Shadow IT, un fenomeno molto sottostimato

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Shadow IT: una grande azienda europea utilizza in media 42 applicazioni ad alto rischio con oltre 300 utenti

Secondo uno studio di CipherCloud, basato su informazioni raccolte nel corso di tutto il 2014 presso milioni di utenti del cloud in azienda, il Shadow IT, fenomeno che vede le aree business aziendali adottare soluzioni IT senza fare riferimento al loro reparto IT, è largamente sottostimato. Lo studio valuta in 1245 il numero di applicazioni cloud impiegate all’interno di una grande organizzazione americana. Questo numero scende a 981 presso la sua omologa in Europa , ma siamo grosso modo nel medesimo ordine di grandezza ( dettagli in tabella).

CipherCloud
CipherCloud ,che produce strumenti di discovery e di classificazione delle soluzioni cloud in azienda, valuta che nell’86 percento dei casi gli strumenti software introdotti in azienda senza l’avvallo del reparto IT ( 82 per cento in Europa) . Si tratta di una stima superiore ai numeri che di solito circolano e valutano tra il 10 e il 15 percento le applicazioni cloud non dichiarate, la società segnala alcun indicatori interessanti.Le più utlizzate sono le applicazioni di rete sociale , di collaboration e di marketing. In media all’interno di una grande organizzazione sono utilizzati anche più 250 social media

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Ma non si va molto più in là con le applicazioni che riguardano le applicazioni di viluppo o dell’infratterà IT, quasi una prova che il cloud – anzi il Shadow Cloud si annida anche all’interno dei reparti IT.
Reti sociali e software per la gestione delle carriere professionali sono le categorie più a rischio.
Lo studio punta anche ad illustrare le lacune delle società europee nella gestione del rischio cloud. E questo malgrado le dichiarazioni di intenti e i regolamenti dell’Unione Europea.Lo studio rivela che solo il 9 percento della applicazioni cloud utilizzate dalle organizzazioni del vecchio continente sono basate in Europa o in zone sottoposte ad accordi sul trasferimento dei dati.
Il 21 percento sono eseguite a partire dagli Stati Uniti e sono certificate Safe Harbor ( cioè permettono di garantire che chi le eroga rispetta la legislazione dell’Unione Europea). Ma soprattutto il 70 percento sono localizzate negli Sati Uniti , ma senza il beneficio del Safe Harbor. In sostanza senza alcuna garanzia se non la dichiarazione delle intenzioni dei fornitori della soluzione. Una grande azienda europea utilizza in media 42 applicazioni ad alto rischio con oltre 300 utenti.

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Autore: Silicon
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