Spoletini (Oracle): la completezza del portafoglio cloud è il nostro vantaggio

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Fabio Spoletini, Country manager Oracle Italia

Fabio Spoletini, country manager Oracle Italia, fa il punto sull’adozione del Cloud Oracle in Italia e sulla strategia. Circa 200 i nuovi clienti, con fatturato in crescita di tre cifre. Se la prima onda di adozione riguarda SaaS e IaaS, la seconda punta a consolidare l’offerta PaaS, legata a IoT e Big Data

A due mesi dal prossimo Oracle Openworld di San Francisco, il management italiano di Oracle fa il punto sulle strategie attuate fino ad oggi in ambito cloud. “Dobbiamo necessariamente fare il cloud – esordisce Fabio Spoletini, country manager di Oracle Italia, incontrato recentemente a Milano – e sappiamo che siamo soli agli inizi”. Se la spinta nasce dalla necessità di trasformazione digitale che le aziende oggi hanno (dettate da Mobility, IoT, Social e Cloud), di pari passo Oracle accelera inanellando i tasselli della sua strategia.

Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia
Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia

In Italia, secondo il rapporto Assinform 2016, il mercato cloud è cresciuto del 23,2% attestandosi su 1,5 miliardi di euro, mentre secondo Gartner la crescita a livello globale (più sostenuta, +26%) ha portato a un giro d’affari di 64,7 miliardi di dollari. “Ma detto questo solo il 5% dei workload complessivi sono sul cloud, mentre il 95% rimane ancora on premise” precisa Spoletini, evidenziando i dati di una ricerca commissionata da Oracle che fanno ben sperare per uno spostamento significativo sul cloud nei prossimi anni: il 51% delle aziende in area Emea raggiungerà la maturità cloud nei prossimi due anni, con un 92% di realtà che già oggi ritiene il cloud uno strumento in grado di  velocizzare i processi di innovazione. “Stessa previsione di maturità anche per il mercato italiano” sostiene il manager.

Nell’anno fiscale 2016 di Oracle, conclusosi a maggio, la crescita del business cloud è stata del 40% sul 2015 e ha contribuito all’intero fatturato per 2,9 miliardi di dollari (su un totale di 38,2 miliardi). Solo nell’ultimo trimestre la crescita è stata del 51% con 1.600 nuovi clienti in ambito SaaS e 2.000 in ambito PaaS. Se si guarda ai clienti Erp Cloud, questi sono stati 2.600. “Un trend che si rispecchia anche sull’andamento italiano – precisa Spoletini -. Se si guarda lo spaccato locale, i nuovi clienti cloud sono circa 200, con una crescita del fatturato a tre cifre, con circa 400.000 utenti del cloud Oracle. Abbiamo fatto i primi progetti cloud in ambito IT trasformation e abbiamo la percezione chiara che sia partita l’onda di Erp di nuova generazione con un’accelerazione che continuerà anche in futuro”.

Pilastri e onde

La strategia poggia sui cinque pilastri già noti: la completezza della piattaforma al primo posto (con offerta integrata SaaS, PaaS e IaaS) “che ci permette di offrire servizi diversi e di vivere in un grande laboratorio di osservazione. La completezza del nostro portafoglio sarà l’elemento differenziante per fare presa sui clienti” precisa Spoletini; il tema forte dell’hybrid cloud, con la coesistenza tra ciò che gira in cloud e ciò che è on premise, dando al cliente la possibilità di spostare i workload con molta facilità e fare scelte non irreversibili nel tempo; l’apertura a tutti i principali standard (Sql, Hadoop, Linux, Java…); la capacità di gestire ambienti mission critical con un’infrastruttura che garantisce livelli di servizi elevati in qualsiasi tipo di azienda e per qualsiasi tipo di applicazione (Enterprise grade) dal momento che il cloud abbatte le barriere d’ingresso; infine la sicurezza, puntando su un cloud sicuro, grazie al software integrato nel processore (software in silicon) che garantisce protezione nativa sin dai punti cardini del data center.

oracle cloud journey“I clienti devono capire che approcciare il cloud è intraprendere un viaggio – precisa Spoletini -. Ci sono a nostro avviso due onde: la prima è garantire agilità nello sviluppo applicativo ed efficienza al data center e riguarda l’approccio SaaS, per sviluppare più agilmente le applicazioni e l’approccio IaaS, che mira a ottimizzare il data center. Segue la secondo onda di innovazione che riguarda il PaaS, che gira attorno ai progetti di big data e IoT, con soluzioni che rispondano alle esigenze del cliente e cha vadano a definire un’unica soluzione cloud di livello enterprise”.

SaaS e IaaS

Lato SaaS, l’offerta Cloud Enterpries Saas Suite copre cinque aree con soluzioni in ambito Customer Experience, Supply Chain Managment, HR Management,  ERP e EPM. “In ambito Human Capital Management ad esempio abbiamo raggiunto 20 nuovi clienti nell’ultimo anno con soluzioni cloud native, garantendo ai progetti un go live inferiore ai due mesi, che ci ha permesso di guadagnare terreno rispetto alla nostra concorrenza – precisa Giovanni Ravasio, Country Leader Applications -.  Il progetto con Generali è un caso significativo”.  Negli altri ambiti, casi interessanti sono stati realizzati in Galbusera (ERP), Samsung in area B2b (Customer Experience & Modern Marketing) o Tivusat (Business Analitycs). “Sul mondo degli applicativi, lo scorso anno l’80% è stato in cloud e il 20% on premise – spiega Ravasio -.  Garantire uno sviluppo agile e andare live in meno di due mesi sono aspetti strategici del nostro approccio perché il cliente non è più spaventato dai mega progetti che durano anni  ma riesce a mettere a terra subito le nuove feature di cui ha bisogno per fare business” .

oracle iaasGestita la parte di SaaS, i progetti IaaS si fanno più complessi. “Il cloud di per sé non risolve il problema delle prestazioni, ma Oracle vanta un’unica infrastruttura a differenza dei competitor e ha 15.000 sistemi ingegnerizzati in ambito mission critical in tutto il mondo” afferma Emanuele Ratti, Country Leader Cloud Infrastructure. Una strategia che preserva sia la parte on premise che la parte in cloud e spinge il cloud ibrido.
La parte di IaaS – che porta in cloud la capacità computazionale con le componenti di storage, compute, networking, security – viene progettata e ottimizzata per ogni workload, dai più leggeri ai più complessi . “Il nostro cloud IaaS garantisce 4,5 milioni di IOPS che è un valore cento volte superiore agli standard delle altre infrastrutture cloud presenti sul mercato, 300GB/s di Throughput con un potenza 300 volte quella di altri cloud, nessuna perdita di dati e nessun fermo di servizio grazie a un Failover trasparente” continua Ratti.
Inoltre, la strategia annunciata di recente di creare un cloud a casa del cliente (@customer site) o Cloud Machine  permette di portare le grandi applicazioni enterprise (anche quelle più ingombranti, definite big elephant) nel cloud, senza temere latenze. “Per queste applicazioni le aziende non vogliono ad oggi andare nel cloud pubblico, ma cercano soluzioni di cloud ibrido che potrebbero durare anche anni – continua Ratti -. La coesistenza delle piattaforme in cloud e on premise, grazie alla possibilità di avere le stesse caratteristiche disponibili in entrambi gli ambienti, ci permette di invogliare le aziende a spostare parte delle applicazioni enterprise in cloud, mantenendo workload on premises. Mentre la Cloud Machine, che mette un pezzo di cloud a casa del cliente, nasce proprio per i clienti che vogliono rimane ibridi ai quali Oracle offre l’industrializzazione del servizi cloud in casa propria. Il tutto prevede un contratto ad hoc, con il cliente che metterà a disposizione il network. La Oracle Cloud Machine – precisa Ratti – dà al cliente la possibilità di scegliere come strutturare la propria infrastruttura. In questo modo un pezzo del data center è presso il cliente e viene gestito in modalità pay as you go”.

oracle completaLa seconda onda, PaaS, porta a un modello customizzato per il cliente dove si potranno realizzare applicazioni ad hoc, che ruotano attorno alla completa Cloud Enterprise PaaS di Oracle. “I primi progetti di big data sono sulle nostre tecnologie e riguardano banche, assicurazioni, telco e PA. Ci aspettiamo che il prossimo anno il Big Data esploderà e nella nostra visione l’azienda che vuole rimanere competitiva deve estrarre valore dai dati, analizzarli e tenerli in cloud. Cloud e big data vanno di pari passo –  sostiene Ratti -. Già quest’anno sono andati live i primi nostri sette progetti Big Data in Italia”.

Prossimi passi

“Il tema della completezza del portafoglio Oracle non paga ancora oggi ma pagherà in futuro perché sarà la killer application per le aziende che non potranno avere dieci fornitori cloudconclude Spoletini -. Nei prossimi anni si abbatterà il tema del lock-in”.
Il prossimo 14 novembre a Milano, l’Oracle Cloud Dayl’evento italiano durante il quale lo scorso anno Spoletini aveva lanciato l’idea del Cloud concreto con i piedi per terra – sarà occasione per fare il punto sul viaggio verso il cloud e scoprire le novità che verranno svelate a San Francisco dal 18 al 22 settembre. Tema di quest’anno sarà il Next Generation Cloud Data Center, con al centro la strategia di Enterprise Grade, oltre al tema degli Sla – Service level agreement – per gestire i nuovi servizi sulle Cloud Machine.

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