Supernap, non è solo una questione di potenza

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Con Luca Beltramino, managing director di Supernap in Italia, ci si è soffermati sull’aspetto territoriale del nuovo datacenter. Dai 40 megawatt, all’alta tensione, al territorio senza inondazione e senza problemi sismici

Non è solo una questione di watt, non è solo una questione di fibra, è anche una situazione che tocca il territorio, la geografia, l’aspetto climatico. Si sta parlando di Supernap che, da qualche anno, ha aperto il suo datacenter in Italia a Siziano in provincia di Pavia, a pochi chilometri da Milano. “Per aprire in Italia un datacenter da 40 megawatt dovevamo essere necessariamente a Milano. Abbiamo analizzato diversi terreni e abbiamo scelto Siziano come terreno che fosse il più possibile vicino a Milano e che avesse la capacità necessaria in termini di megawatt”, spiega Luca Beltramino, managing director di Supernap in Italia.

Luca Beltramino, Managing Director Supernap Italia
Luca Beltramino, Managing Director Supernap Italia

Già perché non è solo una questione di watt, in primis l’energia elettrica. “Avevamo necessità di accedere a grandi quantità di energia elettrica compresa l’alta tensione e il terreno post industriale sul quale poggiamo ci dava la possibilità di avere velocemente i primi dieci megawatt per iniziare il primo settore. In secondo luogo – spiega Beltramino – abbiamo scelto Siziano per la vicinanza con la strada binasca, che unisce Melegnano con Binasco e questa strada provinciale è importante grazie al fatto che lungo il tracciato corrono, da est a ovest i più importanti operatori Telco e per questo motivo, con poche centinaia di metri di fibra abbiamo già potuto avere, direttamente e indirettamente, circa 11 operatori collegati che, entro la prima metà del 2018, vorremmo arrivassero a 15. Dei primi 11, sei di questi si sono connessi con la loro rete mentre per gli altri facciamo in modo di collegarli al Mix di Milano, in via Caldera, dove avevamo linee spente che arrivano proprio a Siziano, poi altre fibre arrivano in Avalon da Infracom”, spiega.

Un altro aspetto che abbiamo considerato è la condizione favorevole del territorio rispetto alle inondazioni. Abbiamo comunque costruito il datacenter a un metro e mezzo di altezza rispetto alle zone circostanti. Ma è anche una posizione strategica dal punto di vista sismico. Il datacenter è costruito per resistere a un livello di zona 2 di rischio , abbiamo palificato sotto il terreno su cui abbiamo costruito con cento micro pali che vanno in profondità di 15 metri. Inoltre, Siziano è un’importante no fly zone, nessun oggetto volante passa sopra perché vicini ai corridoi di Linate”, spiega Beltramino. 

Questo per quanto riguarda l’aspetto fisico. Facendo una panoramica all’interno della costruzione, il progetto prevede quattro settori da dieci megawatt l’uno e al massimo 110 armadi ciascuno per un totale di 1100 armadi e su 42 mila metri quadrati. “A oggi solo il primo settore da 10 megawatt “, dice Beltramino.