VCE VxRail: EMC e VMware puntano sull’hyper-converged

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Nasce una nuova linea di appliance hyper-converged battezzata VxRail, per dare più semplicità di gestione rispetto al precedente modello a componenti di EVO:Rail

EMC e VMware hanno fatto un passo deciso verso il mondo dei sistemi hyper-converged presentando una nuova linea di appliance denominata VCE VxRail. Si tratta di soluzioni strettamente integrate che uniscono hardware standard con le piattaforme software di EMC e di VMware. A quest’ultima è assegnata ovviamente la parte di virtualizzazione con vSphere, vCenter Server e Virtual SAN. Lato storage le nuove appliance prevedono configurazioni sia ibride (SSD e dischi tradizionali) sia all-flash (ma queste arriveranno solo più avanti nell’anno).

L’elemento principale su cui spingono EMC e VMware è prevedibilmente la semplicità di gestione. Secondo le due aziende gli utenti non hanno più il tempo necessario a integrare e ottimizzare componenti di produttori diversi e avere a disposizione un’appliance che offra più velocemente le funzioni di una piattaforma comunque già collaudata come quella VCE dovrebbe essere un importante vantaggio. In più il concetto dell’appliance dovrebbe facilitare la diffusione dei prodotti VCE anche in fasce di utenza che hanno meno risorse IT a disposizione e sinora hanno tralasciato il tema della convergenza proprio per evitare le difficoltà dell’integrazione tra prodotti diversi.

vxrailDal punto di vista hardware le nuove appliance VCE VxRail sono in sintesi server per rack 2U con uno o due processori Intel Xeon da 1,6 a 2,6 GHz. Al momento sono disponibili quattro modelli (VxRail 60, 120, 160 e 200) che si differenziano per il numero di core in un singolo server (da 6 a 20), per la memoria RAM (da 64 a 512 GB) e per lo storage a bordo (da 3,6 a 6 TB). I singoli server possono poi essere organizzati in cluster che crescono di quattro nodi per volta, da un minimo di appunto 4 sino a 64. Il costo di un sistema definito “entry” è di circa 60 mila dollari a listino USA.

Dato che come in ogni buona architettura hyper-converged l’hardware è standard, la differenza deve farla la dotazione software. EMC ci ha messo tutta la parte dedicata alla gestione e alla protezione dei dati, comprese le funzioni di backup, disaster recovery, stretch cluster, replica delle macchine virtuali e anche estensione dello storage locale attraverso una ventina di cloud pubblici tra cui vCloud Air, Amazon Web Services, Microsoft Azure e “a breve” Virtustream.

La crescita nel numero delle VM gestibili in cluster VxRail
La crescita nel numero delle VM gestibili in cluster VxRail

La parte di VMware è legata alla virtualizzazione e alla gestione dell’ambiente virtualizzato. Lo scopo è anche quello di presentare una soluzione che risulti familiare a chi già usa sistemi VMware, anche grazie al fatto che le nuove appliance VxRail sono compatibili con tutto l’ecosistema vSphere e anche con l’approccio multi-cloud che VMware vede nel futuro delle infrastrutture IT.

EMC e VMware considerano le nuove appliance come un “quantum leap” per le infrastrutture hyper-converged, quindi una rivoluzione più che una evoluzione. L’espressione sembra un po’ forte, ma il passo dall’approccio a componenti di EVO:Rail a un modello più integrato era comunque inevitabile. La transizione verso le appliance è un fenomeno che non si può ignorare e le nuove VxRail sono una buona soluzione per gli utenti di VMware o EMC che rischiavano di farsi tentare da altre soluzioni concorrenti.

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