Oracle, calma piatta nel primo trimestre 2019

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Sede Oracle

Trimestrale di poco sotto le attese per Oracle. La strategia di diventare una Saas company potrebbe rivelarsi più complessa del previsto

Oracle ha annunciato i risultati del suo primo trimestre per l’anno fiscale 2019. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno anno fiscale, i ricavi – di  circa 9,2 miliardi di dollari – quindi in crescita dell’1 percento o del 2 percento a seconda del regime di cambio (dollari o cambio fisso).

Troppo poco per non far risuonare nelle parole degli analisti il termine stagnazione, con cui da alcune fonti autorevoli è stato definito il periodo attuale di Oracle. Anche perché gli stessi analisti si aspettavano ricavi per 9,24 miliardi dopo l’ultimo trimestre fiscale 2018 che aveva generato 11,3 miliardi, già quindi un’aspettativa contenuta che invece è andata disattesa perché sono arrivati solo 9,19 miliardi.

Da un lato quindi il management di Oracle si è preoccupato di definire solida la trimestrale (in attesa che la strategia di trasformazione di Oracle in una Saas Company paghi), dall’altro l’accelerazione proprio dei servizi cloud nel loro complesso è sì confermata ma ci si sarebbe aspettati un boost più deciso.

Il totale dei servizi cloud e del supporto delle licenze sommati alle licenza cloud e ai ricavi delle licenze On-Premise è aumentato del 2 percento fino a 7,5 miliardi di dollari.

I ricavi per i servizi cloud e per il supporto delle licenze sono stati di 6,6 miliardi di dollari, mentre quelli delle licenze Cloud e On-Premise sono stati di 867 milioni di dollari. E’ proprio il business dei servizi cloud, per il momento, e nonostante la crescita, a deludere.

I più ottimisti supportano l’idea (insieme al management) secondo cui la strategia di Oracle, a lungo termine, è solo ora nella sua fase di attuazione più concreta con Autonomous Database e servirà sia a guadagnare quote sul mercato cloud infrastrutturale, sia nell’Erp  dove con Fusion e NetSuite Oracle è oggettivamente avviata a fare bene, con l’Erp in cloud in crescita di circa il 30 percento.

Più difficile pensare invece, con Larry Ellison, che la differenza qualitativa tra il DB Oracle sia di livello tale da lasciarsi a tal punto preferire dai clienti, da scegliere il cloud di Oracle, cioè al punto da diventare il fattore decisionale critico e quindi permettere addirittura di crescere nel market share Iaas su AWS.

Thomas Kurian, President Product Development di Oracle - L'assenza a tempo 'indeterminato' è un fattore di inquietudine per gli analisti
Thomas Kurian, President Product Development di Oracle – L’assenza a tempo ‘indeterminato’ è un fattore di inquietudine per gli analisti

Il momento poi è decisamente fluido, la stessa precedente trimestrale che era stata messa sotto la lente per una serie di scelte nel raggruppamento delle voci cloud vede rispecchiati i raggruppamenti in questa trimestrale.

Le licenze sembrano quindi tutte raggruppate siano esse di software cloud e on-premise, tutti gli abbonamenti invece sono indicati come servizi cloud (compresi i supporti alle licenze).

Da giorni inoltre fonti autorevoli sul Web riportano del periodo di assenza di Thomas Kurian, colonna portante in Oracle (dal 1996) e Presidente della divisione di sviluppo prodotto, cui riporta circa il 25 percento dei dipendenti Oracle.

Nessuno ha saputo dire quando tornerà al lavoro e segnali di questo tipo, in un periodo di calma piatta, non fanno bene. L’avvio delle attività seguente ai risultati non è stato felice neanche in borsa.

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