Hybrid Services anche ai siti di VMware in Europa ( per il prossimo anno è prevista anche una disponibilità in Italia attraverso partnership locali). Di recente vCloud Hybrid Services di VMware si sono arricchiti anche di una soluzione di disaster recovery per le macchine virtuali direttamente dai data center di proprietà.

In definitiva un nuovo setting per l’ambiente di lavoro che mette l’accento su come le applicazioni sono fruite dagli utenti. Se la filiera applicativa per l’utente aziendale comprende ora da parte VMware produzione, delivery e consumo, d’altra parte l’utente potrà disporre del suo set personale di strumenti di lavoro e questo vien garantito dagli strumenti a dispesosene dell’IT aziendale . Come ha osservato Luca Zerminiani , “ siamo a un punto in cui il workspace, questa cassetta degli attrezzi virtuali a disposizione delgi utenti, non ha un’azione distruttiva sulle risorse dei data center e nello stesso tempo rimane aperta al futuro che verrà la transizione dal PC verso device di qualsiasi tipo ”.

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