Sony punta sui droni enterprise con Aerosense

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Sony e ZMP fondano Aerosense per unire le esperienze in robotica, sensoristica e guida autonoma e puntare ad applicazioni come la ricognizione aerea

Sony Mobile e la giapponese ZMP si sono alleate per creare una nuova società, battezzata Aerosense, focalizzata sullo sviluppo di soluzioni enterprise basate sull’utilizzo di droni. I campi applicativi citati sono quelli della ricognizione/sorveglianza aerea e dell’elaborazione dei dati in cloud. I primi servizi dovrebbero essere disponibili nel 2016 e derivare dalla combinazione delle competenze di Sony e ZMP: la prima per la parte di fotografia, telecomunicazioni e robotica; la seconda per l’esperienza in campo industriale, la guida autonoma e ancora la robotica.

Una delle "test car" ZMP per lo sviluppo di RoboCar
Una delle “test car” ZMP per lo sviluppo di RoboCar

ZMP è un’azienda nata nel 2001 e il suo motto “Robot of Everything” sintetizza bene la sua attività principale: diffondere l’utilizzo della robotica in qualsiasi campo applicativo. Per questo si è occupata di robotica classica ma poi si è focalizzata sullo sviluppo di veicoli a guida autonoma. Dal 2009 sta lavorando alla piattaforma RoboCar, che comprende vari veicoli a guida autonoma ma anche, e soprattutto, la parte di visione, sensoristica e calcolo che consente loro di auto-gestirsi.

Sinora, spiegano Sony e ZMP, le applicazioni della piattaforma RoboCar sono state tutte “terrestri” (si va dalla guida autonoma su strada alle applicazioni nel campo della logistica). Ora queste tecnologie e queste esperienze prenderanno letteralmente il volo per essere applicate a servizi “impossibili a terra”.

Dal punto di vista di Sony Mobile l’iniziativa rientra nel suo avvicinamento al campo delle applicazioni in stile Internet of Things (IoT). La focalizzazione sul mercato business e sulla ricognizione aerea può lasciare inizialmente perplessi – i droni sono considerati un mercato molto orientato al mondo consumer – ma in realtà ha molto senso.

L'AeroPuma di AeroVironment, usato da BP per la sorveglianza dei suoi impianti petroliferi
L’AeroPuma di AeroVironment, usato da BP per la sorveglianza dei suoi impianti petroliferi

Ad esempio negli USA, dove in queste settimane i droni fanno notizia soprattutto per i problemi che provocano, già un anno fa una delle pochissime autorizzazioni a una azienda privata per l’uso di droni sulla terraferma era stata data all’azienda petrolifera BP. In quel caso i droni servivano a sorvolare e monitorare oleodotti, strade e macchinari nel più grande giacimento petrolifero statunitense: quello di Prudhoe Bay, in Alaska. In precedenza era stato ammesso il volo di droni privati solo sul mare, mai sulla terraferma.

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