Veeam, cloud pubblico e privato mettono in guardia sul rinnovo strategico delle imprese

CloudCloud management

Luca Dell’Oca, Emea principal cloud architect di Veeam, traccia un quadro delle strategie aziendali alla luce dei recenti dati Gartner e delle evoluzioni che hanno coinvolto grossi data center in Italia

La tecnologia e il digitale guidano l’innovazione con l’obiettivo di migliorare le prestazioni delle aziende. La trasformazione digitale è un processo irrinunciabile per le imprese, che passa attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e la rivalutazione dei modelli di business secondo la value proposition e la conseguente posizione di mercato. Secondo IDG, State of Digital Business Transformation 2018, il cloud pubblico e privato sono due delle cinque tecnologie già implementate in molte aziende nel 2018.

Secondo Luca Dell’Oca, Emea principal cloud architect di Veeam, il cloud privato, insieme a big data, analytics e mobile, sono le tecnologie che contribuiscono maggiormente alla crescita del fatturato aziendale, mentre il 49% delle aziende dichiara di eccellere nelle performance e negli obiettivi aziendali grazie a una corretta strategia dati. La crescente richiesta di dati è riscontrabile anche osservando che diverse società tecnologiche hanno aperto numerosi data center in Italia per affrontare l’iper-crescita e l’iper-sprawl di dati. Aruba ha recentemente annunciato che il nuovo Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (BG), con 10mila metri quadrati di sale dati, è stato quasi completamente opzionato dopo un solo anno di attività e Amazon Web Services (AWS) ha confermato l’apertura di una nuova regione infrastrutturale a Milano nel 2020. Negli ultimi anni si è assistito a un’evoluzione delle infrastrutture IT e dei metodi di implementazione, basti pensare alla nascita del cloud computing e alla fornitura di software, servizi e infrastrutture IT as a service. Oggi, grazie al cloud, è possibile utilizzare le applicazioni aziendali in modo semplice e accedervi praticamente da qualunque dispositivo, allo stesso modo, si possono utilizzare le infrastrutture IT in modo scalabile per poter accedere velocemente a una potenza di calcolo superiore.

In un mercato in continua evoluzione, ha spiegato Dell’Oca, anche le strategie aziendali devono cambiare velocemente: sono i consumatori stessi che stanno portando i professionisti IT a pensare a una strategia cloud più fluida. Oggi dobbiamo essere pronti a gestire una mole di dati che cresce in modo esponenziale e spesso abbiamo bisogno non solo di performance di calcolo maggiori, ma anche di poterle utilizzare in momenti diversi.

Luca Dell'Oca, Veeam
Luca Dell’Oca

Il multi-cloud diventerà presto un elemento predominante e la sfida strategica delle aziende consisterà nella creazione di una gestione integrata dei dati che includa servizi cloud diversificati e renda automatico lo spostamento dei dati su più carichi di lavoro esattamente quando e dove si renda necessario. Un ambiente multi-cloud utilizza sia servizi pubblici che privati, superando l’attuale modello ibrido e consentendo alle aziende di usare gli strumenti più appropriati a una determinata situazione; una strategia IT nella quale si uniscono le risorse di fornitori di cloud pubblici e privati, per raggiungere nuovi obiettivi aziendali difficilmente realizzabili con il solo utilizzo di cloud privati e/o ibridi.

Mobilità, agilità e gestione dei costi sono i principali vantaggi di un ambiente multi-cloud, e le principali ambizioni delle aziende moderne. Le imprese che adotteranno un approccio più proattivo alla gestione dei dati anticipando in modo intelligente e soddisfacendo la richiesta di dati, aumenteranno il valore dei propri asset di dati aziendali e offriranno al mercato nuovi prodotti e servizi in modo più rapido. Oltre a una maggiore disponibilità questo approccio ridurrà significativamente i costi, sfruttando di volta in volta le migliori offerte cloud per gestire al meglio qualunque applicazione e dato aziendale.

Gartner ha predetto che la strategia multi-cloud diventerà la strategia comune per il 70% delle imprese entro il 2019, ma con il passaggio alle architetture cloud-native ci sarà un cambiamento sostanziale nel modo in cui le aziende pianificano la distribuzione e sfruttano gli investimenti infrastrutturali IT, che deve coinvolgere anche le persone direttamente interessate. I professionisti dell’IT devono quindi avere una maggiore visibilità sulle risorse IT e sulla comprensione dei dati per poter analizzare e ottimizzare le prestazioni grazie a un trasferimento intelligente dei carichi di lavoro da un’infrastruttura a un’altra e per poter gestire alcune attività IT, come la reportistica, in modo completamente automatizzato.
Non esiste un approccio universale adatto a risolvere le esigenze di costo, flessibilità e scalabilità di un’azienda, ma l’approccio “as a service” verrà adottato anche per gestire soluzioni di backup, business continuity e disaster recovery, consentendo alle imprese di utilizzare un criterio diversificato per supportare al meglio gli obiettivi di business.

Read also :