Un’appliance convergente “low cost” per HPE

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In arrivo una versione a due nodi dell’appliance Hyper Converged 250, per creare ambienti virtualizzati nelle medie aziende e nelle sedi decentrate delle realtà più grandi

HP Enterprise ha presentato una versione “entry” delle sue appliance convergenti HPE Hyper Converged 250. Si tratta di un modello a basso costo che è stato pensato per le medie imprese e per l’installazione nelle sedi decentrate delle grandi aziende, ma che per il resto mantiene l’impostazione di fondo delle altre appliance della serie.

La logica che sta dietro lo sviluppo di questo nuovo prodotto – ha spiegato Manoj Nair, Vice President CDI Converged Product Management di HPE – è che oggi anche le realtà di dimensioni più piccole hanno bisogno di una IT “elastica” ma non possono quasi mai permettersi di avere in sede uno staff tecnico proporzionato a queste esigenze. Da qui l’idea di sviluppare una soluzione convergente con le caratteristiche adatte a supportare, con un ambiente virtualizzato, i carichi di lavoro tipici di questo segmento di utenza: dalle applicazioni business-critical alle piattaforme di virtual desktop.

Il retro della versione a quattro nodi delle appliance Hyper Converged 250
Il retro della versione a quattro nodi delle appliance Hyper Converged 250

Dal punto di vista hardware la nuova versione “entry” dell’appliance Hyper Converged 250 si basa come le sorelle maggiori sul design dei server Apollo Gen9. Prevede però un’architettura con due nodi e non i tre o quattro dei modelli precedenti, anche se il form factor è sempre quello 2U per il montaggio in rack e i processori dei nodi sono sempre Intel Xeon E5-v3.

È possibile dotare l’appliance di una combinazione di dischi a piatti rotanti SAS da 1,2 TB e unità SSD da 480 GB, ma per ora non sono state date specifiche precise sul massimo di storage che sarà gestibile. La versione da tre nodi arriva a circa 8,5 TB con una configurazione di soli hard disk e ad alta disponibilità.

Il fatto poi che si tratti di una appliance “entry” non dovrebbe avere impatti sulla sua scalabilità. Le appliance Hyper Converged 250 arrivano a configurazioni con un massimo di quattro unità, che in questo caso corrisponderebbero a otto nodi. Lato software l’appliance supporta gli ambienti di virtualizzazione sia di VMware sia di Microsoft, quindi può essere usata per realizzare anche un piccolo ambiente cloud Azure.

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