CCIX, il consorzio che vuole velocizzare il lavoro dei server

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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IBM, AMD, ARM e Huawei hanno creato il CCIX Consortium, per sviluppare una tecnologia di interconnessione tra componenti chiave dei server

I nomi sono di primo piano e l’obiettivo è ambizioso: sviluppare una tecnologia di interconnessione standard che permetta il dialogo tra CPU, acceleratori, GPU e FPGA all’interno di un server. È per questo che AMD, ARM, Huawei, IBM, Mellanox, Qualcomm e Xilinx hanno dato vita al CCIX Consortium, un raggruppamento di aziende che intende arrivare appunto a una soluzione che ha già denominato Cache Coherent Interconnect for Accelerators (o CCIX).

Il punto di partenza del consorzio è che, nonostante opinioni contrarie, l’andamento attuale della Legge di Moore nello sviluppo di nuovi processori non basta a garantire la potenza elaborativa di cui i server necessitano per le applicazioni più evolute. Per questo si ricorre ad acceleratori, chip programmabili e altri componenti del genere che però pongono il problema di gestire opportunamente il dialogo con le CPU. Di solito questo avviene via PCIe, con due limiti: PCIe non è nata per fare questo (è un bus generico di input/outout) e il dialogo è diretto tra CPU e singolo componente senza possibilità di estenderlo ad altri se non con grande difficoltà e comunque tra componenti omogenei.

ccixIl CCIX Consortium vuole cambiare questa situazione creando una tecnologia che consenta una condivisione dei dati ad altissima velocità tra componenti di qualsiasi genere dedicati all’elaborazione o alla velocizzazione di quest’ultima. In questo modo un generico chip ARM potrebbe dialogare con un FPGA Xilinx e un acceleratore grafico AMD condividendo i dati e aumentando di molto le possibilità di avere un’elaborazione sempre più veloce. In un ambiente poi ragionevolmente aperto, in cui una CPU non è più legata agli acceleratori studiati in modo specifico per lei.

Il compito non è semplice e i primi frutti si vedranno tra diversi anni, ma è importante notare che sette aziende che potrebbero ciascuna andare avanti per la sua strada abbiano deciso invece di fare fronte comune. Anche, assai probabilmente, per bilanciare il possibile predominio delle soluzioni Intel-Altera che sono invece strettamente integrate.

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