Le scelte strategiche di IBM in ambito storage e sistemi

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La strategia Systems Hardware di IBM con focus sui recenti annunci in ambito storage. Flash e Software Defined sono binari certi, ma con tanto investimento ancora in hardware su cui poggiano le infrastrutture critiche. L’annuncio dei sistemi DS8880, mentre per lo storage su nastro non esiste tramonto

Paolo Sangalli, Director Systems Hardware Sales di IBM Italia, è responsabile di tutta l’area infrastrutturale di sistema, e propone un approfondimento puntuale per il suo ambito a partire dagli ultimi venti giorni ‘caldi’, giorni che hanno sollecitato il mercato con una serie di annunci/eventi succedutisi a tambur battente. Li ripercorriamo.

Agli inizi di ottobre Ginny Rometti ha annunciato l’inizio della Cognitive Era, sono seguiti gli annunci in ambito STG e Linux Power LC, ieri abbiamo dato notizia dei risultati finanziari del terzo trimestre e oggi vedremo in scena gli annunci importanti nella famiglia DS sullo storage hi-end.

Nell’ultimo anno, non si è fatto che parlare dell’era del digital computing e dei progressi nella Cognitive Era, ma mentre si esplorano i nuovi modelli di business, anche a consumo, le aziende continuano a investire in tecnologia e cercano, come dice Sangalli “un’infrastruttura che sia scalabile, veloce e con funzioni di gestione intelligenti; vogliono analytics e sicurezza integrati” .
In IBM, l’ambito System Hardware ha indirizzato queste esigenze su più prodotti, per esempio con gli annunci estivi relativi al nuovo brand LinuxONE (Emperor e Rockhopper) che si avvale di tecnologia mainframe, in uno scenario in cui l’80 percento di aziende italiane, con mainframe, ha fatto almeno una partizione Linux, mentre in termini di carico di lavoro questa percentuale si assesta intorno al 35/40 percento.

Paolo Sangalli, Responsabile Systems Hardware IBM Italia
Paolo Sangalli, Responsabile Systems Hardware IBM Italia

IBM ha inoltre portato il software opensource in modo più esteso su LinuxOne con Apache Spark, mariadb, Sql, aggiungendo come distribuzioni oltre che Suse e Redhat anche Canonical con Ubuntu. Nella community del mainframe inoltre IBM ha messo a disposizione codice per gli analytics, annunciando il progetto LinuxOne Developer Cloud per l’accesso gratuito alle comunità che sviluppano in open source. A questa proposta, per sviluppare il panorama sistemi dell’offerta IBM, si sono aggiunti proprio gli annunci citati in apertura relativi a Power LC (prezzi a partire da 5/6mila euro). Sono prodotti in collaborazione con i partner della Open Power Foundation (ago 2013), e vanno a coprire il mondo low-end (adeguati al mercato locale).

La strategia, enunciata da Sangalli, ha un unico imperativo fondamentale “accelerare lo shift verso il mondo dei dati e il cosiddetto ‘engagement’, puntando sull’ibrido e adattando i system-of-record alle esigenze dei clienti” . Come il mainframe IBM Z13 si è focalizzato su mobile e sicurezza e ha permesso la gestione degli analytics relativi senza dover spostare i dati, IBM vuole aiutare i clienti ad agire nella propria organizzazione in modo veloce con il prodotto giusto per il proprio business.

IBM e la strategia storage

In ambito storage non ci sono dubbi, i trend sono le tecnologie All Flash e il Software Defined Storage, eppure non mancano le riflessioni importanti anche nell’ambito delle tecnologie a nastro. E sono proprio questi temi a offrire l’occasione a Francesco Casa, Manager of Storage Solutions di IBM Italia, per spiegare il focus del vendor su questa componente.

Francesco Casa, Responsabile Storage per IBM Italia
Francesco Casa, Responsabile Storage per IBM Italia

Esordisce Casa: “E’ evidente che lo storage è stato riportato al centro dell’infrastruttura, lo evidenziano i fatti di questi giorni (anche acquisizione Dell/Emc), è evidente quanto sia alta l’attenzione sui dati”. Lo storage va però ripensato, secondo Casa. Oggi le linee strategiche sono definite, si viaggia sui binari di software defined e flash mentre i milestone sono l’agilità dei sistemi e delle applicazioni in delivery di pochi secondi, un grande controllo sui dati per definire la soluzione migliore su cui tenerli (e qui entrano in gioco le strategie di cloud ibrido), e l’attenzione ai costi.

La tattica è dare al cliente la possibilità di scegliere la modalità di acquisto offrendo la medesima tecnologia indipendentemente dalla modalità di acquisto (sia che sia hardware con software integrato, piuttosto che solo il software o solo il servizio). Tutto il portafoglio storage IBM si muoverà quindi su questo filone, con un approccio modulare, basata su open standard e OpenStack. I sistemi integrati IBM oggi prevedono sia sistemi a disco, con IBM Spectrum come strato Software Defined, sia i nastri (Tape), sia i sistemi integrati Hyper-Converged. Per quanto riguarda il portafoglio hardware, le novità importanti e più recenti sono i nuovi IBM DS8880 (prima con la sigla DS8000 si indicava in pratica un solo prodotto, ora è diventata una famiglia), senza relegare in secondo piano i sistemi a nastro, riguardo i quali Casa afferma: “Abbiamo annunciato proprio in ottobre la nuova linea storage LTO 7, il tape resta un elemento della nostra produzione fondamentale”.

IBM DS 8880
IBM DS 8880

Il mondo, che guarda alla capacità e al costo dello storage del dato, fa riferimento con interesse al nastro e Casa si spinge oltre: “Nei prossimi anni la tecnologia a nastro sarà sempre più in voga, e i dati di non immediato utilizzo che devono essere conservati troveranno ancora nel nastro la migliore casa possibile”. Non solo, mentre il nastro ha ancora ampi margini di possibilità per evolvere – si pensi solo a LTO 7 (con la cartucca da 7 TB e il costo più basso in assoluto) – la tecnologia sui dischi meccanici è matura. La roadmap IBM per i prossimi dieci anni prevede quindi ancora tanto tape.

Casa spiega con chiarezza: “L’archiviazione del dato più economica, oggi, è quella sul nastro, sarà ancora così, e inoltre l’ottimizzazione in atto sulla tecnologia a nastro riguarda anche la densità, per non parlare dell’efficienza complessiva, con la possibilità di montare un file system, mentre sul disco magnetico non esistono più margini di miglioramento”. Secondo IBM in tanti casi si è dismesso troppo velocemente il nastro come tecnologia, mentre il nastro ha una prospettiva di vita molto più ampia di altre soluzioni già adottate, e anche molto più economica.

Tornando all’annuncio del giorno sui nuovi sistemi DS888xCasa spiega l’ambito in cui si colloca l’offerta: “Alcuni nostri clienti richiedono sistemi storage ad alte performance con forti acceleratori, e nessun compromesso sulla disponibilità del dato, di tipo espressamente enterprise, con grande attenzione comunque ai costi”. E così i nuovi DS della famiglia 8000 hanno rack standard da 19 pollici, la connettività per qualsiasi tipo di standard, connessione e ambiente. Il nuovo prodotto sono in verità tre proposte: IBM DS8884 ‘entry level’ (disponibilità a dicembre 2015), il DS8886 evoluzione dell’attuale DS8870, e il top di gamma IBM DS8888 (prima metà del 2016), un sistema all-flash. Mentre per gli altri sistemi è assolutamente gestibile la tecnologia di storage (flash, dischi capacitivi, etc.).

L’obiettivo è catturare nuovi clienti sull’offerta IBM DS8884, quindi sulla fascia bassa dei sistemi enterprise legati non solo al mondo mainframe. IBM oggi in Italia, con i sistemi DS8870, è l’unico Paese al mondo ad avere la leadership nello storage hi-end con il 30 percento di quote di mercato (nel mondo la percentuale si ferma al 10, e a livello mondiale, tra le prime 20 banche, 18 dichiarano di adottare questa soluzione). Questo nonostante negli ultimi anni la competition abbia sfornato differenti proposte. Ora IBM vorrebbe tentare di fare molto bene anche nel mid-range (dove non ha la leadership) con la proposta DS8884.

IBM quindi investe in ‘questo‘ hardware per una scelta strategica compiuta oltre dieci anni fa con i sistemi DS8300. La scelta architetturale su tecnologia Power di allora è ancora valida, il vendor americano ha aggiornati i sistemi e la tecnologia di connettività. E il packaging attuale è altresì funzionale all’avvicinamento ai sistemi di componentistica modulare standard. Ovviamente su questi sistemi il tiering è automatico, non solo: la possibilità di avere insights, controller in grado di produrre analitiche dentro i sistemi, è parte della strategia Easy Tiering di IBM.

Si arriva anche alla componente di virtualizzazione. Il portafoglio software contempla IBM Spectrum Storage Family. All’interno dei prodotti hardware IBM c’è uno strato software che poggia sull’hardware fisico, ma i clienti hanno bisogno di coerenza software anche per hardware eterogeneo, magari semplicemente perché ne hanno in produzione da valorizzare. IBM propone ad essi IBM Spectrum (nei suoi sei pillar) con la parte Control (al servizio degli insight), Protect (per il backup), Archive (per vedere quali pool di risorse hardware gestire e guardare al nastro come a un file system), Virtualize ovviamente per la virtualizzazione, Accelerate e Scale che sono due soluzioni specifiche. La prima componente, Spectrum Scale, è in pratica il corrispettivo di IBM Elastic Storage Server (per la gestione della parte file server, dati non strutturati in formato file) quando il software poggia su hardware IBM. Se invece si desidera il servizio su SoftLayer, IBM declina Spectrum Scale anche solo come servizio in cloud. Lo stesso avviene per la parte a blocchi (in cloud) con IBM XIV in hardware, la parte software che è Accelerate e la parte di servizio corrispettiva.

Tutti i prodotti girano quindi su storage IBM come non IBM, traggono beneficio dalla tecnologia flash e possono essere offerti come servizio su cloud. In prospettiva oggi IBM vuole consentire ai clienti di spostare i volumi di dati – per esempio da SoftLayer ad Amazon S3 – in un concetto di intercloud o multicloud applicabile cioè quando si hanno dati su cloud diverse. IBM lo fa con Multi Cloud Storage Gateway (MCSG). L’obiettivo è dare una scelta ai clienti e non una risposta univoca, offrire un connettore di API per spostare i dati tra le varie cloud. Al momento, per la parte Spectrum Scale MCSG è in beta.

Ultimo, ma non ultimo, l’acquisizione di Cleversafeè una realtà che lavora nell’ambito dello storage a oggetti, con un’offerta sia software sia hardware, nella fascia bassa. IBM l’ha acquisita con l’intento di avere all’interno del brand IBM Systems Hardware una posizione hardware-based con appliance a basso costo per gestire storage ad oggetti e poi una posizione in cloud su SoftLayer per la medesima offerta sul cloud.

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