Spoletini (Oracle), la vera trasformazione digitale dei processi inizia ora

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Oracle Cloud Day 2018 – Business Process Transformation, Technology Innovation e Customer Success sono i tre pilastri della strategia di Oracle. La trasformazione digitale dei processi in Italia inizia ora, sopravviverà solo chi va in cloud con un partner che ha le spalle larghe

A Oracle Cloud Day 2018, presso il MiCo di Milano, protagonisti sono i temi dell’innovazione e della trasformazione digitale che cambiano la storia delle aziende, ma prima di tutto devono servire a risolvere i problemi.

Per questo di fronte a circa 1200 partecipanti vicini al mondo Oracle, Neil Sholay, VP of Digital di Oracle EMEA, declina il mantra dell’azienda sui due temi chiave, Cloud Gen 2 e la proposta Autonomous. Dove prima si agiva seguendo regole predefinite – portando a termine compiti ripetitivi sostanzialmente nello stesso modo, secondo il paradigma dell’automazione – le organizzazioni ‘autonomous’ oggi devono e possono imparare ad apprendere dai dati, creare infrastrutture IT in grado di lavorare senza l’intervento umano, quando non necessario, e beneficiare di soluzioni che sanno rispondere in autonomia ai cambiamenti.

Neil Sholay, VP of Digital di Oracle EMEA

In casa Oracle, questo vuol dire che se si parla di database significa passare dal ruolo di Amministratore (preoccupato quindi dai task di maintenance) a quello di Professionista del dato in grado di gestire il ciclo di vista dell’informazione, fare tesoro delle informazioni che i dati evidenziano (insights), e agire quindi in modo più rapido sul mercato superando la concorrenza.

Lo si può fare sfruttando il potenziale di AI e machine learning in modo trasversale sui livelli operativi e di business per creare le condizioni per realizzare una reale convergenza di tecnologie e competenze. Si tratta di abbracciare un percorso, sicuramente di rottura, sulla scorta di tre tecnologie abilitanti che sono identificabili, appunto, nell‘Intelligenza Artificiale, Internet Of Things e Blockchain.

ERP in cloud, chi vince piglia tutto, o quasi…

E che si tratti di un percorso obbligato per il quale prepararsi significa farlo ora lo esprimono bene i numeri. Da qui al 2020: l’Intelligenza Artificiale sarà integrata nel 90 percento delle nuove applicazioni aziendali (mentre nel 2025 sarà presente in tutte le applicazioni in cloud e in tutte le piattaforme di servizi). Anche i settori più regolamentati sposteranno almeno il 50 percento dei carichi di lavoro in cloud, e oltre il 50 percento dei dati aziendali beneficerà di una gestione con un livello di sicurezza più elevato rispetto a quello attuale.

Nel 2025 addirittura si prevede che l’85 percento delle interazioni con i clienti sarà automatizzato. La sfida per Oracle è la candidatura a farsi trovare pronta perché il principale vendor di ERP in cloud, nel 2020 occuperà da solo più del 50 percento di tutto il mercato ERP.

Fabio Spoletini – Country Manager Oracle Italia

Il cloud sicuro rappresenta la piattaforma unificante. Introduce così l’argomento Fabio Spoletini, AD di Oracle Italia: “Il cloud è inarrestabile e fondativo, non ci sarà più spazio per soluzioni on premise, o per il dualismo on-premise/cloud, e chi si àncora al primo modello non esisterà più”.

Secondo Spoletini può risultare fuorviante anche modellizzare il cloud pensando semplicemente ai benefici delle soluzioni Iaas. E’ vero che Iaas significa efficienza, ma intrinsecamente non produce innovazione.

Per questo Oracle crede che la seconda generazione cloud basata sulle nuove tecnologie (Blockchain, AI e IoT) sarà quella determinante a generare innovazione e chi la sceglie potrà beneficiare dell’integrazione tra un’offerta Saas pervasiva e una proposta Iaas con al centro Autonomous Database e i plus che la proposta porta soprattutto sul tema della sicurezza.

In questo contesto Oracle si posiziona con un quadro applicativo significativamente premiato da Gartner e in grado di qualificare un’offerta Saas di riferimento (cfr. foto). Oracle ambisce letteralmente ad essere il fornitore con la più ampia proposizione Saas per i processi di business. Secondo Spoletini oggi “la disruption si gioca proprio sull’offerta ERP di back-end e solo oggi l’offerta è effettivamente matura e pronta”.

Offerta Oracle Saas in arancione le proposte che Gartner posiziona nei rispettivi quadranti in alto a destra

Soprattutto, secondo Spoletini: “Un’azienda non può più scegliere soluzioni (o processi) cloud facendo uno spezzatino, ma è necessario consolidare, rinunciare a un’IT frammentata, scegliere partner di riferimento e considerare ogni processo come parte di un processo più ampio”. Oracle è fermamente convinta che nel lungo termine rimarranno due fornitori di suite applicative. Prosegue Spoletini: “Allo stesso modo quindi assisteremo a un forte consolidamento della proposta. Nel momento in cui si applicheranno trasversalmente algoritmi di Intelligenza Artificiale per agire dall’ambito Risorse Umane fino all’ERP, sarà importante non perdere valore”.

Arriviamo quasi naturalmente a vedere delineati i pilastri della strategia di Oracle. Sono tre: Business Process Transformation – la trasformazione dei processi di business – l’innovazione tecnologia e il successo del cliente.

Nella pratica. A fronte di un momento di trasformazione indubbiamente ‘disruptive’, Oracle è chiamata a mitigare al massimo i rischi per i suoi clienti in questa fase delicata, e assicurarli sulle scelte quanto più esse sono innovative.

Oracle sta lavorando significativamente alla formazione di team che possano portare a termine progetti completi, end-to-end. Un processo necessario tanto più all’introduzione di tecnologie particolarmente innovative. Inizia ora la fase più delicata di ‘ingaggio’ di Oracle insieme ai partner sui clienti per garantire il successo delle iniziative.

Il modello è il seguente: il partner genera il progetto e Oracle può garantire che le migliori tecnologie siano utilizzate e messe in campo al meglio. Il processo di Quality Assurance finale che ha sempre contraddistinto i progetti Oracle ora è sostanzialmente anticipato ala fase di realizzazione. L’affiancamento piace a partner e clienti.

Oracle Open Day 2018
Oracle Open Day 2018

Anche perché oggi più di prima vendor e partner nella trasformazione digitale con le aziende si giocano la propria reputazione nella logica del successo in funzione non solo della soddisfazione del cliente, ma dell’effettiva riuscita del progetto e quindi dal punto di vista dei benefici reali per l’azienda cliente.

A Oracle Open Day 2018 sono state protagoniste nuove realtà, nell’ambito ERP come del Digital Marketing legato ai temi di e-commerce per esempio Unieuro e Giglio Group, con il loro engine particolarmente vicino al mondo consumer.

Giglio Group ha scelto di sviluppare tutti i brand del fashion con la divisione Digital a gestisce le attività di e-commerce su piattaforma Oracle Cloud, beneficiando quindi di progetti di alto livello con tempi altamente competitivi. Soprattutto emerge dalle storie di trasformazione ospitate come le realtà medie italiane anche di spessore internazionale stiano, ora, abbracciando i progetti di trasformazione di back-end che sono quelli effettivamente critici e che richiedono una visione di più ampio respiro.

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