Mark Hurd (Oracle), è tutto in cloud il futuro delle aziende

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Entro il 2025 Oracle prevede l’approdo pressoché definitivo sui sistemi cloud. Sviluppo, test, spesa, archiviazione dei dati, sarà il cloud il luogo più sicuro per l’elaborazione informatica. Le ultime novità a Oracle OpenWorld 2017

A Oracle OpenWorld 2017 dopo l’ondata di annunci è tempo di guardare avanti e leggere il futuro delle aziende per gli anni a venire. Ci pensa Mark Hurd, Ceo di Oracle, che snocciola cifre e percentuali.

Oracle Cloud Services - Parola d'ordine, migrare i workload in cloud
Oracle Cloud Services – Parola d’ordine, migrare i workload in cloud (per visualizzarla nel modo migliore fare clic sull’immagine)

Entro il 2025 l’80 percento dei bilanci IT sarà speso per l’innovazione e solo il 20 percento per far funzionare i sistemi esistenti, tutti i dati saranno archiviati in cloud, che sarà considerato il posto più sicuro per mantenere, utilizzare ed elaborare le informazioni e poi ancora l’80 percento dei bilanci IT sarà indirizzo ai servizi di cloud computing, stessa percentuale per le applicazioni in cloud.

C’è un dato però che più di tutti svela il valore prima degli altri percepito come strategico: il 100 percento dello sviluppo e dei test applicativi sarà svolto in cloud.

In occasione della presenta della sua ricerca, Oracle ci era già apparsa come un’evidenza importante. Il cloud è il terreno più fertile, economico e anche sicuro dove è possibile “sperimentare” nuovi modelli, elaborare nuove soluzioni e farlo in cloud avvicina la ricerca alla fase successiva della messa su strada per quelle che sono poi le scelte più valide.

Ecco, lo sviluppo applicativo. In Oracle Application Development Platform, la nuova offerta conferma la strategia open standard per estendere la possibilità per gli sviluppatori di sviluppare e gestire le applicazioni con una varietà di linguaggi ancora più ampia.

Sono state estese le funzionalità container e blockchain con Oracle Container Native Application Development Platform, Data Hub Cloud Service, Blockchain Cloud Service (tema degli annunci anche in Day 2).

Si aggiunge a questi annunci le novità relative a Big Data Platform Cloud con gli strumenti per sfruttare in modo più semplice l’intelligence adattiva. Ora questa piattaforma include: Oracle Analytics Cloud, Data Lake Edition, machine learning e analytics integrati in Big Data Cloud, e Data Integration Platform Cloud. Ecco i benefici di quest’ultima.

Mark Hurd, Ceo di Oracle
Mark Hurd, Ceo di Oracle

Per quanto riguarda l’integrazione di dati e applicazioni, Oracle ha deciso di integrare la propria proposizione in questo ambito riunendo sotto un unico cappello Oracle GoldenGate, Data Integration e le soluzioni Data Quality. La proposizione unica porta il nome Data Integration Platform Cloud. Porta l’integrazione da più fonti di dati in qualsiasi formato, la riduzione dei costi di downtime, ma soprattutto velocizza i processi di integrazione sui big data in funzione degli advanced analytics.

Per esempio, con l’integrazione di Oracle GoldenGate, la nuova piattaforma comune abilita la migrazione dei database senza soluzione di continuità senza perdita dei dati nel caso per esempio delle migrazioni in fase o in linea, ma anche consente agli utenti di preparare un set di dati on premise o in cloud per la migrazione senza impatto sulle performance applicative dei sistemi di approdo.