Lenovo Data Center Group, il punto su HPC e Augmented Intelligence

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La strategia di focalizzazione di Lenovo Data Center Group ha portato frutto. I passi avanti nell’ambito HPC e Augmented Reality si riverberano anche nei mercati orizzontali

Tre sono i pilastri nella strategia di Lenovo. Il primo riguarda la crescita nel mercato dei device, dagli smartphone ai laptop, alle workstation; il secondo riguarda il mondo Data Center (Data Center Group) e quindi lo sviluppo del mercato dei server; il terzo ambito invece guarda ai mercati futuri più promettenti quindi alla possibilità di fornire soluzioni in grado di mettere in connessione i prodotti dei primi due pilastri con il mondo cloud (Smart Internet Era).

Con Alessandro de Bartolo, Country Manager per l’Italia di Lenovo Data Center Group, il focus è obbligatoriamente sul mercato dei server e – in occasione dell’accensione del super computer CRESCO6 presso l’ENEA di Portici – in particolare sull’ambito HPC (High Performance Computing).

Alessandro de Bartolo, Country Manager Lenovo Data Center Group Italia

Data Center Group ha concluso trimestre e anno fiscale il 31 marzo del 2018. Lenovo ha accresciuto il proprio business del 44 percento (ricavi) rispetto al medesimo trimestre dell’anno precedente, l’area Emea ha fatto ancora meglio (+66 percento). I risultati positivi secondo de Bartolo sono da ricondurre “alla specializzazione dell’attività di Lenovo nell’ambito Data Center”.

La stessa specializzazione che è stata declinata nella creazione di siti di produzione dedicati (di cui uno in Europa, in Ungheria) – e che ha visto un’ulteriore serie di focalizzazioni dai centri di ricerca e sviluppo fino al cliente –  si riflette anche sulle attività commerciali.

E un’attività specifica che vede Lenovo protagonista a livello mondiale e tanto più in Italia (anche in relazione all’annuncio odierno) è proprio quella dei super calcolatori (High Performance Computing, HPC). Emea contribuisce in assoluto più di tutte le altre aree geografiche ai ricavi HPC di Lenovo DCG.

Il mondo HPC è l’ambito in cui le prestazioni di elaborazione vengono portate al massimo livello, e anticipando gli obiettivi prefissati, Lenovo celebra in questi giorni il raggiungimento della prima posizione come produttore in questo ambito in una particolare classifica.

Durante l‘International Super Computing Conference 2018 che si è svolta a Francoforte è stata pubblicata la classifica dei 500 siti nei quali sono presenti sistemi HPC e Lenovo è il primo vendor in termine di presenze all’interno della lista, posizionando in 117 di quei siti i suoi sistemi HPC, parliamo di un agone la cui barriera di ingresso in termini di potenza computazionale si è ulteriormente alzata ed è ora di 700 Teraflop.

All’interno stesso di Lenovo Data Center Group, l’HPC fa parte ovviamente delle eccellenze di specializzazione, tra altre specificità. I segmenti su cui si lavora sono infatti Data Center Infrastructure (con i building block per i data center), quello SDI (Software Defined Infrastructure), quello dei servizi (con focalizzazione verticale) e quello hyperscale (con focus verticale sulle soluzioni per i grandi DC mondiali, non necessariamente HPC) e ancora il segmento IoT e quello delle Telco.

de Bartolo tiene a una precisazione: “La focalizzazione sui segmenti verticali porta frutto poi in modo orizzontale nei diversi settori di industria (manufacturing, finance, education, ricerca) ma anche in mercati trasversali per dimensioni, con certo degli hype, per l’HPC – come nel caso del Cineca con il supercomputer Marconi – ma anche con realizzazioni minori dipartimentali o di centri di ricerca”.

Quindi soluzioni utilizzabili in tanti ambiti di mercato e soprattutto aperte, con Lenovo che sottolinea la capacità di integrare un ecosistema di tecnologie ampio.

CRESCO6, LiCO e i progetti AI

Tra le ultime realizzazioni proprio CRESCO6, annunciato da pochi giorni, è un supercomputer collocato a Portici presso ENEA, l’Ente di ricerca sulle energie alternative, in collaborazione con Cineca. CRESCO6 è basato su tecnologie Lenovo ThinkSystem ed è formato da un cluster di Lenovo ThinkServer SD530 ad alta densità, equipaggiati con processori Intel Skylake di ultima generazione e interconnessioni ad alte prestazioni Intel Omnipath. Di fatto rappresenta il più potente centro di calcolo installato nel Sud Italia.

CRESCO6 fornisce alcuni servizi di calcolo a Eurofusion, la comunità che studia la fisica della fusione nucleare nell’ambito del progetto ITER – International Thermonuclear Experimental Reactor – un progetto internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre più energia di quanta il processo ne consumi per l’innesco e il sostentamento della reazione di fusione. Nell’ambito del portafoglio per l’HPC oltre ai sistemi ThinkServer SD530, altre opzioni elaborative sono per esempio i sistemi SD650 e SR650.

Lenovo DCG – Le proposte in ambito HPC

Lenovo non ha sviluppato solo sistemi scelti per le potenzialità di calcolo ma anche la capacità di costruire infrastruttura hardware. Ancora, Lenovo ha sviluppato tecnologie di gestione delle infrastrutture, per esempio per quanto riguarda i consumi energetici, e capacità di integrazione delle soluzioni.

Tra le soluzioni di punta il LiCO (Lenovo Intelligence Computing Orchestrator), software per la gestione end to end delle infrastrutture HPC.La valenza di LiCO 5.2 va oltre perché rappresenta un connettore fondamentale per i passi che Lenovo sta muovendo in ambito Augmented Intelligence. Un approdo cui puntano oggi tutti i vendor di punta in ambito data center (Oracle, HPE e Dell Technologies).

LiCO 5.2

La versione 5.2 utilizza gli strumenti già sviluppati su ampia scala (per esempio Google TensorFlow) e offre la possibilità di integrare algoritmi Lenovo di Computer Vision e Natural language processing, per utilizzare le infrastrutture in modalità molto specifiche secondo le esigenze dei clienti, che possono implementare le nuove tecnologice in una modalità a tre step: scoprire quali possibilità sono offerte al business,con AI (con l’aiuto di quattro centri, quello europeo è a Stoccarda), sviluppare strumenti specifici su misura (anche LiCo) e poi ovviamente abbracciare la fase di deployment.

Ci sono attività in corso su queste basi per esempio a Barcellona (sui sistemi di calcolo per la diagnosi preventiva dei problemi alla retina per i diabetici), oppure sulla gestione delle riserve d’acqua con l’Università del North Carolina.

Capitolo a parte le tecnologie Neptune di raffreddamento, cui Silicon ha già dedicato un approfondimento.

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