Giorgio Nebuloni (IDC), verso il mercato dei server ultra-densi e micro

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

SLIDESHOW Sullo sfondo del lancio Hp Moonshot, Nebuloni di IDC spiega dove e come si muove il mercato dei server, le tecnologie ma anche gli scenari competitivi. La fotografia del mercato

Ai margini dell’evento Hp Moonshot di Londra c’è l’occasione per confrontarsi con Giorgio Nebuloni, Research Manager, European Enterprise Server Group di Idc, sugli scenari server che andranno delineandosi nei prossimi mesi. Hp gioca le proprie carte con la nuova classe server Moonshot e, in uno scenario più ampio, propone una definizione originale di ‘software-defined’, un termine che per i data center è stato utilizzato per la prima volta da Vmware (se ne parla dal 2000), già utilizzato per il networking e ora approdato nel mondo dei server. Hp con la seconda fase del progetto Moonshot si ritaglia un ruolo importante nel quadrante dei vendor di “micro-server” e del comparto Ultra Dense. Da questi spunti inizia la chiacchierata con Giorgio Nebuloni che spiega: “Sul mercato attuale ci sono ad oggi cinque categorie di server: tower, rack server pizza box, blade server con Cpu di tipo server (Xeon e Opteron e con la parte I/O e PSU separate dai singoli nodi), la quarta categoria è quella dei server Density Optimized (Cpu di tipo server con diversi nodi, ma solo la parte di Power Supplies Unit separata dal singolo nodi): la categoria presentata oggi da Hp è quella dei server Ultra Dense.

Un server può essere definito Ultra Dense quando rinuncia a una scheda madre normale, come intesa fino ad oggi, e cioè con i socket per le Cpu, con memoria e storage locale; invece i nuovi Ultra Dense hanno solamente Cpu e memoria, infilati dentro a “backplane” che ospitano lo storage con attacco tradizionale. Lo storage nella scheda già di suo non è mandatory. Si parla per questo di “schede-figlie”, con le Cpu di tipo client fuse sopra la scheda (nel caso di Moonshot le Cpu Intel Atom), e con consumo inferiore ai 10 watt di power-draw per Cpu, mentre gli Xeon arrivano anche oltre i 20 watt. E’ l’hyperscale il punto di forza della nuova tecnologia, la possibilità di scalare in modo poco costoso e con un dispendio energetico minimo, anche in termini di performance.

Moonshot Software Defined Server
Moonshot Software Defined Server

Nebuloni non teme di usare il seguente paragone: “Con Moonshot si può tranquillamente parlare di un sistema anti-virtualizzazione, per gli scopi cui si presta: se per certi workload si ha bisogno di 100-200 macchine dedicate hosting, per esempio nel caso di siti Web, che non hanno bisogno di chissà che performance, ecco che Moonshot può dare piena soddisfazione”. Però è importante precisare: comunque i processori Intel Atom supportano VT, e quindi qualche cliente inizia a pensare non tanto a virtualizzare con Moonshot per ottenere performance (non database immensi), ma piuttosto per metterci sopra delle VD – semplici macchine virtuali client.

Il problema vero è un altro, attualmente oggi in Europa si contano circa 7 macchine virtuali per ogni server fisico, per un rack server da due socket, e su questi comunque il numero di VM continua a crescere; gli amministratori vedono moltiplicarsi il numero di ambienti da amministrare e anche la proliferazione di VM può quindi portare a quella complessità che si voleva evitare.

E’ comunque un problema importante a livello enterprise e quindi Moonshot agevola il lavoro degli amministratori allorquando si allinea al criterio fondamentale dell’uniformità, cioè quando si propone con un batch di sistemi operativi omogenei, in modo che in fase di deployment remoto (anche senza virtualizzazione), si installa un insieme di OS omogenei. Hosted di livello medio e grandi hosted francesi, tedeschi e inglesi sono i clienti ideali.

Moonshot tra qualche mese arriva anche per architettura Arm, stanno arrivando ora i 64bit per questa architettura, e la parte Arm su Moonshot lavorerà certamente in prima istanza solo su Linux, ma di suo l’architettura Moonshot non richiede specificità di sistema operativo. La community dei provider è prevalentemente operativa sul sistema del pinguino, e il lavoro di adattamento in questo caso è particolarmente importante. Nebuloni prende spunto per consigliare Hp di spingere maggiormente sui partner che lavorano su questo tipo di sistemi (Linux – Fedora/Arm) e sottolineare come anche il progetto Raspberry Pi potrebbe rivelarsi particolarmente interessante con una Debian e Arm, nei sistemi di architettura Ultra Dense.

Evoluzione del mercato server
Evoluzione del mercato server

 Lo scenario del mercato server

Si parla di scenario ed è inevitabile parlare di concorrenza, Nebuloni: “Hp è la prima azienda  a fare la mossa di un sistema così modulare a cartucce, con un backplane in grado di supportare diversi tipi di cartucce. Non sono i primi quelli di Hp a lavorare con Intel Atom, ma non si era ancora lavorato a 64 bit e soprattutto Hp si è spostata un passo avanti sul piano “interconnect” in grado di far girare la parte I/O sotto. E’ questa la parte forte di Hp”.

Nebuloni spiega come Dell in questo campo non abbia ancora annunciato nulla, al momento “ma all’orizzonte si intravedono anche competitor dall’oriente, da Taiwan, per esempio, si può spendere il nome di SuperMicro e Quanta Computer. Secondo Nebuloni al momento Ibm non sarebbe interessata a prodotti server di questo genere, più concentrata al ramo di sviluppo ‘integrated and converged’, in collisione con Oracle e Hp. Ibm ha un portafoglio perfettamente concorrente con Hp sui PureFlex e con gli Integrated Platform sovrapponibili agli Exadata e Exalogic di Oracle. Cisco è ‘tutta’ blade’, al momento senza la forza necessaria per fare gli “integrated” da sola (ma anche con i relativi vantaggi). Dell è il vendor con il portfolio più vicino ad Hp. Sulla parte Density è Dell al momento leader di mercato, ma non sugli Ultra Dense dove è in rincorsa. Hp con gli Ultra Dense punta il mirino proprio contro Dell e contro i taiwanesi, e il secondo obiettivo è strategico per guadagnare velocemente quote di mercato.

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